Veneto


Veneto – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2009

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I dati Federdoc 2009 per il Veneto sono come al solito piuttosto completi. La novita’ dell’anno e’ la DOC Prosecco, che da sola e’ diventata nel primo anno di “attivita’” la prima DOC regionale e una delle prime a livello italiano con 863mila ettolitri prodotti. In questo modo i volumi DOC salgono a 3 milioni di ettolitri (secondo Federdoc), un dato molto vicino a quello dichiarato da ISTAT di 2.9m/hl. Insieme al balzo del 28% della produzione DOC salgono anche le superfici vitate (+26% a 34466 ettari), da cui una resa per ettaro molto elevata di 129 quintali (stabile da ormai 3 anni a questa parte). Il veneto si conferma una regione con un numero elevato di DOC ma una grande concentrazione, soprattutto ora che il Prosecco ha il suo “collocamento” regionale. Le prime 5 DOC rappresentano il 77% della produzione DOC 2009.



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Veneto – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2010

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Vino bianco e niente vie di mezzo. Questo sarebbe un buon titolo al commento sulla produzione di vino 2010 in Veneto. Le tendenze sono chiare: l’industria vinicola funziona (cioe’ va bene in valore assoluto e decisamente meglio del resto del paese), le superfici non calano, la produzione e’ alta e stabile in volume ma non in tipologia. Il Veneto sta muovendo verso i vini bianchi e verso i vini DOC, non a discapito dei vini da tavola, ma a discapito dei vini IGT. Quindi, niente vie di mezzo. La qualita’ dei dati sembra buona sia come dichiarazione dell’ISTAT (soltanto il 6% della produzione e’ stimato) sia come consistenza storica dei numeri. Vediamoli in dettaglio.
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Santa Margherita – risultati e analisi di bilancio 2010

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Intendiamoci subito: i risultati 2010 di Santa Margherita sono proprio belli, da qualunque parti si girino. Come mai? Perche’ Santa Margherita nel 2010 si e’ ripresa tutto quello che aveva perso durante la crisi con gli interessi. Le vendite sono cresciute sia in Italia che all’estero e i margini e gli utili sono saliti a un livello mai registrato negli ultimi anni. La generazione di cassa e’ stata molto ricca, dato che Santa Margherita si e’ permessa di pagare 12 milioni di euro di dividendi, di portare a termine un’acquisizione da 3 milioni nella zona del Prosecco e di mantenere il debito invariato a 40 milioni di euro, comunque migliorando in modo sostanziale gli indici finanziari. Il 2011 sembra poi essersi aperto con una continuazione dei trend del 2011, anche se, aggiungo io e’ presumibile che il rialzo dei costi delle materie prime renda piu’ difficile la vita al gruppo quando si parla di margini. Essendo comunque Santa Margherita un operatore fortemente orientato all’export (58% delle vendite) e in concomitanza del 50esimo anniversario del suo prodotto di punta (il Pinot Grigio), e’ presumibile che la tendenza alla crescita delle vendite resti intatta. Soprattutto, Santa Margherita continua a piccoli passi ad aggiungere pezzi alla sua struttura, segno non soltanto della disponibilita’ finanziaria per farlo ma anche di una vera focalizzazione sulla crescita dell’azienda.



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