Veneto


Santa Margherita – risultati 2014

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Nel 2014 Santa Margherita ha raggiunto la soglia di 110 milioni di fatturato (+8%), ha aumentato gli investimenti (in particolare nella controllata Ca del Bosco, posseduta al 60%) e di oltre il 15% la distribuzione di dividendo agli azionisti. Un anno soddisfacente, che mette nelle condizioni il management di promuovere un nuovo ambizioso piano, anche considerando possibili acquisizioni per arricchire il portafoglio . Intanto, restiamo sui numeri 2014, che beneficiano della ripresa nel mercato italiano, forse il miglior anno degli ultimi dieci, mentre all’estero il gruppo mantiene un ritmo di crescita vicino alla doppia cifra. Andiamo insieme ad analizzare i numeri più importanti.

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Veneto – produzione e valore vini DOC 2013

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Dopo Toscana e Piemonte procediamo con l’analisi delle DOC regionali in Veneto, dove dominano per volumi e valore due aree/vini: la Valpolicella e il Prosecco. Le nostre stime su volumi 2013 e prezzi 2014 ci indicano un valore alla produzione di 370 milioni di euro per l’accoppiata Conegliano Valdobbiadene e Prosecco, e di circa 200 milioni di euro per Valpolicella/Amarone. Sono numeri particolarmente rilevanti, anche nel panorama italiano: considerando i 17.3 milioni di ettolitri DOC prodotti nel 2013 e il prezzo medio italiano di 130 euro per ettolitri, otteniamo 2.2 miliardi di euro. Ecco, di questi 570, cioè il 25% sono di quei due “gruppi” di denominazioni. Passando ai numeri sui volumi di Federdoc, secondo l’agenzia i volumi DOC del 2013 sono cresciuti dell’8% a 4.7 milioni di ettolitri (comprese DOC interregionali). Accanto al +19% del Prosecco, che sfonda la ragguardevole barriera dei 2 milioni di ettolitri, tra le grandi denominazioni venete il 2013 è stato buono per il Valpolicella (+7%), meno per l’Amarone (-6%) e per il Bardolino (-15%), mentre sono poco mossi i numeri del Conegliano Valdobbiadene (+3%) e del Soave (-2%). Andiamo sui numeri. Continua a leggere »

Il consumo di vino in Italia – dati per regione e classi di età

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Fonte: ISTAT, rapporto sull’uso e abuso di alcolici in Italia

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Torniamo sul tema dei consumi di vino con un’analisi, che sta diventando sempre più ricca, delle principali tendenze al consumo di vino. Nell’ambito di un generalizzato calo del consumo, esistono apparentemente delle isole felici (o meno infelici) come per esempio Bolzano, dove la penetrazione del consumo quasi quasi aumenta, e fasce di età come quella dei ventenni dove la compressione del consumo sembra essere meno spinta. Lo stesso può dirsi per le grandi città (meno afflitte dal fenomeno del calo di consumo) rispetto ai piccoli centri. Sono dati che “tagliando” la popolazione in modo così netto restano volatili, ma alcune tendenze di lungo termine possono essere colte. Due numeri prima di obbligarvi a cliccare per continuare a leggere. Le regioni del Nord viaggiano intorno al 53-55%  di bevitori sulla popolazione, contro il 44-47% delle regioni del sud. Quindi siamo intorno a 10 punti di penetrazione. Secondo, la curva di penetrazione del consumo per età si sta “schiacciando”: oggi sopra i 25 anni la penetrazione varia tra il 52% e il 60%, il minimo storico: fino al 2012 i dati mostravano un “gap” tra chi beveva meno di oltre 10 punti. Ma andiamo ai dati di dettaglio.

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Produzione DOC e DOCG per denominazione – dati 2013

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Ho terminato di rielaborare i dati Federdoc relativi alla produzione 2013 che vi presenterò per le principali regioni durante l’estate. Oggi, apriamo le danze con le classifiche delle maggiori DOC, che qui includono tutto quello che produce più di 50mila ettolitri (mi scuso per chi ha interesse delle DOC minori, ma la classifica sarebbe troppo lunga). La classifica è piuttosto completa, manca soltanto la produzione della DOC Castelli Romani, non pervenuta dalla Camera di Commercio di Roma (non mettetegli fretta, mi raccomando). Da quest’anno ho deciso dividere i numeri per 1000 per gli ettolitri, salvo la tabella delle superfici che apre il post qui sopra.

Dunque, difficile fare conclusioni qui. Comunque, le DOC con più di 50mila ettolitri prodotti sono 61 nel 2013 contro 60 nel 2012. Di queste 28 hanno avuto una produzione in crescita rispetto al 2012. La crescita media per queste DOC è stata del 4% circa, soprattutto trainata dalle DOC che chiamiamo “geografiche” e dagli spumanti. Il re tra le DOC Italiane resta il Prosecco, che è stato prodotto nel Trivento in 2.14 milioni di ettolitri, +19%. La seconda DOC Italiana è il Montepulciano d’Abruzzo, che è leggermente calato rispetto al 2012, mentre l’annata è stata migliore per il Chianti, che messo insieme al Chianti Classico cresce del 10%. Si riprende la produzione della DOC Trentino, mentre continua a crescere costantemente la produzione di Conegliano Valdobbiadene, la parte di qualità del Prosecco. Ma andiamo insieme a commentare le principali categorie.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2014

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Oggi ci occupiamo dei trend principali delle esportazioni italiane 2014 non in termini di geografie ma bensì di tipologie di prodotti, focalizzandoci sulle categoria del vino imbottigliato, 3.8 miliardi di euro di export nel 2014. Lo spostamento verso i vini di qualità continua, anche se nel 2014 sono stati più i vini IGT (+5%), che non i DOC (+1%) a crescere. Esiste uno strano accoppiamento tra vini rossi e DOC (+1%) e tra vini bianchi e IGT (+9%) che si sta imponendo sia nelle vendite al dettaglio italiane che nelle esportazioni. Un secondo trend che analizziamo nel post in dettaglio, all’interno della categoria dei vini DOC, ci dice che se nei vini rossi le tre grandi regioni di riferimento (Piemonte, Toscana e Veneto) continuano a crescere anche proporzionalmente al resto, nel segmento dei vini bianchi Veneto e Trentino continuano a perdere terreno rispetto ai vini bianchi del resto d’Italia. Forse, i due andamenti si collegano. Passiamo ai dati.

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