Trentino Alto Adige


Produzione di vino DOC in provincia di Bolzano – aggiornamento 2009

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Sono felice di poter riproporre i dati di produzione dei vini DOC (e quest’anno anche IGT) della provincia di Bolzano relativi al 2009. Mentre nel resto d’Italia stiamo aspettando i numeri relativi al 2008 che Federdoc non ha ancora pubblicato, qui abbiamo gia’ chiuso il 2009. E’ quindi logico per me ringraziare Christian Rottensteiner, direttore dell’associazione Vignaioli dell’Alto Adige che ha spontaneamente inviato i dati in un file direttamente excel, quindi facilmente lavorabile.



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Mezzacorona – risultati e analisi bilancio 2008/09

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Commentiamo oggi i risultati del bilancio 2008-09 di Mezzacorona, la cooperativa controllante di Nosio. Cominciamo con il dire che trattandosi di una cooperativa, il bilancio chiude in pareggio per quanto riguarda la capogruppo, che pero’ consolida gli utili delle controllate commerciali. I grafici che trovate nel post sono relativi al bilancio consolidato. La cooperativa ha messo a segno un 2009 molto buono dal punto di vista commerciale rispetto alle aziende che abbiamo visti sinora, con un fatturato in crescita del 5%. I margini sono tuttavia calati, sia guardandoli dal punto di vista dei risultati ottenuti (MOL -10% in valore assoluto) che dal punto di vista del valore attribuito ai conferimenti dalla capogruppo: il prezzo di 103 euro al quintale di uva e’ in calo dell’11%, ormai il 18% sotto il valore di picco di 125 euro del 2007. La struttura finanziaria si mantiene equilibrata: il calo della generazione di cassa e’ stato compensato da una maggiore dilazione dei pagamenti ai soci conferenti, lasciando a Mezzacorona la possibilita’ di perseguire il suo piano di investimenti (EUR17m). Le previsioni sul 2009/2010 sono tuttavia piuttosto buie, dato il trend calante delle quotazioni del vino sfuso e l’incremento della competizione, che costringeranno Mezzacorona a combattere per mantenere le quote di mercato.



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Nosio – risultati e analisi di bilancio al 31/8/2009

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nosio bilancio 2009 1

Come di consueto Nosio ci ha inviato il suo bilancio 2008/09 (chiusura 31 agosto), che vi ricordo e’ redatto con i principi IAS/IFRS (obbligatorio in Italia solo per le societa’ quotate) e non e’ consolidato (cioe’ non include i risultati di alcune controllate, che hanno un valore di patrimonio netto di circa 17 milioni). Nosio e’ di proprieta’ di Mezzacorona (65%) da cui compera vino per poi imbottigliarlo e rivenderlo. I risultati di Nosio sono stati tutto sommato buoni, considerato che l’anno si e’ concluso ad agosto, e quindi ha visto la parte peggiore della crisi. Il fatturato e’ calato leggermente (soprattutto in Italia) ma i margini hanno tenuto e grazie a una riduzione dell’indebitamento finanziario (ottenuto attraverso il gioco dei pagamenti verso Mezzacorona e grazie ai tassi di interesse piu’ contenuti) l’utile pretasse e’ rimasto stabile. L’utile netto alla fine ha subito un calo del 13% circa a causa del raddoppio delle tasse. Nosio ha continuato gli investimenti, spendendo 5 milioni di euro, piu’ altri 5 milioni per ricapitalizzare la controllata Villa Albius. Nosio ha infine pagato (nel corso del 2008/09 e riferiti all’anno prededente) 2 milioni di euro in dividendi ai propri azionisti, ma ne paghera’ meno quest’anno sull’ utile 2008/09 dato il maggiore carico fiscale. Quali sono i piani per il futuro? Al di la’ della buona vendemmia, Nosio mette sul tavolo due obiettivi: “La ricerca di nuovi clienti ed importatori e l’incremento delle quote di distribuzione all’interno della distribuzione organizzata sono obiettivi da perseguire tenacemente”.


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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2008-09

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CAVIT ha appena pubblicato il bilancio annuale al 31 maggio 2009. I numeri mettono in luce in modo molto evidente il crollo del fatturato derivato dalla fine dell’accordo con Gallo per i vini americani. CAVIT ha deciso di non fare piu’ il bilancio consolidato, ma cio’ non inficia il confronto con l’anno scorso, dato che la ragione e’ che “l’inclusione dello stesso è irrilevante ai fini della corretta rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società”. Procediamo quindi a confrontare i dati individuali di CAVIT 2009 con il consolidato 2008, ritenendolo il modo piu’ sensato di confrontare i due esercizi. Fatta questa importante premessa, passiamo al commento: i numeri sono in calo molto significativo, ma CAVIT se la cava attraverso una riduzione significativa dei prezzi pagati ai soci per le uve (-10%), e ritirando il 5% di volumi in meno e tagliando ulteriormente gli acquisti di uve dall’esterno. Cio’ consente alla cooperativa di rimanere in equilibrio economico (per quanto con numeri in forte calo). Prosegue l’espansione nei mercati europei (+28%), anche se l’azienda commenta che “non sempre viene riconosciuto un premio alla qualità, rispondendo principalmente a logichedi prezzo”: in altre parole, i margini sono minori che in Italia e in USA. Cosa dicono del 2009/10? Nulla, parlano dello scenario macroeconomico senza nessuna menzione all’azienda.


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Produzione di vino DOC in provincia di Bolzano – aggiornamento 2008

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Dunque, il post di oggi e’ molto specifico ma anche molto interessante per capire la direzione in cui secondo me le DOC italiane dovrebbero cercare di andare. Si tratta di dati che l’associazione dei vignaioli dell’Alto Adige mi ha fornito (spontaneamente, grazie Christian!) sulla produzione di vini DOC (e IGT) nella provincia di Bolzano. Ricordandovi che in passato abbiamo parlato di questo pezzo del vigneto italiano, e prima di addentrarci nei numeri, mi pare importante fare una considerazione: la provincia focalizza il suo sforzo su un marchio: Alto Adige. Qui si concentrano 265mila dei 315mila ettolitri di vino DOC. E qui sta la forza del marchio: 4 volte la produzione di Brunello di Montalcino. Sotto questo cappello si sviluppano 3 sottozone (che coprono circa il 10% della produzione) e un mare di vitigni differenti (io ne conto circa 25), a voler fare un commento anche troppi. Pero’ questa DOC fa 26.5 milioni di litri di vino, moltiplicato un carico per il marketing di 50centesimi al litro fa 13 milioni di euro all’anno per sponsorizzare la DOC. Sono molti soldi e sono i soldi che la maggioranza delle altre DOC Italiane non si possono permettere. E ora guardiamo qualche numero.


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