Trentino Alto Adige


Nosio – risultati e analisi di bilancio al 31/8/2009

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Come di consueto Nosio ci ha inviato il suo bilancio 2008/09 (chiusura 31 agosto), che vi ricordo e’ redatto con i principi IAS/IFRS (obbligatorio in Italia solo per le societa’ quotate) e non e’ consolidato (cioe’ non include i risultati di alcune controllate, che hanno un valore di patrimonio netto di circa 17 milioni). Nosio e’ di proprieta’ di Mezzacorona (65%) da cui compera vino per poi imbottigliarlo e rivenderlo. I risultati di Nosio sono stati tutto sommato buoni, considerato che l’anno si e’ concluso ad agosto, e quindi ha visto la parte peggiore della crisi. Il fatturato e’ calato leggermente (soprattutto in Italia) ma i margini hanno tenuto e grazie a una riduzione dell’indebitamento finanziario (ottenuto attraverso il gioco dei pagamenti verso Mezzacorona e grazie ai tassi di interesse piu’ contenuti) l’utile pretasse e’ rimasto stabile. L’utile netto alla fine ha subito un calo del 13% circa a causa del raddoppio delle tasse. Nosio ha continuato gli investimenti, spendendo 5 milioni di euro, piu’ altri 5 milioni per ricapitalizzare la controllata Villa Albius. Nosio ha infine pagato (nel corso del 2008/09 e riferiti all’anno prededente) 2 milioni di euro in dividendi ai propri azionisti, ma ne paghera’ meno quest’anno sull’ utile 2008/09 dato il maggiore carico fiscale. Quali sono i piani per il futuro? Al di la’ della buona vendemmia, Nosio mette sul tavolo due obiettivi: “La ricerca di nuovi clienti ed importatori e l’incremento delle quote di distribuzione all’interno della distribuzione organizzata sono obiettivi da perseguire tenacemente”.


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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2008-09

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CAVIT ha appena pubblicato il bilancio annuale al 31 maggio 2009. I numeri mettono in luce in modo molto evidente il crollo del fatturato derivato dalla fine dell’accordo con Gallo per i vini americani. CAVIT ha deciso di non fare piu’ il bilancio consolidato, ma cio’ non inficia il confronto con l’anno scorso, dato che la ragione e’ che “l’inclusione dello stesso è irrilevante ai fini della corretta rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società”. Procediamo quindi a confrontare i dati individuali di CAVIT 2009 con il consolidato 2008, ritenendolo il modo piu’ sensato di confrontare i due esercizi. Fatta questa importante premessa, passiamo al commento: i numeri sono in calo molto significativo, ma CAVIT se la cava attraverso una riduzione significativa dei prezzi pagati ai soci per le uve (-10%), e ritirando il 5% di volumi in meno e tagliando ulteriormente gli acquisti di uve dall’esterno. Cio’ consente alla cooperativa di rimanere in equilibrio economico (per quanto con numeri in forte calo). Prosegue l’espansione nei mercati europei (+28%), anche se l’azienda commenta che “non sempre viene riconosciuto un premio alla qualità, rispondendo principalmente a logichedi prezzo”: in altre parole, i margini sono minori che in Italia e in USA. Cosa dicono del 2009/10? Nulla, parlano dello scenario macroeconomico senza nessuna menzione all’azienda.


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Produzione di vino DOC in provincia di Bolzano – aggiornamento 2008

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Dunque, il post di oggi e’ molto specifico ma anche molto interessante per capire la direzione in cui secondo me le DOC italiane dovrebbero cercare di andare. Si tratta di dati che l’associazione dei vignaioli dell’Alto Adige mi ha fornito (spontaneamente, grazie Christian!) sulla produzione di vini DOC (e IGT) nella provincia di Bolzano. Ricordandovi che in passato abbiamo parlato di questo pezzo del vigneto italiano, e prima di addentrarci nei numeri, mi pare importante fare una considerazione: la provincia focalizza il suo sforzo su un marchio: Alto Adige. Qui si concentrano 265mila dei 315mila ettolitri di vino DOC. E qui sta la forza del marchio: 4 volte la produzione di Brunello di Montalcino. Sotto questo cappello si sviluppano 3 sottozone (che coprono circa il 10% della produzione) e un mare di vitigni differenti (io ne conto circa 25), a voler fare un commento anche troppi. Pero’ questa DOC fa 26.5 milioni di litri di vino, moltiplicato un carico per il marketing di 50centesimi al litro fa 13 milioni di euro all’anno per sponsorizzare la DOC. Sono molti soldi e sono i soldi che la maggioranza delle altre DOC Italiane non si possono permettere. E ora guardiamo qualche numero.


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Nosio – risultati e analisi di bilancio al 31/8/2008

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Siamo al secondo appuntamento con il bilancio di Nosio (chiusura 31/8/2008), azienda di proprieta’ di Mezzacorona (65%, 35% privati) che si occupa tra l’altro di commercializzare una parte dei prodotti della cooperativa. Ringrazio anche l’azienda che mi ha gentilmente inviato i dati di bilancio. Nosio e’ nel bel mezzo di un piano di investimenti molto significativo e mostra una dinamica molto forte del fatturato (ormai giunto a EUR100m), che pero’ non si e’ trasformata per il momento in migliori margini. La struttura finanziaria si e’ rafforzata dopo l’aumento di capitale, ma il debito non scende a causa del crollo dei debiti verso Mezzacorona, dovuto al ritorno alla normale stagionalita’ delle vendite rispetto al passato. L’investimento da oltre EUR20m che era preventivato al tempo dell’aumento di capitale dovrebbe consentire a Nosio di rafforzare la struttura e migliorare i margini. Ma questo si vedra’ soltanto tra un paio di anni. Ultima annotazione: questo e’ il primo bilancio di un’azienda vinicola non quotata che mi capita di vedere redatto secondo i principi contabili internazionali (dovuto al fatto che l’azienda e’ inserita tra gli emittenti di titoli diffusi di Consob): mi pare un grande passo in avanti. Complimenti alla direzione finanziaria dell’azienda.


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Produzione per vitigno e valore delle uve – Provincia di Trento 1999-2006

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Le vacanze servono anche per fare un po’ di ricerca di nuovi dati da elaborare e inserire sul blog. Una delle cose trovate e’ relativa all’andamento della produzione di uva e del valore per vitigno della provincia di Trento. Puo’ sembrare un argomento iper-specialistico, ma mostra come nell’arco di 5-6 anni la base ampelografica di una provincia possa cambiare quanto c’e’ un forte sbilancio tra il valore di un tipo di uva e un altro. In questo caso, potremmo chiamare questo post: il declino della Schiava (e in parte dei vitigni rossi) lascia spazio ai vitigni bianchi, come Pinot Grigio, Pinot Bianco e Chardonnay. Come mai? A partire dal 2003, produrre uva bianca ha reso il 30% in piu’ (per quintale di uva) che nel passato, se le statistiche dell’Annuario della provincia di Trento sono corrette. E il valore di un quintale di Pinot Grigio e’ oltre il doppio di un quintale di Schiava. Ecco quindi che in un mondo razionale la produzione di Schiava passa da 150k/q del 1999 a 60k/q nel 2006 e quella di Pinot Grigio cresce da 150k/q a 250k/q…


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