Trentino Alto Adige


Produzione di vino DOC in provincia di Bolzano – aggiornamento 2008

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Dunque, il post di oggi e’ molto specifico ma anche molto interessante per capire la direzione in cui secondo me le DOC italiane dovrebbero cercare di andare. Si tratta di dati che l’associazione dei vignaioli dell’Alto Adige mi ha fornito (spontaneamente, grazie Christian!) sulla produzione di vini DOC (e IGT) nella provincia di Bolzano. Ricordandovi che in passato abbiamo parlato di questo pezzo del vigneto italiano, e prima di addentrarci nei numeri, mi pare importante fare una considerazione: la provincia focalizza il suo sforzo su un marchio: Alto Adige. Qui si concentrano 265mila dei 315mila ettolitri di vino DOC. E qui sta la forza del marchio: 4 volte la produzione di Brunello di Montalcino. Sotto questo cappello si sviluppano 3 sottozone (che coprono circa il 10% della produzione) e un mare di vitigni differenti (io ne conto circa 25), a voler fare un commento anche troppi. Pero’ questa DOC fa 26.5 milioni di litri di vino, moltiplicato un carico per il marketing di 50centesimi al litro fa 13 milioni di euro all’anno per sponsorizzare la DOC. Sono molti soldi e sono i soldi che la maggioranza delle altre DOC Italiane non si possono permettere. E ora guardiamo qualche numero.


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Nosio – risultati e analisi di bilancio al 31/8/2008

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Siamo al secondo appuntamento con il bilancio di Nosio (chiusura 31/8/2008), azienda di proprieta’ di Mezzacorona (65%, 35% privati) che si occupa tra l’altro di commercializzare una parte dei prodotti della cooperativa. Ringrazio anche l’azienda che mi ha gentilmente inviato i dati di bilancio. Nosio e’ nel bel mezzo di un piano di investimenti molto significativo e mostra una dinamica molto forte del fatturato (ormai giunto a EUR100m), che pero’ non si e’ trasformata per il momento in migliori margini. La struttura finanziaria si e’ rafforzata dopo l’aumento di capitale, ma il debito non scende a causa del crollo dei debiti verso Mezzacorona, dovuto al ritorno alla normale stagionalita’ delle vendite rispetto al passato. L’investimento da oltre EUR20m che era preventivato al tempo dell’aumento di capitale dovrebbe consentire a Nosio di rafforzare la struttura e migliorare i margini. Ma questo si vedra’ soltanto tra un paio di anni. Ultima annotazione: questo e’ il primo bilancio di un’azienda vinicola non quotata che mi capita di vedere redatto secondo i principi contabili internazionali (dovuto al fatto che l’azienda e’ inserita tra gli emittenti di titoli diffusi di Consob): mi pare un grande passo in avanti. Complimenti alla direzione finanziaria dell’azienda.


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Produzione per vitigno e valore delle uve – Provincia di Trento 1999-2006

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Le vacanze servono anche per fare un po’ di ricerca di nuovi dati da elaborare e inserire sul blog. Una delle cose trovate e’ relativa all’andamento della produzione di uva e del valore per vitigno della provincia di Trento. Puo’ sembrare un argomento iper-specialistico, ma mostra come nell’arco di 5-6 anni la base ampelografica di una provincia possa cambiare quanto c’e’ un forte sbilancio tra il valore di un tipo di uva e un altro. In questo caso, potremmo chiamare questo post: il declino della Schiava (e in parte dei vitigni rossi) lascia spazio ai vitigni bianchi, come Pinot Grigio, Pinot Bianco e Chardonnay. Come mai? A partire dal 2003, produrre uva bianca ha reso il 30% in piu’ (per quintale di uva) che nel passato, se le statistiche dell’Annuario della provincia di Trento sono corrette. E il valore di un quintale di Pinot Grigio e’ oltre il doppio di un quintale di Schiava. Ecco quindi che in un mondo razionale la produzione di Schiava passa da 150k/q del 1999 a 60k/q nel 2006 e quella di Pinot Grigio cresce da 150k/q a 250k/q…


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CAVIT – risultati e analisi di bilancio al 31 maggio 2008

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File Google Spreadsheet bilancio CAVIT
CAVIT ha chiuso il bilancio a maggio 2008 con un sostanziale calo del fatturato (-15%), essenzialmente dovuto alla conclusione dell’accordo di fornitura di prodotti a E&J Gallo che andavano poi commercializzati in USA dal produttore americano. Cio’ ha determinato un calo dei volumi di vendita del 17.5%. Nonostante questo, CAVIT ha chiuso il bilancio con un piccolo utile, grazie al minor volume di prodotti acquistato dai soci ma anche sul mercato esterno. Il termine dell’accordo ha poi determinato un forte calo dei debiti verso fornitori e degli acconti. Siccome CAVIT ha continuato a investire (EUR6m) il debito e’ salito da EUR13m a EUR30m. Ma questo non rappresenta un grave problema: CAVIT puo’ contare sempre sui soci e questo bilancio dimostra che con un piccolo sforzo (CAVIT ha pagato il vino acquistato il 5% in meno dello scorso anno e lo ha venduto a un prezzo medio del 3% piu’ alto) l’equilibrio economico viene mantenuto. Di certo, con un debito/MOL di circa 4.7x nel 2008, se non si trattasse di una cooperativa nel suo anno probabilmente peggiore staremmo sicuramente discutendo della necessita’ di un aumento di capitale. E per il 2008-09? Nessun commento nell’evoluzione prevedibile della gestione.


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Trentino Alto Adige – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2007

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[English translation at the end of the document]
L’analisi dei numeri 2007 della regione Trentino Alto Adige e’ molto interessante, perche’ mette in luce una vendemmia che non ha subito la crisi delle altre regioni italiane e un ulteriore spostamento della produzione verso la produzione di vini DOC, attuata principalmente dalla provincia di Trento. Molto curioso il fatto che e’ l’unica regione dove tutti i dati sono riportati separati tra Bolzano e Trento. La produzione dicevamo non e’ calata, anzi: +7% a Trento e +3% a Bolzano, raggiungendo un totale di 1.22m/hl. Solo il 3% della produzione nazionale, ma ben il 7% di quella di vino DOC-DOCG, con i suoi 1m/hl.


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