Trentino Alto Adige


Mezzacorona – risultati e analisi di bilancio 2011/12

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Dopo aver guardato i dati di Nosio, passiamo alla capogruppo Mezzacorona. Come dicevamo un anno fa di questi tempi, le vendite erano destinate a crescere sull’onda dei migliori volumi e dei prezzi crescenti. In effetti, il fatturato raggiunge il massimo storico di 160 milioni di euro, e progrediscono anche i conferimenti ai soci sia in valore assoluto che in termini di prezzo per quintale di uva apportato. Nel 2012-13, Mezzacorona continua a mandare un messaggio rassicurante sul futuro, fatto di volumi in crescita e di un maggiore valore di liquidazione delle uve ai propri soci. A titolo puramente informativo, le vendite hanno superato quelle di Cavit, che nell’esercizio si è fermata a 153 milioni di euro. Anche il debito prosegue il sentiero di crescita, anche in virtù dei minori investimenti. Vediamo i dati in maggiore dettaglio.

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CAVIT – risultati e analisi di bilancio 2011-12

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Nell’esercizio terminato a maggio 2012 CAVIT ha mantenuto ricavi stabili ma ha migliorato sensibilmente la sua struttura finanziaria, riducendo il debito come era già successo negli ultimi 2 anni. Tale strategia corrisponde a una precisa volontà dell’azienda di affrontare i “tempi duri” con un debito inferiore, anche in relazione all’aumento del suo costo. Come è stato ottenuto questo calo del debito? In parte grazie al miglioramento dei margini di profitto, in parte grazie a un temporaneo calo degli investimenti e, infine, in parte grazie all’aumento dei debiti verso i soci per la nuova campagna. Dal punto di vista operativo, CAVIT continua a investire pesantemente sul marchio, soprattutto nel mercato americano, per mantenere le posizioni acquisite. Infatti, come vedremo, il peso degli acquisti di materie prime (vino) sul fatturato è in costante diminuzione.

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I risultati finanziari delle aziende suddivisi per regione – fonte: Mediobanca

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Il rapporto Mediobanca è talvolta ripetitivo però ha il merito di essere molto costante e di aggiungere ogni anno un pezzetto nuovo. Quest’anno (quindi con i dati 2010) c’è il primo tentativo di dare qualche dato aziendale cumulativo per regione, per far capire in quale modo la struttura produttiva del vino si è evoluta. I dati che sono qui allegati sono molto interessanti, e ci consentono di identificare la forte impronta delle cooperative in regioni come il Trentino Alto Adige e Emilia Romagna (margini e ritorni sul capitale bassi), l’attenzione all’impiego al capitale delle aziende venete e la forte integrazione verticale delle aziende toscane (margini largamente più elevati di tutti gli altri nel campione, presumibilmente grazie a Antinori e Frescobaldi). I dati si spingono anche a misurare il costo medio per dipendente, da cui si evince che i meglio pagati sono i siciliani, seguiti dai dipendenti delle aziende venete, dove però si realizzano anche i livelli più elevati di valore aggiunto per dipendente. Invece di proporvi le solite sbarre, oggi vi introduco a questo grafico che cerca di misurare come la regione si pone su un certo parametro (a destra quelli dove bisogna stare alti, a sinistra quelli dove bisognerebbe stare bassi, tipo il debito) rispetto alla media del campione Mediobanca.

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Mezzacorona – risultati e analisi di bilancio 2010/11

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Siamo ai numeri 2010-11 di Mezzacorona, la cooperativa che consolida e possiede la maggioranza di Nosio. Il bilancio 2010-11 non mostra particolari sorprese: le vendite ricalcano quelle della controllata, con una forte crescita all’estero e un calo in Italia, la remunerazione dei soci da parte della cooperativa e’ rimasta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, circa 40 milioni di euro guardando al bilancio della capogruppo. Mezzacorona ha anche terminato nel 2011 un pesante piano di investimenti, ma e’ riuscita a mantenere i debiti sotto controllo a circa 153 milioni di euro (150 milioni nel 2009-10). Nell’esercizio a venire, i volumi dovrebbero essere in crescita, soprattutto lato frutta: vedremo se cio’ si ribattera’ su un aumento delle vendite.

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