Trentino Alto Adige


Italian Wine Brands – risultati primo semestre 2015

nessun commento
iwb 2015 h1 1

Italian Wine Brands ha riportato a metà settembre i risultati del primo semestre 2015. Purtroppo, come avevo già avuto modo di commentare qualche mese fa, la comunicazione finanziaria dell’azienda resta del tutto inadeguata, non offrendo alcun appiglio per poterne valutare l’andamento economico finanziario in confronto con lo scorso anno, anche se vengono forniti numerosi dettagli circa la suddivisione e l’andamento delle vendite (+4% circa). L’azienda insiste: “IWB è stata costituita il 27 novembre 2014, pertanto i risultati al 30 giugno 2015 non sono comparabili con alcun risultato consolidato di pari periodo nell’anno precedente”. Peccato che sia Giordano Vini che Provinco esistevano (come si evince dal fatturato fornito nella relazione semestrale) eccome e nessun dato circa il loro semestre 2014 è stato fornito.

Detto questo, i dati semestrali mostrano un fatturato di 66 milioni, +4% (di cui 2.8 milioni via internet, +10%), un EBITDA prima degli oneri di quotazione di 3.9 milioni e un utile netto di 1 milione (zero dopo il costo di quotazione di 1 milione). Il debito scende da 33 a 31 milioni di euro, principalmente grazie a una riduzione del capitale circolante (magazzino soprattutto), talché la generazione di cassa nel semestre è stata molto limitata (il business è stagionalmente concentrato nell’ultima parte dell’anno); il costo della “holding” è stato di circa 400mila euro nel primo semestre e questa è una “dissinergia” dell’operazione (per le sinergie si vedrà nei prossimi 18 mesi).

L’aspetto forse più “strano” che si evince da questi numeri è che IWB è andata molto male nei suoi due mercati chiave, Italia e Germania (-6.5% e -5.4% rispettivamente), rifacendosi con un balzo in Svizzera, Austria e resto del mondo (+28%, +11%, +18%).

Andiamo a leggere qualche altro numero in dettaglio.

Continua a leggere »

Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento primo semestre 2015

nessun commento
export regioni h115 05

I vini rossi toscani di qualità stanno decisamente ravvivando le esportazioni di vino di qualità negli ultimi mesi, dopo che per molto tempo erano stati i cugini piementesi a menare le danze. E’ questo un segnale positivo, soprattutto perchè si tratta di un contributo “corposo”, essendo quasi il 15% di tutte le esportazioni di vino in bottiglia e quasi tre volte di più di quelle piemontesi. Si è invece fermata la crescita sia dei vini rossi piemontesi (dopo un vero e proprio “boom”), ma anche quella dei vini del Trentino Alto Adige: per entrambe le categorie l’export è sceso del 2% rispetto al primo semestre 2014. Andiamo a leggere i dati insieme.

Continua a leggere »

Il consumo di vino in Italia – dati per regione e classi di età

1 commento

Fonte: ISTAT, rapporto sull’uso e abuso di alcolici in Italia

consumi 2014 dett 1

 

Torniamo sul tema dei consumi di vino con un’analisi, che sta diventando sempre più ricca, delle principali tendenze al consumo di vino. Nell’ambito di un generalizzato calo del consumo, esistono apparentemente delle isole felici (o meno infelici) come per esempio Bolzano, dove la penetrazione del consumo quasi quasi aumenta, e fasce di età come quella dei ventenni dove la compressione del consumo sembra essere meno spinta. Lo stesso può dirsi per le grandi città (meno afflitte dal fenomeno del calo di consumo) rispetto ai piccoli centri. Sono dati che “tagliando” la popolazione in modo così netto restano volatili, ma alcune tendenze di lungo termine possono essere colte. Due numeri prima di obbligarvi a cliccare per continuare a leggere. Le regioni del Nord viaggiano intorno al 53-55%  di bevitori sulla popolazione, contro il 44-47% delle regioni del sud. Quindi siamo intorno a 10 punti di penetrazione. Secondo, la curva di penetrazione del consumo per età si sta “schiacciando”: oggi sopra i 25 anni la penetrazione varia tra il 52% e il 60%, il minimo storico: fino al 2012 i dati mostravano un “gap” tra chi beveva meno di oltre 10 punti. Ma andiamo ai dati di dettaglio.

Continua a leggere »

Produzione DOC e DOCG per denominazione – dati 2013

3 commenti
doc federdoc 2013 1xx

Ho terminato di rielaborare i dati Federdoc relativi alla produzione 2013 che vi presenterò per le principali regioni durante l’estate. Oggi, apriamo le danze con le classifiche delle maggiori DOC, che qui includono tutto quello che produce più di 50mila ettolitri (mi scuso per chi ha interesse delle DOC minori, ma la classifica sarebbe troppo lunga). La classifica è piuttosto completa, manca soltanto la produzione della DOC Castelli Romani, non pervenuta dalla Camera di Commercio di Roma (non mettetegli fretta, mi raccomando). Da quest’anno ho deciso dividere i numeri per 1000 per gli ettolitri, salvo la tabella delle superfici che apre il post qui sopra.

Dunque, difficile fare conclusioni qui. Comunque, le DOC con più di 50mila ettolitri prodotti sono 61 nel 2013 contro 60 nel 2012. Di queste 28 hanno avuto una produzione in crescita rispetto al 2012. La crescita media per queste DOC è stata del 4% circa, soprattutto trainata dalle DOC che chiamiamo “geografiche” e dagli spumanti. Il re tra le DOC Italiane resta il Prosecco, che è stato prodotto nel Trivento in 2.14 milioni di ettolitri, +19%. La seconda DOC Italiana è il Montepulciano d’Abruzzo, che è leggermente calato rispetto al 2012, mentre l’annata è stata migliore per il Chianti, che messo insieme al Chianti Classico cresce del 10%. Si riprende la produzione della DOC Trentino, mentre continua a crescere costantemente la produzione di Conegliano Valdobbiadene, la parte di qualità del Prosecco. Ma andiamo insieme a commentare le principali categorie.

Continua a leggere »

Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2014

2 commenti
export reg 2014 2

Oggi ci occupiamo dei trend principali delle esportazioni italiane 2014 non in termini di geografie ma bensì di tipologie di prodotti, focalizzandoci sulle categoria del vino imbottigliato, 3.8 miliardi di euro di export nel 2014. Lo spostamento verso i vini di qualità continua, anche se nel 2014 sono stati più i vini IGT (+5%), che non i DOC (+1%) a crescere. Esiste uno strano accoppiamento tra vini rossi e DOC (+1%) e tra vini bianchi e IGT (+9%) che si sta imponendo sia nelle vendite al dettaglio italiane che nelle esportazioni. Un secondo trend che analizziamo nel post in dettaglio, all’interno della categoria dei vini DOC, ci dice che se nei vini rossi le tre grandi regioni di riferimento (Piemonte, Toscana e Veneto) continuano a crescere anche proporzionalmente al resto, nel segmento dei vini bianchi Veneto e Trentino continuano a perdere terreno rispetto ai vini bianchi del resto d’Italia. Forse, i due andamenti si collegano. Passiamo ai dati.

Continua a leggere »