Friuli Venezia Giulia


Il consumo di vino in Italia – dati 2015 per regione e classi di età

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Giusto la settimana scorsa abbiamo analizzato i dati ISTAT sul consumo di bevande alcoliche, concludendo che per la prima volta dopo diversi anni si è verificato un recupero della penetrazione di consumo di vino, forse come reazione ad un calo “accelerato” degli anni scorsi in corrispondenza della grave crisi economica che ci ha colpiti. Oggi andiamo nel dettaglio delle regioni e delle caratteristiche dei consumatori (età) per capire cosa sta succedendo. Molte conferme e alcune sorprese da questi dati: 1) il nord e il centro Italia spingono in su la penetrazione, mentre il sud e le isole non mostrano alcun progresso, probabilmente a causa della più pesante crisi economica; 2) Piemonte e Toscana si riprendono il primato di regioni con il maggior numero di consumatori di vino in rapporto alla popolazione; 3) i dati per età sono i più interessanti. Sembra di vedere che il consumo abituale moderato è una tendenza in crescita tra gli anziani e la fascia 35-54 anni e non tra i giovani (purtroppo). Dall’altra parte, se si prende il dato globale di penetrazione del consumo, sembrerebbe di miglioramento anche nelle fasce giovanili, sostenute dal consumo sporadico.

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Friuli Venezia Giulia – produzione di vino – aggiornamento 2014

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In uno degli anni meno proficui per la produzione vinicola italiana, il Friuli Venezia Giulia è stata una delle poche eccezioni, con dati non soltanto in forte controtendenza (+27%), ma anche eccellenti se confrontati con le medie storiche. La regione, famosa per i suoi vini bianchi (il 5% dei vini italiani) ha mantenuto un forte orientamento alla qualità, anche se in una annata così ricca ha ripreso la produzione di vini da tavola (apparentemente non presente negli ultimi 3-4 anni e ancora più rimarchevole, sembra aver spostato una parte della produzione DOC a IGT. Sono dati molto particolari, che prendo come sono, perchè qualche legittimo dubbio lo suscitano. Andiamo brevemente ad analizzare i dati.

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Il consumo di vino in Italia – dati per regione e classi di età

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Fonte: ISTAT, rapporto sull’uso e abuso di alcolici in Italia

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Torniamo sul tema dei consumi di vino con un’analisi, che sta diventando sempre più ricca, delle principali tendenze al consumo di vino. Nell’ambito di un generalizzato calo del consumo, esistono apparentemente delle isole felici (o meno infelici) come per esempio Bolzano, dove la penetrazione del consumo quasi quasi aumenta, e fasce di età come quella dei ventenni dove la compressione del consumo sembra essere meno spinta. Lo stesso può dirsi per le grandi città (meno afflitte dal fenomeno del calo di consumo) rispetto ai piccoli centri. Sono dati che “tagliando” la popolazione in modo così netto restano volatili, ma alcune tendenze di lungo termine possono essere colte. Due numeri prima di obbligarvi a cliccare per continuare a leggere. Le regioni del Nord viaggiano intorno al 53-55%  di bevitori sulla popolazione, contro il 44-47% delle regioni del sud. Quindi siamo intorno a 10 punti di penetrazione. Secondo, la curva di penetrazione del consumo per età si sta “schiacciando”: oggi sopra i 25 anni la penetrazione varia tra il 52% e il 60%, il minimo storico: fino al 2012 i dati mostravano un “gap” tra chi beveva meno di oltre 10 punti. Ma andiamo ai dati di dettaglio.

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Produzione DOC e DOCG per denominazione – dati 2013

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Ho terminato di rielaborare i dati Federdoc relativi alla produzione 2013 che vi presenterò per le principali regioni durante l’estate. Oggi, apriamo le danze con le classifiche delle maggiori DOC, che qui includono tutto quello che produce più di 50mila ettolitri (mi scuso per chi ha interesse delle DOC minori, ma la classifica sarebbe troppo lunga). La classifica è piuttosto completa, manca soltanto la produzione della DOC Castelli Romani, non pervenuta dalla Camera di Commercio di Roma (non mettetegli fretta, mi raccomando). Da quest’anno ho deciso dividere i numeri per 1000 per gli ettolitri, salvo la tabella delle superfici che apre il post qui sopra.

Dunque, difficile fare conclusioni qui. Comunque, le DOC con più di 50mila ettolitri prodotti sono 61 nel 2013 contro 60 nel 2012. Di queste 28 hanno avuto una produzione in crescita rispetto al 2012. La crescita media per queste DOC è stata del 4% circa, soprattutto trainata dalle DOC che chiamiamo “geografiche” e dagli spumanti. Il re tra le DOC Italiane resta il Prosecco, che è stato prodotto nel Trivento in 2.14 milioni di ettolitri, +19%. La seconda DOC Italiana è il Montepulciano d’Abruzzo, che è leggermente calato rispetto al 2012, mentre l’annata è stata migliore per il Chianti, che messo insieme al Chianti Classico cresce del 10%. Si riprende la produzione della DOC Trentino, mentre continua a crescere costantemente la produzione di Conegliano Valdobbiadene, la parte di qualità del Prosecco. Ma andiamo insieme a commentare le principali categorie.

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Friuli Venezia Giulia – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2012

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Riprendiamo l’analisi delle produzioni DOC regionali presentando la prima regione con i dati di produzione 2012 di Federdoc, il Friuli Venezia Giulia. Per cercare di riportare dei dati più completi abbiamo stimato nella tabella la produzione regionale di Prosecco, che viene ora giustamente riportato da Federdoc come DOC unica e non più divisa per regione. Lo abbiamo fatto assumendo la medesima progressione di produzione nella regione rispetto al totale e le medesime rese. Il risultato è un livello di produzione di poco inferiore a 0.5 milioni di ettolitri, su una superficie denunciata di circa 8600 ettari, per una resa di 57 ettolitri per ettaro. Secondo le tabelle di Federdoc, tutte le principali DOC regionali ad eccezione del Prosecco sono state in calo: ne risulta una riduzione della produzione del 13% circa rispetto al 2012. Andiamo ad analizzare i dati dettagliati insieme.

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