Toscana


Esportazioni di vino rosso di qualita' rosso in Toscana – dati 2007

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Fonte: ISTAT
Affrontiamo oggi di nuovo il tema delle esportazioni, con le statistiche che ISTAT fornisce su alcuni sottogruppi dell’export italiano. Ci riferiamo oggi alle esportazioni di vino rosso toscano di qualita’ (VQPRD) in bottiglia, che rappresentano la categoria singola piu’ significativa dell’export italiano dietro gli spumanti (EUR398m), con un valore di EUR341m nel 2007. Per anticipare l’argomento di alcuni dei prossimi post sull’argomento, va detto che le altre categorie tracciate sono di gran lunga dietro (ci occuperemo di Veneto e Piemonte).

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Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino – dati di produzione 2006

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Fonte: Consorzio del Brunello di Montalcino, Federdoc
Nella speranza di non aizzare polemiche ulteriori sulla questione della composizione del Brunello vi posto un po’ di statistiche che gentilmente il Consorzio mi ha fornito e che ho incrociato con qualche dato Federdoc (purtroppo ancora fermo alla vendemmia 2005). I dati mostrano una continua crescita dei dati di imbottigliamento del Brunello nel 2006, una battuta d’arresto per il Rosso di Montalcino dopo il balzo del 2005 e una sostanziale stabilita’ per la DOC Sant’Antimo intorno a 500k bottiglie. I dati mostrano anche una forte connotazione internazionale dei prodotti, con una quota di esportazioni superiore al 62% per il Brunello e addirittura del 94% per la DOC Sant’Antimo. Infine, un calcolo piuttosto interessante (se non ho sbagliato!) sul potenziale di produzione di Brunello e Rosso di Montalcino, che sembra differire molto da quanto dichiara Federdoc… come se non si producesse tutto il Brunello che si potrebbe…


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La produttivita' della viticoltura in Europa – dati EU 2003

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Inauguriamo una serie di post che cercano di affrontare l’argomento del reddito e della produttivita’ della viticoltura a livello europeo. I dati forniti dall’Unione Europea sono un pochino datati, ma sono comunque molto interessanti in quanto ci consentono di puntualizzare molti aspetti quali: (1) la convenienza di coltivare la vite rispetto alle altre colture, che sembra essersi vanificata; (2) la convenienza di coltivare vini di qualita’, che sembra evidente (anche se meno che in passato); (3) la grande differenza di reddito tra le diverse aree vinicole e tra i diversi paesi. E infine una sorpresa: lo studio dell’Unione Europea mette in evidenza il boom realizzato dalla Toscana, che ha ultimamente raggiunto e superato la Borgogna in termini di valore aggiunto per dipendente. Nelle prossime puntate, andiamo un po’ a fondo sulle differenze tra le varie nazioni e proviamo a fare qualche classifica tra le diverse regioni vinicole.

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We start a series of posts related to the income of wine farms using the macro data of European Union. These figures are a bit old (2003) but they are however interesting, allowing us to pinpoint the following issues: (1) wine farms income per employees seems have lost the premium it enjoyed in the past; (2) quality wines are still providing a premium to income, although this is less significant; (3) the gap between the income of different wine regions is huge. Finally a surprise: the study highlights the huge improvement of income of Tuscan wine farms, which in 2003 even reached (falling) Burgundy income per employee. In the next posts, we will highlight the difference between wine regions and we will try to make a more consistent ranking of the firms by different region.


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Andiamo nel dettaglio con i numeri specificando di cosa si tratta. Parliamo del rapporto tra valore aggiunto delle aziende vinicole (valore della produzione piu’ sussidi, meno costi di produzione e ammortamenti) e le cosiddette AWU, annual working units, che sono equivalente a un anno di lavoro di una persona. Piu’ alto questo numero, maggiore e’ il valore del prodotto che produce. Dal grafico precedente si evince chiaramente che la produzione di vino ha vissuto un periodo molto felice tra gli anni 90 e i primi anni 2000, quando e’ riuscita anche ad arrivare a superare di oltre 10000EUR la produttivita’ della media delle aziende agricole europee. Questo vantaggio si e’ andato assottigliando nei primi anni del 2000, complici delle vendemmie molto poco favorevoli, tanto che nel 2003 la produttivita’ per dipendente era perfettamente allineata poco sopra i 22000EUR.
The figures are ration between value added (production value, plus subsidies minus input costs and depreciation) and the so called AWU annual working units, which is the equivalent of 1 man working 1 year. Higher value added per employee means higher productivity. The graph shows you that wine production in Europe enjoyed a very nice period between 1990 and 2000, when it even reached a EUR10000 gap per employees vs. other farms. This advantage became less evident starting from 2000, also due to the less favourable vintages, and in 2003 for the first time the productivity was perfectly aligned with other coltures are just more than 22000EUR.

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Nel caso delle aziende focalizzate sulla viticoltura di qualita’ le cose sono andate un po’ diversamente. Come vedete dal secondo grafico, la loro produttivita’ si e’ mantenuta superiore, anche se il “premio” che aveva raggiunto i 5000EUR per dipendente verso il 1998-2000 si e’ andato assottigliando, finendo poco sotto i 3000EUR nel 2003. In termini percentuali, la produttivita’ delle aziende che producono solo vino di qualita’ e’ stata del 13% superiore nel 2002-2003 rispetto alla media, mentre questo “premio” in passato era anche stato nell’ordine del 25-30% in annate particolarmente favorevoli.
Moving to quality wine farms, you can see that they enjoyed a premium over the average farms, which reached 5000EUR in 1998-2000 before shrinking to 3000EUR in 2003, also due to quite poor vintages. In % terms, this means that a quality wine focused firm which used to have a 30% higher productivity moved to a 13% premium in 2002-2003.

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Terzo punto, il boom della Toscana. Qui vedete la produttivita’ della Borgogna, che in annate favorevoli ha raggiunto livelli stratosferici di quasi 60000EUR per dipendente, cioe’ oltre il doppio del livello del settore. Poi vedete quella della Toscana, che merita un’analisi attenta: si e’ mossa da da meno di 15000EUR nei primi anni 90 a un livello di 35-40000EUR a partire dal 1995: nel 2003 e’ addirittura arrivata a superare di poco il livello della Borgogna.
Third point, Tuscany boom. Now, here you see Burgundy and Tuscany. The first had fantastic years with nearly 60000EUR per employee of value added. Then you see Tuscany, which enjoyed a fantastic rerating starting from 1995 when it moved from 15000EUR to the 33000-40000EUR range of today. In 2003, it even managed to exceed slightly the level of Burgundy.

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Infine, guardiamo a qualche altra regione. Per l’Italia lo studio cita la Sicilia, ma ci sono anche i dati del Languedoc. Questi ultimi due grafici ci servono per sottolineare la differenza abissale tra il valore della produzione vinicola delle regioni che si sono focalizzate sulla qualita’ rispetto alle altre: la Sicilia ha superato i 15000EUR per addetto solo nel 2000, 6 anni dopo la Toscana, e non e’ da quel momento riuscita a colmare il gap, nonostante il grafico mostri un lento miglioramento. In termini relativi, la Toscana e’ partita da un premio del 100% (cioe’ da una produttivita’ doppia) dei primi anni 90 per passare intorno al 150-200% nelle ultime annate. Se vi proponessi il grafico della Borgogna contro la Languedoc, riproporrei dei grafici piuttosto simili: questi studi mostrano ancora una volta che la focalizzazione sulla qualita’ premia in modo molto significativo, piu’ che compensando l’impatto dell’eventuale perdita dei volumi.
Finally, gap between different regions. For Italy the study mentions Sicily, but there could be also data to compare Burgundy with Languedoc. The two graphs are useful to highlight the big difference of productivity between quality oriented regions: Sicily exceeded the 15000EUR mark in 2000, 6 years after Tuscany and it has not been able to fill the gap. In relative terms, Tuscany moved from a premium of 100% (ie double productivity) to a level of 150-200% in the latest years. Should I propose you a graph of Burgundy vs. Languedoc, I would show you quite similar trends: these figures show that the focus on quality is generating a productivity premium which most of times largely exceeds the negative impact of producing lower quantities.

Frescobaldi – bilancio 2006, seconda puntata

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Passiamo all’analisi del capitale investito e del debito di Frescobaldi. Beh, l’evento chiave e’ stato la vendita di parte di alcune tenute a terzi, pur mantenendone il controllo. Questo ha determinato una serie di impatti che brevemente sono stati: (1) il calo del debito a livelli accettabili; (2) un mancato miglioramento del ritorno per gli azionisti pur in presenza di un migliore ritorno sul capitale.
In this second post on Frescobaldi financial performance for 2006, we highlight the impact of the disposal of minorities of some subsidiaries, which had a massively positive impact on debt ratios, but which also implied a stabilisation of the return on equity, which was less favoured by lower financial leverage.

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Frescobaldi – bilancio 2006, prima puntata

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E’ con molto piacere che annovero Frescobaldi tra le aziende italiane che hanno risposto alla mia richiesta di invio del bilancio senza indugio. Si aggiunge ad Antinori, Lavis, Cantina di Soave, CAVIT, Caviro e Gancia. Prima dell’analisi una doverosa precisazione: da meta’ 2006 Frescobaldi e’ diventata una “holding” non operativa, che detiene delle quote delle societa’ operative. In realta’, i numeri sono abbastanza confrontabili con lo scorso anno, dato che l’esercizio del consolidamento e’ stato effettuato per 12 mesi. Le considerazioni generali sono: (1) un aumento del fatturato moderato, principalmente all’estero e senza l’apporto di acquisizioni; (2) margini di profitto in forte miglioramento; (3) debito di nuovo sotto controllo dopo i forti investimenti del 2006 attraverso la vendita di quote di minoranza delle tenute; (4) ritorno sul capitale in miglioramento.

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I am pleased to put Frescobaldi among the companies which promptly responded to my request of receiving the company reports (such as Antinori, Lavis, Cantina di Soave, Cavit, Caviro and Gancia). Before starting the analysis of 2006 performance, one remark: Frescobaldi changed its legal status in 2006, setting up a new holding company owning all the operating companies. We are now commenting the consolidated report of this company, which should include 12 months of the old perimeter. The key remarks are: (1) an increase of revenues by 6%, achieved mainly abroad; (2) profit margins rapidly improving; (3) debt back to a sustainable level after the strong investments of 2006, after selling the minority stakes of some subsidiaries; (4) an improving return on capital.

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