Toscana


Toscana – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento Federdoc 2011

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TOSCANA 2011 1

 

Come anticipato analizzando i dati piemontesi, Federdoc ha fatto un buon lavoro sui dati produttivi 2011, sicche’ possiamo ritornare a parlare di Toscana e dei suoi vini DOC dopo un anno di esilio per mancanza di numeri. In Toscana nel 2011 si sono prodotti 1.6 milioni di ettolitri di vini a denominazione su una superficie denunciata di 33mila ettari. Come gia’ commentato diverse altre volte, i dati della Toscana sono molto stabili nel tempo supportati come sono da “grandi marchi” quali il Chianti e i vini di Montalcino. Nel 2011 forse lo sono stati ancora di piu’, con uno scostamento rispetto alla media storica di soltanto l’1% nei volumi produttivi e del 2% delle superfici denunciate. Vediamo brevemente i numeri, con l’accortezza che vi ho attaccato i tabelloni (lunghissimi) con la produzione di vino e le superfici denunciate per denominazione alla fine del post.

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Fare sistema. Di Angelo Gaja

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In riferimento all’articolo pubblicato sulla rivista tedesca DER FEINSCHMECKER, dei primi dieci vini classificati sui 93 SUPERTUSCAN degustati, otto provengono dalla MAREMMA di cui cinque dall’area di BOLGHERI. Il riconoscimento si estende così automaticamente anche alla Denominazione ed al Territorio. In nessun altro comparto come in quello del vino il patrimonio comune delle Denominazioni cammina a fianco dei marchi individuali.
I produttori di vino che con la propria azione ed a proprio rischio contribuiscono quotidianamente ad attivare la domanda dei vini aziendali nelle diverse fasce di prezzo e sui diversi mercati non ne traggono vantaggio esclusivo ma creano le premesse affinché altri produttori della medesima Denominazione, che lo vogliano e lo sappiano fare, possano ottenerne beneficio. Ai fini della costruzione della domanda svolgono la stessa funzione sia i vini di una Denominazione venduti al supermercato a prezzo conveniente che quelli rari capaci di spuntare prezzi elevati alle aste. E’ il fare sistema che esiste da sempre nel mondo del vino, il più efficace, il motore di costruzione della domanda a costo zero, senza esborso di denaro pubblico. Da quando vengono stanziati copiosi contributi di denaro pubblico per la promozione del vino italiano sui mercati esteri il mantra del FARE SISTEMA, FARE SQUADRA, CABINA DI REGIA è diventato più insistente: serve ad avvalorare il messaggio che il denaro pubblico, speso per finanziare azioni saltuarie di promozione attraverso la partecipazione congiunta dei produttori, vada a vantaggio del Territorio e della Denominazione.

Angelo Gaja
4 marzo 2013

in allegato, estratto dell’articolo.

DER FEINSCHMECKER_4.3.13

La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2012

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Come già anticipato da qualche rivista online, la classifica che Liv-ex compila in collaborazione con The Drink Business sui marchi del vino di qualità ha visto una crescente presenza di vini italiani. In realtà non sono soltanto i vini italiani a cantare vittoria: il vincitore come categoria è sicuramente la Borgogna, che sta attraendo l’attenzione dei collezionisti asiatici alla ricerca di alternative meno costose dei grandi Bordeaux. Su tutti, però, si impone una considerazione chiave: il mondo dei “fine wines” mondiali non è più dominato come negli anni scorsi dai Bordeaux, che sono il vero “sconfitto” di questo ranking. Come vedremo in un secondo post, la presenza di Bordeaux in classifica è scesa da 62 vini a 54 vini tra il 2010 e il 2012, quando i vini italiani, su cui ci concentriamo oggi, sono passati da 5 a 9. A proposito, mi sono dimenticato il vincitore: DRC, che lo scorso anno era al numero 5 e due anni fa era al numero 6. Ma andiamo a vedere la classifica più in dettaglio.

 

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Antinori – risultati e analisi di bilancio 2011

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Dopo un paio di anni di assenza dal blog, torno a commentare il bilancio Antinori, che ho da qualche giorno ricevuto. A costo probabilmente di ripetermi sull’argomento, Antinori è nell’ambito del vino italiano una punta di diamante che combina integrazione verticale (leggi margini elevati), solidità patrimoniale (leggi debito basso) e azionisti che reinvestono nell’attività (leggi non prendono dividendi). I risultati 2010 e 2011, per cercare di ricongiungermi all’ultimo commento hanno visto un cambio significativo nei marchi distribuiti dal gruppo (ora Antinori è distributore di Perrier Jouet, mentre prima distribuiva Krug, con un fatturato che ancora non si compensa pienamente), ma non solo: la crisi ha soltanto temporaneamente colpito i margini, mentre dopo anni di pesanti investimenti dal 2009 in avanti l’impegno si è ridotto, consentendo una continua e rapida discesa del debito, ormai sceso a meno di due volte il MOL e a un quarto del patrimonio netto. La conclusione è che Antinori è uscita dalla crisi più forte di prima e forse con qualche punto di domanda in più, dato che la sua struttura finanziaria potrebbe consentire di fare dei passi in avanti nel consolidamento dell’industria vinicola italiana. Mi fermo qui e passo ad analizzare i risultati 2011.

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Toscana – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2011

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I dati prodotti da ISTAT per la regione Toscana sono molto particolari sotto diversi punti di vista. Per prima cosa, la produzione di vino è la più bassa degli ultimi anni, 2.5 milioni di ettolitri contro una forchetta storicamente compresa tra 2.8 e 3 milioni di ettolitri. Di più, l’annata è stata pessima per i volumi di vino rosso, che hanno toccato quota 1.9 milioni di ettolitri, contro il range di 2.2-2.4 milioni di ettolitri storico. I vini bianchi hanno invece superato quota 0.5 milioni di ettolitri, tornando sul livello del 2005-2006. Ciò che “aggrava” ancora di più il quadro è che il mix di produzione peggiora, e cioè che il calo si concentra soprattutto nei vini a denominazione di origine. Vediamo i numeri.

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