Toscana


I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2017

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I dati del SINAB sulle aree vitate “bio” del 2017 arrivano con una sorpresa: un incremento soltanto del 2% della superficie totale (inclusiva dei vigneti in conversione), da 103 a 105mila ettari e del 4% del 7% di quella effettiva, da 66 a 70mila ettari. Essendo l’ammontare di vigneto in conversione ormai di circa 30mila ettari da 3 anni a questa parte, il dato 2017 è un pochino deludente: soltanto 4658mila ettari in più, contro un numero che si poteva facilmente stimare tra i 12mila e i 15mila ettari osservando i dati del passato. Da dove arriva il rallentamento? Essenzialmente dalla Sicilia, che pur restando di gran lunga la regione con il maggior vigneto bio ha visto calare da 39mila a 36mila ettari la superficie vitata bio (inclusiva del vigneto in conversione, purtroppo non abbiamo dati regionali distaccati). I progressi maggiori vengono ormai dal centro-nord, dove questa pratica ha avuto uno sviluppo ritardato: le superfici bio di Umbria, Trentino Alto Adige, Lazio ed Emilia Romagna sono tutte in crescita di oltre il 20%. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – primo semestre 2018

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Parliamo oggi di come si spacca il +4% fatto registrare dalle esportazioni per regione e per tipologia di vino, come sempre aiutandoci con due basi di dati, entrambi reperibili sui siti ISTAT (coeweb.istat.it, visto che qualcuno ogni tanto me lo chiede): i dati per regione di origine delle aziende (che lavorano sui dati totali delle esportazioni) e i dati per tipologia di vino, questa volta soltanto relativi ai vini in bottiglia. Beh, i protagonisti in positivo degli ultimi mesi sono certamente i vini bianchi DOP, che sono cresciuti di quasi il 30% a discapito dei bianchi IGP, diciamo quasi in maniera speculare. Con la regione Veneto come principale fattore di crescita. Quando invece guardiamo i dati “totali” delle regioni (e quindi riferendoci all’origine delle aziende e non dei vini) è in certo modo rassicurante vedere dei dati positivi ormai costanti da regioni come la Sicilia, la Puglia, l’Abruzzo, tutte regioni sotto i 100 milioni di export nel semestre (quindi pochi in confronto al miliardo e più del Veneto), ma che rappresentano un tessuto aziendale probabilmente meno caratterizzato dalle grandi aziende che si sono instaurate al nord. Detto questo passiamo a qualche numero in dettaglio.

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Antinori – risultati e analisi di bilancio 2017

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Il 2017 è stato per Antinori un anno di vendite poco piu’ che stabili, margini leggermente calati rispetto al livello raggiunto nel 2016 (particolarmente elevato, anche grazie alla presenza di alcuni proventi straordinari) e risultato operativo che risente nelle rimanenze della scarsa vendemmia 2017. Nonostante un paio di piccole acquisizioni in Cile e Argentina (qualche milione di euro, nel primo caso per acquistare le minoranze) e investimenti che sono tornati sopra al 10% del fatturato, la generazione di cassa è stata anche nel 2017 particolarmente ricca, consentendo a Antinori di passare da un debito di 16 milioni di euro a una posizione di cassa netta di 8 milioni, che pone l’azienda in una posizione ideale per perseguire nuovi investimenti. Vista l’elevata propensione agli investimenti, l’andamento di Antinori va letto in un’ottica più di medio termine: se facciamo la media degli ultimi 10 esercizi, le vendite sono cresciute mediamente del 5% ogni anno, l’utile operativo dell’8% e l’utile netto del 10-11%, anche considerando la battuta d’arresto del 2017. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Banfi – risultati e dati di bilancio 2017

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La lettura dei bilanci 2017 prosegue con Banfi, che qualche anno fa ha separato (quasi completamente) l’attività agricola da quella commerciale e per la quale redigiamo come di solito una specie di “somma dei bilanci” per avere un’idea generale. Dal 2017 poi è stato adottato un nuovo schema di reportistica delle vendite per area che presentiamo oggi, perdendo però il confronto con il passato. Che è dunque successo nel 2017? Come per le altre cantine, soprattutto quelle fortemente integrate a monte nella fase agraria, il 2017 ha visto un calo pesante della produzione che si è ribattuto sui margini di profitto della fase “agricola” dell’attività. Oltre a questo, la leggera svalutazione del dollaro (sarà decisamente più pesante nel 2018) e il maggiore costo di acquisto delle uve/vino che non si sono potute produrre direttamente, ha messo sotto pressione i margini. Unendo i dati di EBITDA delle due anime di Banfi si arriva a circa 10 milioni, il 27% meno del 2016, che va detto era un anno particolarmente positivo. La performance commerciale è invece stata solo leggermente inferiore al 2016, -3% a poco meno di 70 milioni: se consideriamo l’impatto iniziale della perdita di produzione (soprattutto nel reparto frutta), il cambio con il dollaro, cui Banfi è particolarmente sensibile, le cose non sono andate male, anche se per arrivare alle vendite di vino bisognerebbe tirare via il ramo ospitalità (circa 5 milioni) che invece va a gonfie vele. Dove le cose vanno sempre bene è invece la parte finanziaria: il debito totale delle due aziende è leggermente calato e ciò lascia spazio ai programmi di investimento aziendali, che continuano anche nel 2018. Passiamo a leggere i dati insieme.

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Toscana – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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La Toscana nel 2017 ha vissuto una vendemmia terribile. La produzione è crollata a meno di 2 milioni di ettolitri, giù del 37% e del 30% sotto la media storica. Scrivo terribile perché il dato nazionale è a -15% e non troppo distante dalle medie storiche, mentre altre regioni molto vocate alla qualità come il Piemonte o il Veneto hanno mostrato cali nell’intorno del 15-20%. Oltretutto, il calo ha colpito in modo piuttosto omogeneo le diverse categorie, talchè anche la produzione di vini di qualità (DOC/DOCG) è stata pesantemente colpita (-36%).

Come già per i dati piemontesi, vi inserisco anche i dati aggiornati sulla produzione di vini DOC per denominazione 2016, che vede un leggero calo per il Chianti e Chianti Classico (circa -2% a 1.12 milioni di ettolitri in cumulato) e una costante evoluzione positiva per la produzione di Brunello di Montalcino e Bolgheri (+3% e +5%, rispettivamente). Naturalmente in attesa di leggere il prossimo anno i dati della produzione 2017.

Passiamo a una breve analisi dei dati.

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