Piemonte


Italian Wine Brands – risultati 2016

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La metamorfosi di Italian Wine Brands è continuata nel secondo semestre del 2016 e ha portato a una chiusura d’anno con utili in calo del 15% circa. All’interno di questo trend negativo, caratterizzato dalla debolezza del B2C (ex Giordano) e dell’attività italiana, ci sono anche dei segnali positivi, come la ripartenza delle vendite via internet (+47% dopo il +15% del primo semestre) e il forte sviluppo nel mercato svizzero (+82% nel secondo semestre). La struttura finanziaria di Italian Wine Brands migliora in modo sensibile, con un debito calato a 10 milioni di euro (da 20 milioni), derivante da un forte miglioramento del capitale circolante e dal forte contenimento degli investimenti, entrambi fattori potenzialmente non sostenibili nel futuro. Le previsioni sul 2017 sono improntate sul recupero dei margini: lo sforzo di internazionalizzazione e di spostamento verso internet non è venuto gratis, ma ha prodotto a delle perdite, che il management ritiene di poter recuperare nel 2017, riportando l’EBITDA margin (7.8% nel 2016) al livello del 2014/15 (oltre il 9%). Passiamo all’analisi dei numeri.

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Il valore della produzione di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2015

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Aggiorno oggi le serie dei dati sul valore aggiunto della produzione di vino e di uva da vino che l’ISTAT pubblica ogni anno. Questa statistica è il “PIL” dell’industria del vino al livello della produzione, quindi escludendo il valore che viene poi aggiunto da chi imbottiglia, etichetta e commercializza i prodotti. Ero fermo al 2013, dato che ISTAT non produce più tabelle complete ma ci obbliga a spulciare il suo database per ottenere questi dati, che qui sono relativi al 2015 ma che sono anche stati ricalcolati (il 2013 del post di due anni fa non corrisponde al 2013 di questo post, per intenderci). Detto questo, il “numerone” di ISTAT per il valore della produzione di vino è pari a circa 3.5 miliardi di euro, +8% sul 2014, ma sotto il massimo storico toccato nel 2013 con 3.7 miliardi, mentre il valore aggiunto della produzione di uva da vino assomma a 1.3 miliardi di euro, anch’esso in recupero sul 2015 (+10%) ma leggermente sotto il massimo storico, sempre toccato nel 2013. Ne risulta un valore totale di 4.7 miliardi di euro, il secondo più elevato della storia dopo quello di 5 miliardi di euro del 2013. Chi vince? Nel lungo termine le regioni vincenti sono sicuramente il Veneto (+7.4% nel decennio 2005-2015), il Trentino Alto Adige (+6.5%), la Sardegna (+6.1%) e la Lombardia (+5.2%), tutte largamente sopra la crescita composta del decennio a livello italiano del 3.3% (a valori correnti, quindi comprensivi di inflazione). Tre di queste quattro regioni si caratterizzano per importanti quote di prodotto spumante. Ma andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Piemonte – produzione di vino 2015 – dati ISTAT

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La produzione vinicola 2015 in Piemonte non è cresciuta nel 2015, come nella maggior parte delle altre regioni. Di converso, le previsioni per il 2016 sono per un moderato incremento (+5%), nel contesto di una produzione nazionale probabilmente in lieve calo. Le tabelle e grafici che seguono mostrano come la regione Piemonte abbia una superficie vitata strutturalmente in calo (al contrario di quanto abbiamo visto in Veneto), circa il 12% in meno nel 2015 rispetto al censimento 2010 e una produzione di vino che anche in una annata positiva come il 2015 si è attestata intorno a 2.4-2.5 milioni di ettolitri, quindi il 9% circa sotto la media decennale… e paradossalmente il calo più importante lo si riscontra nella produzione dei vini rossi. Andiamo a leggere insieme qualche dato.

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Piemonte – produzione e valore vini DOC 2014

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Cominciamo anche quest’anno a guardare alla produzione DOC dei principali poli vinicoli italiani. Come abbiamo visto nel post generale, la produzione 2014 è stata colpita dalle cattive condizioni climatiche, che nel caso del Piemonte hanno comportato secondo i dati Federdoc una riduzione piuttosto limitata della produzione, -3% a 2.1 milioni di ettolitri. Come sempre confrontiamo il dato con ISTAT, che dice un numero molto simile 2.15 milioni di ettolitri ma parla di un calo più marcato, -10%. In tutti i casi, non un buon anno, anche se la propensione verso i vini di qualità cresce, con un incremento dell’1% della superficie denunciata, 28700 ettari nel caso del Piemonte. Come sempre, calcoliamo anche il valore ai prezzi all’origine delle denominazioni principali. Cresce a 130 milioni il valore della DOC Asti, per la combinazione di produzione in crescita e prezzi in calo, mentre cala la produzione di Barolo, a 72 milioni di euro, principalmente a causa della cattiva annata in termini quantitativi. Andiamo dunque a leggere i dati più importanti.

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Produzione DOC e DOCG per denominazione – dati 2014

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Quest’anno siamo in ritardo sui dati Federdoc, che di per se sono già loro stessi in ritardo. Comunque, stiamo parlando della produzione DOC 2014, quindi di una annata particolarmente difficile dal punto di vista produttivo. Lungi dal fare totali dei dati Federdoc, che anche quest’anno purtroppo contengono diversi buchi (due intere regioni, Basilicata e Molise, oltre a diverse denominazioni), possiamo di che il dato mediano delle prime 60 DOC vede una produzione in calo del 2% circa e che soltanto 15 delle prime 60 denominazioni hanno mostrato un dato in crescita rispetto al 2013. A ulteriore dimostrazione dell’annata, basti dire che la superficie denunciata è cresciuta dell’1%, per le medesime 60 denominazioni, circa metà del campione in crescita. Anche se l’annata è stata “nominalmente” difficile potete subito vedere dal grafico qui sopra che le grandi DOC sono cresciute lo stesso. Il Prosecco ha proseguito la corsa a 2.2 milioni di ettolitri, +5%, mentre secondo Federdoc sia Chianti (e poi Chianti Classico) che Asti sono in crescita di oltre il 10% e per il Chianti, il livello produttivo raggiunto è il più alto dal 2006 a questa parte. Ma andiamo a leggere i dati insieme.

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