Francia


LVMH divisione vino – risultati 2017

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LVMH ha subito un deciso rallentamento nella seconda parte dell’anno nella sua divisione vino, mentre l’area dei beni di lusso è continuata a crescere e ha spinto le azioni al rialzo. I dati finali del 2017 sono comunque in crescita del 4-5% ma si compongono di un primo semestre eccezionalmente positivo (vendite +12% e utile operativo +21%) e un secondo semestre con vendite stabili e utile operativo in calo del 7%. Che cosa ha determinato questo rallentamento? Certamente i cambi: nel primo semestre le vendite furono aiutate dai cambi (+2%), mentre a fine anno siamo passati a -2%. Ma anche la crescita organica è stata meno vibrante: da +10% nel primo semestre siamo passati a +7% sul fine anno. Per la parte più interessante per noi, le consegne di Champagne sono scese da +8% nel primo semestre a +1% nel secondo semestre, quelle degli altri vini erano stabili nel primo semestre e sono calate dell’1% nel secondo. A supportare le vendite in termini di mercati sono sempre gli USA e la Cina, mentre un freno viene oltre che dai cambi anche dalla disponibilità limitata di prodotto da vendere e dal temporaneo rallentamento delle consegne di Glenmorangie in Asia. Gli investimenti continuano: nel corso del 2017 LVMH ha comperato un whisky americano (Woodinville) e una cantina in California, Colgin Cellars (con una quota del 60%). Ma passiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2017

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Come giustamente titola Liv-ex, il 2017 è stato l’anno dei vini di Borgogna. Anche se la classifica dei vini più pregiati al mondo è come lo scorso anno dominata dal trio Lafite Rothschild, Margaux e Mouton Rothschild, ben 4 dei primi 10 vini della classifica sono borgognoni e diventano 24 nei primi 100, un livello mai visto prima come mostrano i contributi grafici nel post. Il tutto a spese dei vini di Bordeaux, mai come quest’anno tanto pochi nella classifica e in parte dei vini italiani che scendono a 8 rispetto ai 9 del 2016. I vini di Borgogna, come vedremo nel post vincono anche come performance del prezzo, +19% in media all’interno di uno scenario molto positivo (+16%). Va però sottolineato che questi sono prezzi in sterline e che, mediamente, la svalutazione contro l’euro è stata del 7% (da circa 0.81 sterline per un euro a 0.87). Talchè i prezzi pur in crescita mettendosi dalla parte dell’euro sarebbero da vedere in crescita di poco meno del 10% in media. Il primo vino italiano in classifica è Masseto, al 20esimo posto, seguito da Sassicaia al 33esimo e da Gaja al 56esimo. Gli altri itaiani in classifica sono Solaia, Ornellaia, Tignanello, Giacomo Conterno e Casanova di Neri. Passiamo a commentare qualche dato.

 

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Laurent Perrier – risultati primo semestre 2017

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Con i dati di Laurent Perrier chiudiamo il cerchio dei risultati semestrali delle aziende della Champagne, con una amara conclusione che le tre piccole aziende che seguiamo non sono riuscite a tenere il passo di LVMH. La divisione vino/Champagne di quest’ultima ha visto una crescita degli utili di questi il 20%, forte dell’esposizione ai mercati esteri, mentre Laurent Perrier, come potete leggere di seguito ha chiuso a -10%, Lanson a -57% e Vranken ha segnato un +24% ma da un livello di margini così esiguo che la variazione percentuale perde rappresentatività. La causa è come dicevo l’eccessiva esposizione al mercato francese e all’Europa, come potete vedere dal grafico allegato nel resto dell’articolo. Grafico nel quale potete anche apprezzare che Laurent Perrier è quella dopo LVMH con più diversificazione internazionale. Comunque, passiamo ai dati.

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La valutazione delle aziende vinicole – aggiornamento 2017

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I record raggiunti a fine anno dalle borse mondiali (non da quella italiana, chiariamo subito) si ribattono favorevolmente anche sulle valutazioni delle aziende vinicole. Come ogni anno facciamo il punto su quanto valgono e come si sono mosse le valutazioni dei principali titoli quotati del settore. Ebbene, conclusione più evidente è che rispetto a un anno fa di questi tempi le grandi aziende vinicole valgono il 10-15% in più se guardiamo i tre principali indicatori che prendiamo in considerazione (prezzo/utili, e valore d’impresa su EBITDA e utile operativo). Nel caso delle aziende della Champagne come vedrete le variazioni sono ancora più importanti, ma qui entra in gioco il fatto che gli utili di questi operatori sono calati mentre le valutazioni sono cresciute insieme al valore del loro magazzino… insomma dire che la valutazione è salita di oltre il 30% sarebbe un po’ fuorviante per chi legge… comunque, il quadro è positivo: le grandi aziende vinicole mondiali (tre) trattano a circa 22 volte gli utili attesi 2018, quelle piccole che comprendono anche le nostre Masi e Italian Wine Brand sono a 16 volte. Se guardiamo invece al valore di impresa su EBITDA siamo rispettivamente a 14 e 9 volte circa. Passiamo all’analisi dei dati.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2017

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I numeri di Lanson sui primi 6 mesi dell’anno sono decisamente deboli, anche se la stagionalità delle vendite di Champagne è molto spostata sulla parte finale dell’anno e anche considerando una base di confronto molto difficile dell’anno scorso. Il fatturato crolla in Francia (-11%), mercato chiave per l’azienda molto più che per i suoi concorrenti, e in Europa (-16%) e non bastano i forti progressi negli altri mercati a raddrizzare le vendite, che segnano un pesante -7%. Il resto dei conti va di conseguenza, con margini dimezzati e un utile netto quasi azzerato per i primi 6 mesi dell’anno. Il debito cresce ma ciò si ricollega più all’incremento delle scorte di Champagne a invecchiare, dato che l’azienda non distrugge cassa (per ora). Di sicuro, anche considerando le scorte, un rapporto debito/EBITDA di 20 volte comincia a diventare piuttosto preoccupante. Difatti, di fronte a un livello simile, il concorrente Vranken ha deciso di vendere alcune attività (Listel) per ridurre il debito. In tutti i modi, quello che mi fa sorridere guardando la tabella è la frase contenuta nella relazione sulla gestione, che si sono dimenticati di cambiare dall’anno scorso “En raison de la saisonnalité des ventes de Champagne, ces résultats positifs ne peuvent être extrapolés à l’ensemble de l’exercice 2017.” E le vendite del terzo trimestre continuano a calare, del 3% circa. Passiamo ai dati.

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