Francia


I dati storici delle esportazioni francesi – fonte Viniflhor – 1993-2003

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I dati di Vinifhlor ci consentono di tracciare a grandi linee le caratteristiche delle esportazioni francesi di vino. Gli ultimi dati pubblicati definitivi sono relativi al 2003 e indicano che le esportazioni francesi totali hanno raggiunto i 15.2 milioni di ettolitri e un valore totale di 5.8 miliardi di euro. Da questo se ne deduce che il valore medio dell’esportazione e’ di 3.8 euro al litro.

Viniflhor data allows us to give a look to the historical trends of French wine exports. The last complete data which we have refers to 2003: total exports were 15.2m hl, for a value of 5.8bn EUR. Average value per liter was 3.8EUR.

Mettiamo brevemente l’Italia a confronto con i francesi sul medesimo anno: Italia a 2.7 miliardi di euro, cioe’ circa la meta’ a valore, 12.6 milioni di ettolitri, cioe’ circa il 17% in meno. Arriviamo al solito dunque: Italia 2.1 euro al litro, Francia 3.8 euro. Passiamo oltre, senza pero’ dimenticarci (ma lo analizzeremo in un post apposito), che la principale differenza tra noi e la Francia sta nel valore della produzione piu’ che nelle quantita’. Sia guardando alla fotografia di un anno, sia guardando ai trend degli ultimi 10-15 anni… come dire che loro fanno meglio e sempre meglio, noi peggio e non miglioriamo…

We can immediately compare with Italy: we are at 2.7bn EUR, so half of French value, and 12.6m hl, so 17% less than France. The story is repeated: Italy 2.1EUR per liter, France 3.8.

Ma torniamo alla Francia. Quindi dicevamo di questi grandi numeri riferiti al 2003: le esportazioni in volume sono prevalentemente di vini rossi e rosati (61% contro 39% per i bianchi), coerentemente con il profilo della produzione. I VQPRD sono circa il 41% delle esportazioni, poi gli champagne e i vini frizzanti fanno l’8%. Un po’ piu’ alto del peso sulla produzione totale del 46%, come a dire che l’export e’ di qualita’ media superiore del resto della produzione.

2003 figures show that voluems are mainly done with red wines (61%), which is coherent with the beakdown of production. VQPRD category is 41% of export, plus 8% coming from Champagne. All in all, the weight of "quality wines" is more than the split of production (46%).

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I 61 grand cru di Bordeaux, dati trasversali – seconda puntata

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Date le difficolta’ a trovare gli uvaggi degli altri castelli, mi sono messo a fare qualche dato trasversale e medio sui 61 castelli classificati nel 1855. Alcuni dati medi sono i seguenti:

  • dimensione media per ettari vitati: 46ha;
  • produzione media (casse da 9 litri): 16500;
  • uvaggio medio (dati incompleti): 65% cabernet sauvignon; 25% merlot; 7% cabernet franc, 3% Petit Verdot.

 Ho poi elaborato i dati suddividendoli nei 5 raggruppamenti del 1855 e cioè: i 5 iperfamosi 1er cru, i 14 2eme, i 14 3eme, i 10 4eme e i 18 5eme. Le risultanze nei grafici qui sotto sono abbastanza chiare: i 1er grand cru sono i piu’ grandi e (come da attese) hanno le rese piu’ basse); c’e’ una leggera ma evidente relazione tra le rese e le dimensioni degli chateau, cioè quelli piu’ grandi hanno rese più basse. Anche se questo si spiega in parte con il fatto che i piu’ grandi sono i premier, questa e’ stata una risultanza per me piuttosto sorprendente.

Given the difficult task of getting figures for the grape composition of all the properties, I am now publishing a few average date for the Bordeaux 61 Chateau: avearge size of vineyards 46ha, average production 16500 cases, average grape composition (incomplete sample): 65% cab sauv, 25% Merlot, 7% Cab Franc, 3% Petit Verdot.

I have then split the date in the 5 classes set up in 1855. There are 5 1er cru, 14 deuxieme,14 3emne, 10 4eme and 18 5eme. What we got is shown in the following graphs: 1er are the largest ones and show the lowest yields. There is a slight but visible connection between the size of the properties and the yields: small properties tend to have higher yields.

 

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I numeri degli Chateau di Bordeaux – prima puntata

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Premessa: una delle grandi curiosità che ho sui numeri del vino è quella di capire quanto sono accessibili i grandi vini. Sfogliando la guida AIS 2000 vini, mi sono accorto che i vini premiati con i 5 grappoli (e mi perdonerete se li confondo con i grandi vini italiani ma un punto fermo lo dobbiamo pur avere) sono per la maggior parte prodotti in volumi piuttosto piccoli. Mi sono quindi smazzato la guida AIS per segnarmi queste bottiglie, oggetto di un post futuro. Dall’altro lato, ho cominciato a guardare fuori dall’Italia e ho cominciato con Bordeaux.

Allora, per prima cosa bisogna dire che gli Chateau di Bordeaux sono "grandi". La dimensione media dei castelli dal premier al troisieme grand cru (33 in tutto) è di 49 ettari. Il piu’ grande tra questi e’ Chateau Lascombes (94 ettari, deuxieme GC), il più piccolo è Chateau Ferriere (5 ettari). Allargando a tutti i 61 Chateaux Classe’ restiamo intorno ai 46 ettari di media. In tutto i 61 castelli arrivano a 2850 ettari, che corrispondono si e no al 2.5% della superficie vitata della regione.

La maggior parte dei dati sono tratti da un libro intitolato "Bordeaux", di David Peppercom. Un’altra porzione proviene da "An encyclopedia of the wines and domaines of France" di Clive Coates.

As a preliminary comment, I have to say that one of the major curiosities that I have on the "numbers of wine" is how accessible are great wines. By reviewing one of the Italian guides of wine, I noticed that the top Italian wines are normally produced in rather small volumes. So I have decided to look for similar figures outside Italy and, well, I started with Bordeaux.
Bordeaux producers are generally “large”. The medium size of the castles from the 1er to the 3eme grand cru (33 ) is of 49 hectares. The largest one is  Chateau Lascombes (94 hectares, 2eme GC), the smallest is Chateau Ferriere (5 hectares). The average for all the 61 Chateaux ranked in 1855 points to 46 hectars, for a total area of 2850 hectars, corresponding to 2.5% of the surface of Bordeaux vineyards.
For the sake of transparency, the greatest part of this data is drawn from “Bordeaux”, a book by David Peppercom. Another (smaller) portion comes from “An encyclopedia of the wines and domaines of France”, written by Clive Coates

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In questa prima puntata vi posto i dati dei premier GC, con quale elaborazione in merito relativamente a dimensioni, produzione e uvaggi dei diversi vini. Dunque, i 5 premier grand cru coprono 348 ha, aggiungendo Yquem (il piu’ grande, 113 ettari vitati), arriviamo a 461 ettari, circa lo 0.4% della superficie vitata di Bordeaux che si attesta intorno ai 113000 ettari. Di qui in avanti parliamo solo dei 5 cru rossi, lasciando Yquem da parte (forse qualche numero in piu’ su questo lo becchiamo, essendo di proprietà di LVMH, società quotata in borsa – quella delle borsette Louis Vuitton se a qualcuno fosse venuto un dubbio).

 I start by posting the data of premier GC: the 5 premier grand cru they cover 348 hectars excluding Yquem (the largest one with 113 hectares). With Yquem, we reach 461 hectares, approximately 0,4% of the area of Bordeaux (113000 hectares).  

 

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Export di spumanti: Francia batte Italia… – fonte ISMEA

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Grazie ai dati di ISMEA e’ possibile analizzare la fisionomia delle esportazioni di vini spumanti nei vari paesi del mondo. Comincio con un Italia – Francia che desta piu’ che uno spunto di riflessione.

Come gia’ considerato nei post precedenti, e’ necessario fare molta attenzione alla differenza tra i volumi di esportazione (generalmente presi come punto di riferimento dalla stampa) e i valori di esportazione. Nel confronto tra questi due paesi questa differenza ha molta rilevanza.

Italy vs. France: sparkling wine exports

Thanks to ISMEA’s it is possible to analyse the structure of exports of sparkling wines in the various markets. We must start by saying that the comparison of Italy and France offers several interesting readings. It is of particular importance to separate the values from the volumes.

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Tendenze di lungo termine della viticoltura francese – fonte: Agreste

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Dopo aver delineato le carattetistiche chiave della viticoltura (post del 27 ottobre), mettiamo in linea un pochino di tendenze a lungo termine. I dati partono dal 1991 e arrivano fino al 2005 e sono ricavati dal sito internet www.agreste.com, che e’ il sito di statistica francese specializzato nell’agricoltura.

Innanzitutto, anche in Francia la vite in produzione tende a diminuire con gli anni. Fatti 100 gli ettari del 1991, oggi sono in produzione circa 96 ettari. E’ un calo molto lento, pero’ costante, sta a dire che la superficie non e’ quasi mai cresciuta, anche sei il grosso del calo si e’ registrato durante la seconda parte degli anni 90.

Long term trends of French wine industry

Data starts from 19991 and lasts until 2005 and is coming from www.agreste.com, the internet site specialised in agricolture. First of all, in France the planted vineyards tend to decline slowly but costantly over the years. Assuming 100 the surface in production in 1991, the 2005 figure is 96. It is slow, but constant, implying that surface never grew, even if the steepest declines were happening over the second half of the Nineties.

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