Francia


Bordeaux – superfici, produzione e mercato, aggiornamento 2007

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Dopo aver aggiornato le statistiche sulla Borgogna, guardiamo un po’ i numeri di Bordeaux. Diciamo subito che i dati a disposizione sono molto meno dettagliati, nonostante la richiesta fatta al sito www.bordeaux.com (e la loro solerte risposta). A differenza della Borgogna, possiamo dire che la produzione di vino di Bordeaux, per quanto predominante come volumi e valori di vendita e in leggero declino da ormai qualche anno. Il quadro si completa con un calo delle esportazioni, che e’ stato soltanto interrotto nel corso del 2007, e una distribuzione al dettaglio in Francia con una componente molto forte di supermercati e hard discounts.


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I consumi di vino in Francia – dati giugno 2008

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Fonte: Viniflhor e ISMEA
I consumi di vino in Francia sono in calo, secondo i dati appena rilasciati da Vinifhlor. I consumi di vino nei primi 6 mesi dell’anno sono in calo del 4.6%, invertendo la tendenza rispetto al primo trimestre (+1%). Il calo riguarda principalmente i vini da tavola, ma anche i vini di qualita’ sono in discesa del 3% circa. Come vedremo nel post, si tratta di un trend peggiore di quello registrato in Italia, dove secondo ISMEA le vendite di vino sono in calo soltanto dell’1% in volume nei primi 6 mesi del 2008.


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Borgogna – superfici, produzione e mercato, aggiornamento 2007

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Fonte: Vins de Bourgogne
Siamo al secondo appuntamento sulle statistiche del vino della Borgogna, con tutti i numeri 2007. Le statistiche parlano chiaro: il percorso di puntare sulla qualita’ che avevamo delineato nel post di febbraio sta continuando, con una maggiore focalizzazione delle superfici sui Grands Crus e una progressiva divaricazione delle rese per ettaro dei prodotti di punta rispetto a quelli base. Nel 2007, il fatturato del vino della Borgogna e’ cresciuto del 10% circa, da EUR1bn a EUR1.1bn, a fronte di un incremento della produzione 2007 del 6% a 1.52m/hl e delle vendite in volume del 5.7% da 192 a 203m di bottiglie. In questo contesto di mercato gli investimenti nel vigneto continuano e le superfici nel 2007 passano da 27200 a 27700 ettari (+2%).


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Ma quanto rende il vino come investimento? – studio AAWE 2008

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Fonte: American Association of Wine Economists
Lee W. Sanning, Sherrill Shaffer e Jo Marie Sharratt hanno recentemente condotto uno studio per cercare di capire se investire nel vino conviene o meno. Stiamo parlando, nello specifico, di investimenti nei piu’ famosi cru di Bordeaux. Che conclusioni raggiungono? (1) l’investimento ha generato un ritorno del 7-9%, superiore a quello che sarebbe stato considerato normale per il livello di rischio sottostante; (2) l’investimento e’ molto scarsamente correlato a fattori di mercato e anche ad altri investimenti alternativi quali l’arte, rendendolo quindi particolarmente interessante. Quindi, tutti a investire nel vino? Mi sembra proprio di no. Un punto mi pare piuttosto difficile da digerire: a fronte di questi rendimenti si calcola una variabilita’ infinita, cioe’ l’investimenti puo’ essere molto buono o molto cattivo. La media (del pollo) e’ attraente. A questo punto, sarebbe necessario comperarli tutti. Quindi? Fate pure, io compro, immagazzino e bevo… anche se devo dire che la classifica dei vini che c’e’ alla fine del post non figura tra i miei possedimenti (purtroppo).

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Esportazioni di vino – confronto Italia, Francia, Spagna e Australia – dati primo semestre 2008

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Il commercio mondiale del vino e’ in costante crescita, ma non lo e’ per tutti nello stesso modo e, per qualcuno, le cose vanno piuttosto male. I dati dei primi 6 mesi dell’anno ci danno le seguenti indicazioni: (1) che il +6% delle esportazioni italiane non e’ un gran risultato, altri hanno fatto meglio; (2) che come ci si aspettava l’Australia non ha vino a sufficienza e le sue esportazioni stanno crollando; (3) che l’exploit dello spumante italiano non e’ isolato: una performance del tutto sovrapponibile e’ quella del Cava spagnolo. Entrambi, comunque, crescono quando il loro principale concorrente, lo Champagne, e’ fermo (a un livello di export 5 volte superiore, peraltro).


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