Francia


I risultati dei principali produttori di Champagne – primo semestre 2008

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Questa volta ho messo insieme qualche numero semestrale e delle vendite a fine settembre delle principali case di Champagne, di cui gia’ analizziamo i bilanci, oltre a dare una sbirciatina alle esportazioni di Champagne. Quello che se ne ricava e’ un quadro in deterioramento per tutti quanti. Se nel primo semestre i segnali riguardavano soltanto una azienda (Laurent Perrier, che ha deciso una ristrutturazione della struttura commerciale), nel terzo trimestre, che e’ un periodo “in crescita” per preparare le vendite del quarto trimestre, sia LVMH che Vranken Pommery hanno fatto vedere un calo del 5% delle vendite, entrambe in forte deterioramento rispetto all’andamento del primo semestre (tutto sommato buono, soprattutto dal punto di vista dei margini). E le esportazioni intanto ripiegano: nell’anno mobile a settembre 2008 siamo sotto dell’1%, che significa 1.5% annualizzato. Colpa di chi? Del crollo del 30% delle esportazioni di Champagne nel mercato americano… peccato che il cambio si sia svalutato soltanto del 12-13%…


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Bordeaux – superfici, produzione e mercato, aggiornamento 2007

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Dopo aver aggiornato le statistiche sulla Borgogna, guardiamo un po’ i numeri di Bordeaux. Diciamo subito che i dati a disposizione sono molto meno dettagliati, nonostante la richiesta fatta al sito www.bordeaux.com (e la loro solerte risposta). A differenza della Borgogna, possiamo dire che la produzione di vino di Bordeaux, per quanto predominante come volumi e valori di vendita e in leggero declino da ormai qualche anno. Il quadro si completa con un calo delle esportazioni, che e’ stato soltanto interrotto nel corso del 2007, e una distribuzione al dettaglio in Francia con una componente molto forte di supermercati e hard discounts.


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I consumi di vino in Francia – dati giugno 2008

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Fonte: Viniflhor e ISMEA
I consumi di vino in Francia sono in calo, secondo i dati appena rilasciati da Vinifhlor. I consumi di vino nei primi 6 mesi dell’anno sono in calo del 4.6%, invertendo la tendenza rispetto al primo trimestre (+1%). Il calo riguarda principalmente i vini da tavola, ma anche i vini di qualita’ sono in discesa del 3% circa. Come vedremo nel post, si tratta di un trend peggiore di quello registrato in Italia, dove secondo ISMEA le vendite di vino sono in calo soltanto dell’1% in volume nei primi 6 mesi del 2008.


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Borgogna – superfici, produzione e mercato, aggiornamento 2007

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Fonte: Vins de Bourgogne
Siamo al secondo appuntamento sulle statistiche del vino della Borgogna, con tutti i numeri 2007. Le statistiche parlano chiaro: il percorso di puntare sulla qualita’ che avevamo delineato nel post di febbraio sta continuando, con una maggiore focalizzazione delle superfici sui Grands Crus e una progressiva divaricazione delle rese per ettaro dei prodotti di punta rispetto a quelli base. Nel 2007, il fatturato del vino della Borgogna e’ cresciuto del 10% circa, da EUR1bn a EUR1.1bn, a fronte di un incremento della produzione 2007 del 6% a 1.52m/hl e delle vendite in volume del 5.7% da 192 a 203m di bottiglie. In questo contesto di mercato gli investimenti nel vigneto continuano e le superfici nel 2007 passano da 27200 a 27700 ettari (+2%).


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Ma quanto rende il vino come investimento? – studio AAWE 2008

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Fonte: American Association of Wine Economists
Lee W. Sanning, Sherrill Shaffer e Jo Marie Sharratt hanno recentemente condotto uno studio per cercare di capire se investire nel vino conviene o meno. Stiamo parlando, nello specifico, di investimenti nei piu’ famosi cru di Bordeaux. Che conclusioni raggiungono? (1) l’investimento ha generato un ritorno del 7-9%, superiore a quello che sarebbe stato considerato normale per il livello di rischio sottostante; (2) l’investimento e’ molto scarsamente correlato a fattori di mercato e anche ad altri investimenti alternativi quali l’arte, rendendolo quindi particolarmente interessante. Quindi, tutti a investire nel vino? Mi sembra proprio di no. Un punto mi pare piuttosto difficile da digerire: a fronte di questi rendimenti si calcola una variabilita’ infinita, cioe’ l’investimenti puo’ essere molto buono o molto cattivo. La media (del pollo) e’ attraente. A questo punto, sarebbe necessario comperarli tutti. Quindi? Fate pure, io compro, immagazzino e bevo… anche se devo dire che la classifica dei vini che c’e’ alla fine del post non figura tra i miei possedimenti (purtroppo).

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