Francia


Francia – esportazioni di vino – aggiornamento settembre 2010

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Post prenatalizio di aggiornamento sulle esportazioni francesi di vino alla fine di settembre: il recupero sta prendendo corpo, e’ guidato interamente dai vini di qualita’ e, sull’anno mobile, le esportazioni francesi sono a +5% a volume (13.1 milioni di ettolitri) e +7% a valore (6.02 miliardi di euro). A settembre, abbiamo appena commentato i dati italiani: +8% volume e +6.4% valore. Diciamo quindi che la ripresa dell’export francese ha una matrice diversa, non basata sul volume ma sulla ripresa del prezzo mix. Resta peraltro evidente che mentre l’Italia e’ ritornata a esportare oltre 3.6 miliardi di euro annui, cioe’ il massimo storico raggiunto nel 2008, la Francia ha appena ripassato la soglia dei 6 miliardi di euro: ancora 1 miliardo di euro o poco piu’ la separa dal record storico di 7.1 miliardi di euro, toccato a aprile 2008.



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Cottin Freres – risultati primo semestre 2010

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La storia di Cottin Freres e’ particolarmente interessante, perche’ ci fornisce la visione di una azienda medio-piccola, concentrata sui vini di qualita’. Avevamo lasciato la storia con i risultati a settembre 2009 e con un anno terribile, anche a causa della svalutazione del magazzino. Ci ritroviamo oggi con un bilancio semestrale (chiuso a marzo 2010) che continua sulle linee tracciate a fine 2009 e cioe: taglio dei costi per recuperare i margini (obiettivo centrato), riduzione del magazzino per ridurre i debiti (debito quasi annullato) e ritorno al pareggio di bilancio (raggiunto). Quindi Cottin Freres e’ riuscita nella cura dimagrante per resistere alla crisi. Il punto debole e’ sempre il medesimo: l’andamento commerciale continua a essere pessimo, con un calo delle vendite del 20%, dovuto alla caduta dell’ultima roccaforte del gruppo, il mercato francese. E il punto debole non sembra essere in riassorbimento: l’azienda ha mantenuto un profilo prudente, lasciano invariata la stima di chiudere in pareggio il 2010, come gia’ aveva anticipato qualche mese fa. Viste le grandi perdite dello scorso anno, sarebbe gia’ un bel risultato.



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Champagne: risultati principali aziende primo semestre 2010

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Le aziende dello Champagne hanno intrapreso la via della ripresa. Lo hanno fatto pero’, per ora, in modo non molto profittevole, a parte il leader LVMH. Analizziamo oggi i dati di Lanson Boizel Chanoine, Laurent Perrier, Vranken Pommery e del leader LVMH. Le aziende hanno marchi diversi e hanno seguito strategie diverse. Da un punto di vista puramente commerciale, la ripresa si e’ materializzata con un incremento delle vendite annue a giugno di circa il 9% rispetto al livello di fine anno. Chi pero’ e cresciuto di piu’ non e’ riuscito a trasformare le maggiori vendite in profitti. Anzi, possiamo concludere che per ora l’unico operatore che ha fatto vedere un reale rimbalzo degli utili (manca all’appello Laurent Perrier che chiude a fine settembre) e’ il colosso LVMH. Invece, Vranken Pommery ha fatto registrare un balzo delle vendite del 45% nel semestre e quindi del 15% sull’anno mobile ma non ha registrato alcun progresso nelle vendite: e’ oggi l’operatore meno profittevole tra quelli che analizziamo, con un margine del 10% circa negli ultimi 12 mesi.



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Laurent Perrier – risultati 2009 e vendite primo semestre 2010

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Abbiamo lasciato un po’ da parte le aziende dello Champagne. Torniamo oggi sui risultati 2009 di Laurent Perrier (chiusura Marzo 2010), che mostrano in pieno l’impatto della crisi. Questi numeri sono probabilmente il punto piu’ basso del percorso per il gruppo francese, con un ulteriore calo delle vendite del 5%, che pero’ e’ dovuto al calo del prezzo-mix invece che dei volumi. Di conseguenza i margini ne hanno ulteriormente risentito. Il magazzino continua a crescere e i parametri del debito si deteriorano. La ripresa e’ pero’ dietro l’angolo, dato che le vendite a giugno hanno cominciato a marciare per il verso giusto (+17%), cosi’ come era visibile anche dai numeri dell’ultimo trimestre fiscale (+18% tra gennaio e marzo 2010). Forti di questa ripresa, i manager di LP hanno rilanciato gli obiettivi di profittabilita’ che storicamente hanno sempre avuto: un margine operativo del 30% e un ritorno sul capitale investito del 15%. Hanno anche rilanciato la validita’ del modello: “The business model is built to last” si legge nell’ultima slide della loro presentazione. Nel 2007-08 c’erano quasi arrivati: 26% margine, 14% ritorno sul capitale investito. Ora sono davvero molto lontani: nel 2009-10 sono al 17% come margine e al 5% come ritorno sul capitale. L’obiettivo e’ chiaro, il tempo che ci impiegheranno a raggiungerlo un po’ meno.



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Francia – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2010

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Andiamo a ruota dei dati sulle esportazioni italiane di vino con i numeri della Francia. La Francia e’ in pieno recupero con 4 dei primi 6 mesi dell’anno in crescita a doppia cifra. Va pero’ detto che i francesi partivano da una situazione particolarmente disastrata l’anno scorso in cui il mese migliore segno un -19%. I numeri vanno quindi visti in prospettiva biennale: se e’ vero che c’e’ il recupero, e’ anche vero che la comparazione e’ facile e che i livelli record del 2008 sono lontani. L’anno mobile delle esportazioni francesi e’ a 5.8 miliardi di euro, cioe’ il 18% sotto il massimo storico di 7.1 miliardi toccato a aprile 2008 (sui 12 mesi precedenti): in buona sostanza, i numeri sono senz’altro buoni, ma la strada fa fare per recuperare il terreno perduto e’ molto molto lunga. Su questo punto i vini italiani, come abbiamo visto, sono stati molto piu’ resistenti alla crisi, anche se permane in chi vi scrive una forte preoccupazione per il posizionamento di mercato troppo vicino a quello dei vini del nuovo mondo, che sicuramente ci daranno filo da torcere dal punto di vista del costo di produzione.



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