Francia


Lanson BCC – risultati primo semestre 2015

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Sarà pure il periodo meno importante dell’anno, ma lo era anche l’anno scorso. Questo bisognerebbe rispondere alle conclusioni di Lanson (ma anche di Vranken Pommery) circa l’andamento dei primi 6 mesi 2015 del loro business. I numeri sono incredibilmente cattivi: vendite in calo pesante, utili dimezzati oppure addirittura scomparsi. Andamento negativo in tutti i principali mercati. Debito in aumento (anche per colpa dell’annuale pagamento dei dividendi). Di conseguenza, reazione molto negativa degli azionisti: il prezzo delle azioni è passato dai 35-36 euro intorno a cui veleggiava quest’estate, agli attuali 30 euro, quindi giù del 20%. Il saldo da inizio è anch’esso negativo: -6%. Come dicevo sopra, il commento è piuttosto curioso: siccome nel primo semestre si fa soltanto un terzo delle vendite ma ci sono il 50% dei costi, i risultati non possono essere estrapolati su tutto l’anno. Detto questo di previsioni non ne fanno. La previsione ve la faccio io: se anche dovessero fare un secondo semestre allineato a quello dello scorso anno, il margine operativo lordo scenderebbe del 15%. Ecco sarà soltanto il primo semestre ma si sono già mangiati il 15% degli utili dello scorso anno…

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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2012 OIV

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La pubblicazione generale di OIV relativa ai dati 2012 latita, tanto che è stata presentata una breve nota in cui vengono delineati i principali dati 2012. Come sapete OIV mantiene un approccio molto cauto, “chiudendo” i dati soltanto dopo due o tre anni. Oggi guardiamo ai consumi di vino pro capite con un duplice approccio: mettiamo sul blog i dati ufficiali 2012 e “allunghiamo” le stime delle nazioni dove abbiamo una evidenza dei consumi totali al 2014, semplicemente tracciando l’andamento dei consumi totali su quelli pro- capite, con una piccola correzione per tenere conto della crescita della popolazione. Che quadro ne deriva? 1) i consumi di vino pro capite sono statici nella maggior parte dei mercati mondiali. I mercati in crescita strutturale sono ormai delle eccezioni. La più evidente sono gli Stati Uniti (per nostra fortuna); 2) ci sono mercati che invece immaginavamo in crescita strutturale, ma invece forse non lo sono: Regno Unito, Cina, Russia per un motivo o per l’altro non sembrano crescere più; 3) il mondo sta convergendo. Dai grafici e dal tabellone credo ci sia una calamita intorno a un livello di 20-25 litri pro capite, il che lascerebbe intendere che la strada del declino per alcuni mercati, come anche il nostro, sia lunga; 4) se i miei calcoli non mi hanno tradito, anche se OIV non lo riporta, la Svizzera dal 2012 ha superato l’Italia in termini di consumi pro-capite… Ma andiamo a leggere i dati.

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Vini rosati: produzione, consumo e commercio estero – aggiornamento 2014

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OIV ha pubblicato un rapporto sui vini rosati aggiornato al 2014, che ci consente di aggiornare le statistiche pubblicate un paio di anni fa in seguito al lavoro di Agrimere, che trovate in questo collegamento. I “rosati” una quota minoritaria della produzione mondiale di vino, circa il 9%, e il più delle volte è ricompreso tra i vini rossi. Sono una categoria che ha suscitato particolare interesse nei primi anni 2000, quando hanno avuto un grande sviluppo in alcuni mercati, soprattutto Francia e Regno Unito (non in Italia a dire il vero). Oggi sono prodotti e consumati in circa 23-24 milioni di ettolitri nel mondo, i maggiori produttori sono i francesi e gli spagnoli (31% e 24% della produzione 2014), seguiti dagli USA (14%) e dall’Italia (10%), mentre i maggiori consumatori mondiali sono di gran lunga i francesi che con 8 milioni di ettolitri di consumo (33% del totale mondiale) sono costretti a importarne anche un po’ dall’estero. Infine, vi presento un grafico interessante che mostra la penetrazione per fascia di età dove potete vedere che i vini rosati sono i vini dei giovani. La vera domanda è se questi giovani che bevono tanto rosato manterranno inalterate le loro abitudini di consumo avanzando con l’età… ma andiamo a leggere i numeri…

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La produzione di vino nel mondo 2015 – prima stima OIV

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OIV dice 275 milioni di ettolitri, +2% rispetto al 2014. Poi dice che l’Italia ha prodotto più della Francia e questo è stato il motivo di tante discussioni e celebrazioni recenti. In verità, se guardiamo i dati prodotti da OIV negli ultimi dieci anni, l’Italia ha prodotto più della Francia in sette. Difatti, la media decennale di produzione di vino e mosti per l’Italia è di 47.6 milioni di ettolitri, mentre per la Francia soltanto di 46.0 milioni di ettolitri. Che altro si evince dal rapporto? Beh, certamente che la produzione europea ha definitivamente finito di calare, poi che il Cile e il Sud Africa sono le due nazioni che sono riuscite strutturalmente ad aumentare la produzione nel decennio e, come abbiamo anticipato sopra che il 2015 è stata una buona annata, a livello mondiale circa l’1-2% sopra la media storica e l’anno scorso rispettivamente.

Nota: a proposito, grazie all’indagine di Michele Sartori, possiamo oggi avere un’idea del motivo per cui i dati OIV differiscono da quelli ISTAT (sono più elevati): la ragione è che includono fecce, mosti e succhi (queste ultime due categorie dovrebbero di fatto essere escluse ma in realtà non lo sono).

Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Advini – risultati primo semestre 2015

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Gli obiettivi di Advini stanno diventando realtà, a quanto si legge dai numeri del primo semestre 2015. Le vendite del gruppo sono accelerate, in crescita del 10%, mentre i margini restano bassi ma si sono stabilizzati. Le vendite delle marche proprie continua a crescere (ora al 30% del fatturato e al 54% del margine operativo), in linea con lo sviluppo delle filiali distributive (Svezia, Giappone e Hong Kong sono state rinforzate o aperte nel 2015). Il piano prevede di raggiungere 245 milioni di vendite nel 2015, che sarà raggiungibile con una crescita del 6% nel secondo semestre (quando però i cambi saranno meno favorevoli). Essendo il piano “OPUS VINI 2015” ed essendo noi già nel 2015, l’azienda si prepara a comunicare un nuovo piano di sviluppo con obiettivi al 2020, che sarà comunicato nel secondo trimestre del prossimo anno. Per ora guardiamo un po’ i numeri insieme. La base di grafici è purtroppo meno ricca del solito, causa “morte” del file excel storico che ha richiesto di costruirne (e compilarne) uno nuovo…

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