Germania


Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2008

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Siamo all’ormai consueto appuntamento con i due post dedicati alla Germania. Partiamo con quello relativo al mercato, che conferma le tendenze degli anni passati. I consumi di bevande alcoliche sono leggermente diminuiti nel 2008 (da 141.7 a 141.2 litri). All’interno di questa macrotendenza il vino continua a guadagnare gradatamente terreno a spese della birra, anche se come vedremo nei prossimi diagrammi anche il mercato del vino, storicamente in crescita, ha ceduto il passo nel segmento del consumo fuori casa.



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Come vedono il vino italiano i consumatori europei – studio Calwine

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immagine vino 1

L’indagine fatta dall’istituto americano non si e’ fermata alla percezione del brand e alla propensione ai consumi. Ha fatto una serie di domande ai consumatori circa la qualita’ percepita, il rapporto prezzo qualita’ e anche, perche’ no, la bonta’ del prodotto in genere. La conclusione e’ piuttosto semplice, ma non sempre ovvia. I consumatori di questi paesi (Benelux, Germania, Paesi nordici, Russia, Polonia) considerano il vino italiano il migliore dietro a quello francese, su ogni scala. In una sola domanda i vini italiani figurano primi di quelli francesi: nel rapporto prezzo qualita. In tutte le altre scale sono secondi, talvolta molto distanziati dai francesi. Per fortuna i francesi sono primi anche nella unica categoria negativa, quella dei “vini cari”, dove staccano di gran lunga tutti gli altri. Insomma quali sono i punti forti del vino italiano? Secondo questi consumatori i vini italiani “sono buoni” (7.8) e hanno una buona immagine (7.7).


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L'immagine del vino in Europa – studio Calwine

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SONDAGGIO ITALIA 1

Uno studio dell’agenzia californiana del vino che riprenderemo di nuovo per i vini del nuovo mondo ha intervistato 4400 consumatori europei equamente distribuiti in Germania, Paesi Nordici, Russia, Polonia, Svizzera e Olanda. Ha provato la “brand awareness”, ha chiesto le abitudini di consumo. Il quadro e’ chiaro: la Francia e’ davanti a noi in modo piuttosto significativo, sia come percezione sia come consumo abituale. In un prossimo post vedremo come questi consumatori hanno risposto alle domande sulla bonta’, rapporto prezzo qualita’ e via dicendo. Le conclusioni sono queste: il vino italiano e’ secondo a quello francese quasi in tutte le statistiche e dappertutto, salvo qualche punta di eccellenza in Germania, Danimarca e Svizzera. Il vino e’ per i consumatori di questi paesi principalmente francese piuttosto che italiano (90% a 76%), e ci sta. Ma quello che piu’ mi fa pensare e’ che il vino italiano non riesce a essere “proporzionalmente” forte nel consumo abituale come lo e’ in altre graduatorie. In questa particolare classifica, e lo vedremo in un prossimo post, scopriremo perche’: questi consumatori trovano il vino italiano particolarmente caro.


SONDAGGIO ITALIA 4

Partiamo con brand awareness e abitudini di consumo. Il 76% degli intervistati riconosce il vino italiano senza essere sollecitato. Un buon livello, ma lontano dal 90% del vino francese e non troppo lontano dal 73% della Spagna. Consoliamoci: la Germania sta al 53% e i paesi del nuovo mondo non superano il 43% (Cile). Volendo spulciare la brand awareness del vino italiano, siamo molto conosciuti in Svizzera (87%) e in Danimarca/Polonia/Germania (80-82%), mentre siamo abbastanza stranamente poco conosciuti in Olanda (62%). Giusto per sgomberare il campo da dubbi, non c’e’ un paese tra quelli analizzati dove stiamo davanti alla Francia, nemmeno in Svizzera. Invece, contro il normale terzo classificato che e’ la Spagna, siamo indietro in Olanda (71% per gli spagnoli) e in Svezia.
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