Germania


La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2010

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Se qualche giorno fa abbiamo osservato il boom dei prezzi dei grandi vini, con questo post cerchiamo di mettere a fuoco le cause e chi sono i 100 grandi nomi nel mirino degli investitori. Dunque, il Liv-ex fa una specie di statistica dove considera 5 fattori: (1) il peso totale del marchio sugli scambi del loro “mercato”; (2) il punteggio medio assegnato dalle guide; (3) il prezzo per cassa (sterline); (4) l’andamento dei prezzi rispetto allo scorso anno; (5) il valore stimato del marchio come numero di casse prodotte per valore per cassa da loro registrato. Da questo calcolone esce una classifica che, guarda un po’, e’ la stessa che fece Napoleone nel 1855. Difatti nel loro studio appare Napoleone sulla copertina. In 155 anni non abbiamo scoperto niente…

Prima di commentare i numeri e la (bassa) posizione dei nostri marchi, e’ il caso di elencare le ragioni che Liv-ex porta per spiegare il boom dei prezzi (+13% sui 100 nomi in media ma +38% sui primi 10 marchi) e le spiegazioni sul trend delle varie categorie: (1) i prezzi dei grandi marchi sono guidati dalla domanda asiatica; (2) per la prima volta da 5 anni che fanno la classifica i 5 premier cru di Bordeaux sono ai primi 5 posti; (3) e’ tutta colpa dei cinesi se esplode la domanda dei marchi facilmente riconoscibili ad elevati volumi della sponda sinistra di Bordeaux; (4) siccome non ci sono abbastanza grand cru si stanno adesso concentrando sui secondi vini; (5) lo Champagne va male perche’ la sua domanda e’ essenzialmente “occidentale” e poco “orientale”; (6) lo Chateneuf-du-Pape va particolarmente bene.

Questo post l’ho tenuto espressamente con i numeri e no grafici perche’ e’ bello leggerlo e consultare la statistica. Colore shocking a causa di vecchio excel… perdonerete… Ho spaccato la tabella per esigenze di spazio e dimensione dell’attachment.



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Germania – superfici e produzione di vino – aggiornamento 2009

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Il wine institute tedesco ha pubblicato i dati sul 2009 che commento brevemente a punti:
• La Germania ha prodotto relativamente poco vino nel 2009. Gli ettolitri sono stati 9.2 milioni su una superficie di poco piu’ di 100mila ettari. Si tratta di un calo dell’8% rispetto al 2008 e del 3% rispetto alla media degli ultimi anni (2002-2008).
• Le superfici vitate invece continuano a salire in di anno in anno, superando la soglia di 100mila ettari che era stata sfondata al ribasso nel 2002. Purtroppo i dati specifici per vitigno (che negli anni passati mostravano dei trend molto interessanti relativamente alla ripresa del Riesling a discapito del Muller Thurgau).



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Importazioni di vino in Germania – dati primo semestre 2010

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Fonte: OEMV
Analizziamo oggi I dati sull’import di vino in Germania nei primi 6 mesi del 2010, come forniti da OEMV secondo le serie export. Vi dico subito che c’e’ qualche incongruenza con i dati pubblicati in Italia da ISTAT, anche se non si tratta di questioni particolarmente critiche. La Germania e’ un grande mercato come sapete: nei 12 mesi terminati a giugno 2010 ha importato vino per 2 miliardi di euro, corrispondenti a 14m di ettolitri. Come potete apprezzare dai dati, i tedeschi bevono la stessa quantita’ di vino estero dei 12 mesi a giugno del 2009 o del 2008, ma spendono di meno, circa l’8% in meno del 2009. Diciamo che sono tornati a spendere quello che spendevano nel 2008, annullando i guadagni del 2009.



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Le esportazioni 2009 dei principali paesi produttori di vino

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Oggi provo a fare un breve riassunto dell’andamento dell’export 2009 dei principali paesi del mondo, a valle dei dati sull’export americano. Come sottolinea anche OIV il 2009 e’ stato il primo anno in cui il commercio mondiale di vino e’ sceso. In questo campione che include Francia, Italia, Spagna, Australia, Cile, USA, Sud Africa e Argentina, il calo e’ stato del 2% per i volumi e dell’11% per i valori, espressi in euro. In questo contesto discendente, l’Italia diventa il leader indiscusso nei volumi esportati con 19.5m/hl, mentre rafforza la sua posizione di n.2 del mercato mondiale del vino dietro la Francia. Una posizione, questa, che difficilmente sara’ migliorata (i francesi fanno il 60% piu’ di noi con il 23% di volume in meno) o minacciata (dietro di noi vengono spagnoli e australiani che hanno ben pochi motivi per sorridere). Quindi tutto sommato le esportazioni italiane sono andate bene relativamente al resto, un pochino aiutate anche dal rafforzamento del dollaro. Il problema dell’Italia e’ che un vero n.2 dovrebbe essere anche un solido n.2 nella qualita’, cioe’ nel prezzo mix: in realta’ n.2 nel 2009 ci siamo diventati grazie al crollo piuttosto eclatante degli australiani e nonostante le nostre stesse esportazioni siano calate come prezzo mix; siamo pero’ sotto la minaccia di americani e argentini, che mostrano un trend ascendente.



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Germania – superfici e produzione di vino – aggiornamento 2008

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Siamo al secondo appuntamento con la Germania, per aggiornare al 2008 i dati relativi alla produzione e alle superfici vitate, sempre con i dati del German wine institute. La Germania una produzione di vino stabile, una crescente focalizzazione sul suo vitigno piu’ importante (il Riesling, a spese degli altri vitigni a bacca bianca) e, dopo una graduale riqualificazione della vigna verso i vini rossi (che sono passati dal 15% al 37% delle superfici vitate), una stabilita’ nella suddivisione dei vitigni. La specializzazione paga, e i tedeschi sembra la stiano mettendo in pratica…



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