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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2018

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Il Deutsche Wein Institute ha pubblicato il rapporto 2018 sulla produzione e consumo di vino e bevande alcoliche in Germania, con delle novità non proprio positive per il settore del vino. Alcuni segnali che avevamo menzionato lo scorso anno (sui dati 2017) si sono riproposti, nell’ambito di un mercato delle bevande alcoliche che è migliorato leggermente in valore (13.4 miliardi di euro di acquisti delle famiglie contro 13.2 miliardi del 2017). Il segmento del vino sta perdendo quota in termini di consumo (e i vini rossi più dei vini bianchi) e resta stabile in valore. Il problema è che la birra si sta riprendendo sia in volume (e non solo grazie alle “alternative” basate sulla birra) ma anche e soprattutto in valore. Comunque, i tedeschi nel 2018 hanno consumato 131.3 litri di bevande alcoliche, di cui 23.9 litri di vino e spumanti, il livello più basso dal 2006 a questa parte. Passiamo a commentare qualche dato.

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Delegat Group – risultati 2019

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Delegat’s archivia un altro anno di grande spessore con tutti gli indicatori che si muovono nella giusta direzione: nell’anno fiscale chiuso a giugno 2019 i volumi crescono del 10%, i margini sono in leggero miglioramento, gli investimenti sono calati leggermente lasciando spazio a un miglioramento del debito e della leva finanziaria, il ritorno sul capitale sale al 13% pre-tasse, un livello decisamente soddisfacente. Non solo, le prospettive del gruppo sono ben delineate: il produttore di Oyster Bay e Barossa Valley Estate prevede di portare i volumi dai 3 milioni di casse di oggi a 3.6 milioni entro il 2022 (il 21% in più per intenderci). Per il primo marchio, le vendite nel mercato americano saranno il fattore critico, mentre per il secondo si parla di una crescita a livello globale. Più nel dettaglio, per il 2020 si prevede una crescita dei volumi dell’8% ma un utile operativo stabile rispetto al 2019, che peraltro ha chiuso su livelli record. Il titolo in borsa ne beneficia: oggi Delegat ha un valore di 1.15 miliardi di dollari neozelandesi (665 milioni di euro) e un multiplo molto interessante di 22 volte gli utili, 14 volte l’EBITDA e 16 volte l’utile operativo. Passiamo ai dati.

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MGM Mondo del Vino – bilancio 2018

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I dati 2017 e 2018 di MGM Mondo del Vino sono stati impattati in modo piuttosto significativo da eventi non ricorrenti. Ricordiamo nel 2017 il forte incremento dei costi delle materie prime, mentre nel 2018 l’azienda è stata impattata da problemi connessi ad alcuni clienti dell’Est Europa, che hanno impattato le operazioni per un ammontare di 2.6 milioni di euro, che è tanto se si considera che l’azienda realizza un valore aggiunto di circa 10 milioni di euro. In tutti i modi, dopo una recensione del bilancio 2016 in cui ebbi diversi problemi di interpretazione dei dati (e alla quale vi rimando per una descrizione dell’attività e della struttura del gruppo), oggi mettiamo in linea dei dati 2017 e 2018 che sono incoraggianti dal punto di vista commerciale, un po’ meno dal punto di vista economico, visto il leggero deterioramento dei margini osservato negli ultimi due anni. Come dice il management nella magra relazione che accompagna il bilancio, il 2019 è previsto essere un anno decisamente migliore. Passiamo all’analisi di qualche dato.

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Cavit – risultati 2018/19

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Può sembrare strano, ma ci troviamo quest’anno a commentare il bilancio 2019 di CAVIT in maniera menomata. Nonostante la cooperativa abbia storicamente e lodevolmente reso pubblico il suo bilancio, al suo interno troviamo sempre meno informazioni. Un paio di anni fa si sono persi i dati precisi sulla mutualità e sul prezzo a cui sono stati liquidati i contributi dei soci. Quest’anno perdiamo la visibilità sul contributo dei vini fermi e degli spumanti alle vendite dell’azienda. Peccato. Facciamo con quello che abbiamo. E quello che abbiamo è un anno così così, negativamente influenzato dal calo dei volumi contribuiti e da un calo delle vendite in Italia, controbilanciato da un leggero incremento del fatturato estero. Nel corso dell’esercizio terminato a maggio 2019, la cooperativa ha ulteriormente rafforzato la sua posizione finanziaria, raggiungendo 37 milioni di euro di cassa (che a ben vedere andrebbero a compensare 57 milioni di debiti verso i soci). Come al solito per le cooperative, non è semplice trarre grosse conclusioni dagli utili, che sono essenzialmente legati alla controllata tedesca. Di certo, le liquidazioni ai soci sono calate da 98 a 94 milioni di euro. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Francia – produzione di vino 2018

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La produzione di vino francese è stata particolarmente ricca nel 2018, in linea con quanto visto negli altri paesi europei, frutto di condizioni climatiche eccellenti che hanno spinto la produzione soprattutto nelle zone più a nord del paese, come la Champagne, la Borgogna e l’Alsazia. Detto questo, la produzione di 49.5m di ettolitri, +34% rispetto al 2017, è del 13% superiore a quella dei 5 anni precedenti. Sullo stesso indicatore l’Italia è stata il 18% sopra, la Spagna il 17% e la Germania il 19%. La produzione mondiale dell’anno (294 milioni di ettolitri circa) è stata del 10% circa sopra la media. Entrando nel dettaglio, i maggiori scostamenti positivi sono stati nei vini comuni, nella produzione di vini atti alla distillazione e, direi di conseguenza, nei vini bianchi rispetto ai vini rossi. Per il 2019, i francesi prevedono un calo di oltre 7 milioni di ettolitri, per tornare a 42.5 milioni di ettolitri, il 6% sotto la media storica. Ma per ora restiamo sui dati del 2018.

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