Spumanti


Guido Berlucchi – risultati 2016

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Analizziamo oggi il bilancio 2016 di Guido Berlucchi, che l’azienda ha prontamente messo a disposizione. Da quest’anno l’azienda non redige più il bilancio consolidato, motivo per cui trovate nei grafici lo “stacco”. La differenza non è sostanziale, dato che delle due aziende vinicole non consolidate soltanto una ha un fatturato indipendente (l’altra è distribuita da Berlucchi). Diciamo che i 41 milioni di euro di vendite che vedete come dato 2016 sarebbero stati circa 44.4 milioni ove includessimo l’Antica Cantina Fratta, mentre l’utile netto aziendale da 4.7 milioni si sarebbe attestato a circa 5.0 milioni. Fatta questa premessa, i dati di Berlucchi sono piuttosto positivi, anche grazie all’assenza dei costi promozionali che avevano impattato negativamente nel 2015 in occasione dell’Expo. Se le vendite crescono soltanto del 2%, il progresso a livello di margine operativo lordo e utile netto è superiore al 15%. Come abbiamo visto già l’anno scorso, Berlucchi ha una posizione di cassa positiva (11 milioni, senza considerare il valore delle partecipazioni nelle due cantine non consolidate, in carico per oltre 15 milioni), leggermente calata nel 2016 per via della decisione di distribuire 6.5 milioni di euro di dividendi e di acquisire una quota della Antica Cantina Fratta. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2016

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L’Italia ha ulteriormente rafforzato la sua posizione di numero due mondiale nel mercato degli spumanti dietro la Francia nel corso del 2016. Lo sapevamo già, ma oggi ci dedichiamo alla visione di insieme delle esportazioni mondiali di vino spumante, un mercato cresciuto del 3% sia in dollari che in Euro nel 2016, con un più deciso progresso dei volumi, spinti all’insù proprio dall’Italia che ormai esporta in quantità quasi quanto la Francia e la Spagna messa insieme. Dopo questi tre paesi, come ben sappiamo, poco altro. La Francia continua a rappresentare oltre il 50% del mercato mondiale, ma l’Italia è passata dal 10% al 20% nel giro di 12 anni, “prendendosi molta della crescita del mercato”. Vediamo se riusciremo a confermare questi progressi anche in un anno più difficile come il 2017, con l’effetto negativo dei cambi (nel secondo semestre) e la debolezza strutturale dell’importante mercato inglese. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento luglio 2017

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Le esportazioni italiane di vino crescono del 10% anche in luglio (su una base di comparazione piuttosto facile, va detto), dopo un bimestre maggio-giugno a +12%.  Si archivia dunque un periodo primaverile particolarmente positivo che porta a +8% il saldo delle nostre esportazioni da inizio anno. E’ ripresa la crescita nel Regno Unito, anche se non più sostenuta come negli anni scorsi, si intravede qualche segnale di indebolimento nel mercato americano (dobbiamo ricordare che il cambio si è fortemente svalutato) che però è attualmente compensato dalla ripresa del nostro export inglese e da altri due-tre mercati medio grandi come il Canada, la Francia e la Svezia. Cosa ci aspetta di qui a fine anno? L’anno scorso le esportazioni luglio-dicembre si incrementarono del 9% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi 7 mesi dell’anno scorso furono in crescita soltanto dell’1%. Come dire che il problema di mantenere questo ritmo comincia adesso, anche considerando il deterioramento dei principali rapporti di cambio con l’Euro…

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – primi nove mesi 2017

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Fonte: IRI

Le vendite al dettaglio di vino in GDO sono cresciute anche durante l’estate, con un ritmo del 2.6%, come in passato supportato dai vini spumanti italiani (+10%) e, all’interno dei vini fermi, dai vini di qualità (DOC +3%). Come abbiamo già avuto modo di sottolineare i driver di crescita delle due categorie, fermi e spumanti, sono diametralmente opposti e in qualche modo assimilabili ai dati che leggiamo sul commercio estero: nel caso dei vini spumanti tutta la crescita è legata ai volumi, che ormai sono oltre 650mila ettolitri annuali, mentre per quanto riguarda i vini fermi, i volumi (6.5 milioni di ettolitri circa) sono costantemente in calo (salvo l’oasi felice dei vini DOC, e in parte dei vini IGT) e più che compensati dal miglioramento del prezzo-mix, sia per il trasferimento tra le categorie che all’interno delle categorie stesse. Passiamo all’analisi dei dati.

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Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2016

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Laurent Perrier ha subito come i suoi concorrenti il forte rallentamento del mercato inglese, legato alla Brexit e alla corrispondente svalutazione della sterlina. Chi legge il blog sa che dei tre piccoli produttori (Lanson BCC, Vranken Pommery sono gli altri due), Laurent Perrier è quello con i risultati normalmente migliori, sia dal punto di vista commerciale che dei margini. Così è stato anche nel 2016 (che per LP significa 12 mesi a marzo 2017), anno in cui l’azienda ha perso il 6% in termini di vendite (di cui il 2% a causa dei cambi) ma ha mantenuto i margini quasi stabili. Risultato finale: un utile operativo in calo dell’8% contro il meno 10-15% dei due concorrenti. Nel frattempo i programmi di sviluppo e di investimento dell’azienda non si fermano, nonostante il 2017 non porta buone notizie, a causa del taglio dei volumi produttivi legati alla gelata primaverile. Passiamo all’analisi dei dati. Continua a leggere »