Spumanti


Schloss-Wachenheim – risultati 2016/17

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Sektkellerei Schloss Wachenheim ha chiuso il 2016/17 con utili in netto miglioramento, a fronte di vendite stabili, soprattutto a causa della scadenza di alcuni contratti di private label in Germania. Il mercato azionario ha comunque apprezzato l’incremento dell’utile netto del 16% e ha spinto la capitalizzazione di mercato dell’azienda del 40%. Oggi SSW ha un valore in Borsa di circa 160 milioni di euro e un valore d’impresa di circa 200 milioni, a fronte di un EBITDA di 30 milioni e un utile operativo di 22 milioni. Oltre al miglioramento dei margini, SSW ha anche messo a segno una acquisizione nel mercato tedesco di un distributore che dovrebbe aumentare le possibilità di distribuzione dei suoi prodotti. Passiamo all’analisi dei dati 2017.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2017

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I numeri di Lanson sui primi 6 mesi dell’anno sono decisamente deboli, anche se la stagionalità delle vendite di Champagne è molto spostata sulla parte finale dell’anno e anche considerando una base di confronto molto difficile dell’anno scorso. Il fatturato crolla in Francia (-11%), mercato chiave per l’azienda molto più che per i suoi concorrenti, e in Europa (-16%) e non bastano i forti progressi negli altri mercati a raddrizzare le vendite, che segnano un pesante -7%. Il resto dei conti va di conseguenza, con margini dimezzati e un utile netto quasi azzerato per i primi 6 mesi dell’anno. Il debito cresce ma ciò si ricollega più all’incremento delle scorte di Champagne a invecchiare, dato che l’azienda non distrugge cassa (per ora). Di sicuro, anche considerando le scorte, un rapporto debito/EBITDA di 20 volte comincia a diventare piuttosto preoccupante. Difatti, di fronte a un livello simile, il concorrente Vranken ha deciso di vendere alcune attività (Listel) per ridurre il debito. In tutti i modi, quello che mi fa sorridere guardando la tabella è la frase contenuta nella relazione sulla gestione, che si sono dimenticati di cambiare dall’anno scorso “En raison de la saisonnalité des ventes de Champagne, ces résultats positifs ne peuvent être extrapolés à l’ensemble de l’exercice 2017.” E le vendite del terzo trimestre continuano a calare, del 3% circa. Passiamo ai dati.

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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2017

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Vranken Pommery ha avuto un buon primo semestre 2017 nonostante il mercato dello Champagne, come vedremo anche nel prossimo post su Lanson, sta subendo l’impatto della debolezza della sterlina e delle vendite in Francia, cioè i due più importanti mercati per il prodotto. Nel semestre, le vendite sono cresciute del 6%, il MOL cresce del 9% e l’utile operativo torna sopra 3 milioni di euro, lontano dal passato (dove c’era un perimetro di consolidamento diverso), ma in recupero per il secondo anno di fila. La struttura finanziaria continua a peggiorare, però. Ciò ha convinto il management a prendere provvedimenti e a vendere la quota detenuta in Listel per 43 milioni al partner Castel Freres. A seguito dell’operazione, Vranken dovrebbe mostrae una leggera riduzione del debito, salito a 723 milioni di euro, 20 volte il MOL e 65 milioni al di sopra del valore del magazzino. Passiamo all’analisi dei numeri del semestre.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento settembre 2017

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Il rallentamento del vino italiano in USA preannunciato dai dati import americani si materializza nel report Istat di settembre 2017. Il calo dell’8% del dato sull’export nel paese a stelle e strisce (non molto dissimile dalla svaluazione della valuta) toglie 15-20 milioni rispetto alla crescita vista nei mesi precedenti e quindi circa il 3-4% al ritmo delle esportazioni del mese. In altre parole, il dato che commentiamo stasera di 512 milioni, +0.1%, sarebbe stato circa +2% se gli USA fossero stati stabili e +3/4% se invece fossero cresciuti come nei mesi precenti. In realtà il mese non è andato bene neanche in Germania e Regno Unito (-7% e -4% rispettivamente), ma è stato fortunatamente compensato da alcuni paesi importanti come Svizzera, Francia e Svezia che sono cresciuti più velocemente che in precedenza. Cosa ci aspetta negli ultimi 3 mesi dell’anno? Beh, la debolezza del dollaro si farà sentire ancora, mentre la base di comparazione diventa relativamente più facile, soprattutto a ottobre e dicembre. Vedremo. Per intanto vi allego qualche grafico di aggiornamento sugli USA e anche sulle esportazioni asiatiche, che cominciano ad accelerare. Passiamo ai dati di dettaglio.

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Terra Moretti divisione vino – dati pro-forma 2016

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Terra Moretti sta emergendo come una delle principali aziende italiane nel settore vinicolo, dopo l’acquisizione delle attività vinicole di Campari (Sella & Mosca e Teruzzi & Puthod), che affiancano Bellavista, Contadi Castaldi, Petra e Tenuta La Badiola. L’analisi dei dati non è semplice, per via della complessa struttura societaria del gruppo, dove l’attività storica delle costruzioni e immobiliare si fonde con quella del settore alberghiero/ristorazione e con quella vinicola. Quest’ultima poi resa ancora più complicata dal fatto che Bellavista è una società semplice e non consolidata nel resto del gruppo. Quali sono dunque le dimensioni di Terra Moretti? Nel 2016, considerando le acquisizioni, la parte relativa al vino raggiunge 63 milioni di euro di vendite per circa 9 milioni di bottiglie vendute, di cui oltre 6 provengono dall’acquisizione delle attività di Campari, con un EBITDA di 9-10 milioni (cui se ne aggiungono circa 8 dagli altri settori di attività) e un patrimonio di 882 di ettari di vigneto. Passiamo a qualche altro dato e a spiegare la complessa struttura del gruppo.

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