Spumanti


Esportazioni di spumante italiano – sommario 2007

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[English translation at the end of the post]
Le esportazioni di spumante nel 2007 sono state il principale fattore trainante del commercio estero italiano di vino. Sono cresciute da 300m a 387m, +29%, con un progresso sia in termini di volume (+14%) che di prezzo mix (+15%). Nel post troverete anche il dettaglio dei primi 10 mercati dello spumante italiano (dove si distinguono Spagna e Russia per l’evoluzione nel 2007) e un’analisi del peso di alcuni mercati per lo spumante contro il relativo peso per i vini imbottigliati. Il primo grafico vi indica l’evoluzione del fatturato: le barre blu sono tutte verso l’alto e questo vuol dire che le esportazioni sono cresciute in ciascun mese dell’anno rispetto all’anno precedente; la riga nera si ferma appunto a 387m: come vedete visivamente, la crescita e’ accerelata proprio nei mesi finali dell’anno, che sono quelli dove si concentrano le esportazioni (il 40% negli ultimi 3 mesi).

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LVMH divisione vino – risultati 2007

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LVHM ha pubblicato a Febbraio i risultati 2007, di cui analizziamo specificatamente la parte relativa al vino e agli spirits. Anticipando la conclusione, i numeri indicano che LVMH sta performando come un orologio svizzero, con un ritorno sul capitale costante intorno al 12%, dei margini in leggero miglioramento (grazie alla parte spirits) e un fatturato in buona crescita (quasi +8%) essenzialmente guidato dai maggiori volumi. Cio’ ha spinto l’azienda a investire pesantemente nel 2007 nella divisione (EUR181m rispetto a poco piu’ di EUR100m nel 2006).

LVHM published its 2007 results, which we analyse only for the wine/spirits business. Figures show that the company is performing well, with a constant return on capital at 12%, slightly improving margins in the spirits business and a good top line growth (+8%), mainly driven by volumes. This allowed LVMH to invest heavily in 2007 (EUR181m vs. EUR100m in 2006).

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Il fatturato cresce del 7.7% a EUR3226m, di cui EUR1802m nella divisione vino e Champagne (+7%) e EUR1424m nella divisione Cognac e spirits (+9%). E’ stato un anno essenzialmente guidato dai volumi, che sono cresciuti dell’8% a livello annuo, con una accelerazione nella seconda meta’ dell’anno (+9%), mentre il prezzo-mix e’ sceso leggermente (-0.5% nell’anno e -1% nel secondo semestre), essenzialmente a causa del peggioramento dei cambi (che hanno inciso negativamente per oltre il 5%). Come vedete, il peggioramento del prezzo mix ha essenzialmente inciso sulla parte vino/Champagne, dove il prezzo medio e’ sceso da 20.6 a 20.1 euro a bottiglia (!), mentre la parte Cognac/spirits e’ leggermente cresciuta, da 13.8 a 14.1 euro a bottiglia.

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Sales were up 7.7% to EUR3226m in 2007, of which EUR1802m for wines and Champagne (+7%) and EUR1424m for Cognac/spirits (+9%). It has been a year essentially led by volumes, which were up 8% on a yearly basis, with an acceleration in H2 (+9%), while price mix slightly worsened (-0.5% for the year, -1% for H2), mainly due to the worsening of the exchange rates (over 5% negative impact). As you can see, the worsening of the price mix was just in the wine/Champagne division, from 20.6 to 20.1EUR per bottle, while for Cognac and spirits the company performed better, moving from 13.8 to 14.1 per bottle.

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L’analisi del fatturato per area geografica ci ripropone il tema dei cambi, che ha chiaramente influenzato le vendite in USA, rimaste sostanzialmente stabili e raggiunte dall’Europa (Francia esclusa) che ha invece realizzato una crescita del 12% nel corso del 2007 (ma con un visibile rallentamento nella seconda parte dell’anno). In Francia il fatturato e’ cresciuto dell’8%, mentre in Asia a fronte di un ottimo primo semestre, nel secondo le vendite sono cresciute soltanto del 4%. Sempre molto bene la strategia di diversificazione geografica, con le vendite negli altri paesi in crescita del 20%.

Sales by region is highlighing the impact of exchange rates, which were clearly affecting US business, flat, while Europe was posting a very good 12% growth (but slowind down in H2). France was ok at +8%, while Asia had a slowdown in H2 at +4% after a double digit performance in H1. Still very good the diversification strategy, which led sales in other countries up 20%.

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I volumi di Champagne sono cresciuti del 4% circa nell’anno, praticamente soltanto nel primo semestre (+9%), raggiungendo 62m di bottiglie nel 2007. Le vendite di Cognac sono andate meglio, con una crescita del 10% a 61m di bottiglie nel 2007, con una accelerazione nella seconda parte dell’anno (+12% contro il +8% del primo semestre). Per quanto riguarda le altre categorie, gli altri spirits hanno raggiunto 29m di bottiglie (con un recupero nel secondo semestre, +15% dopo un primo semestre stabile) mentre la divisione vino ha avuto ancora una volta un ottimo anno con una crescita del 13% dei volumi a 39m di bottiglie (+13.6% nel secondo semestre).
Champagne volumes were up 4% in 2007, mainly achieved with the +9% of H1, at 62m bottles. Cognac sales were better at +10%, with a +12% in H2, reaching 61m bottles. Other spirits reached 29m bottles, with a good recovery in H2 at +15% after a flat H1, while wine business was again growing very well with volumes up 13% to 39m bottles (+13.6% in H2).

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Passiamo ai margini, che sono stati in leggero miglioramento dal 32.1% al 32.8% in termini di margine operativo netto, segnando in valore assoluto una crescita del 10% a 1058m. Come vedete dal grafico, questa crescita e’ stata sostanzialmente merito della divisione Cognac che e’ passata dal 21.6% al 22.6%, mentre la parte vino e Champagne e’ rimasta stabile su un livello (stratosferico) tra il 45% e il 46%.
Moving to margins, they improved slightly from 32.1% to 32.8% (EBIT) with a absolute value of 1058m (+10%). As you can see from the graph, this growth was essentially led by Cognac and spirits which moved from 21.6% to 22.6%, while wine and Champagne was flat at a huge level of 45-46%.

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Passando al ritorno sul capitale ritorniamo sulla terra, con un livello stabile del 12%, a causa essenzialmente della crescita del capitale investito da EUR7.9bn a EUR8.7bn. Di questo capitale investito una parte molto significativa e’ rappresentata dai prodotti in fase di invecchiamento, che rappresentano un immobilizzo colossale, pari a circa EUR2.7bn, cioe’ un valore dell’83% circa del fatturato annuo.
Return on capital is more normal, at around 12%, mainly due to the heavy growth of capital employed fro EUR7.9bn to EUR8.7bn. Of this capital, a significant portion is represented by ageing products, for roughly EUR2.7bn, which is a portion of roughly 83% of the yearly sales.

Boizelle Chanoine – risultati 2007

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Parliamo oggi di Boizelle Chanoine, che ha appena fornito i risultati annuali e che e’ stato protagonista nel corso degli ultimi due anni di una crescita prodigiosa grazie all’acquisizione della Maison Burtin e di Champagne Lanson completata a Marzo 2006. Oltre a rappresentare il n.2 del mondo dello Champagne dietro a LVMH (che e’ tra tre e quattro volte piu’ grande), e’ interessante osservare l’azienda perche’ si possono apprezzare i forti miglioramenti che l’acquisizione ha portato sia in termini di margini delle aziende acquisite che in termini di ritorno per gli azionisti (rapidamente cresciuto grazie alla leva finanziaria). Come vedete da questo primo grafico, Boizelle ha molto velocemente preso piede superando sia Vranken Pommery che Laurent Perrier. Tra i suoi marchi ora figurano Burtin e Lanson, oltre a Boizelle, Chanoine e Philipponat.

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We review today the operations of Boizelle Chanoine, which just released 2007 results and which strongly increased its business over the last 2 years on the back of the acquisition of Maison Burtin and Champagne Lanson completed in March 2006. Today, this company is the n.2 in the Champagne production after LVMH (which is much larger). It is very interesting because it shows how a company can strongly improve profits and return for its shareholders by carrying out acquisitions. As you can see from the first graph, Boizelle passed both Vranken and Laurent Perrier in terms of sales in 2006. Among its brands, you can now find Burtin, Lanson, Boizelle, Chanoine and Philipponat.

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Il fatturato nel 2007 e’ cresciuto da 311m a 359m, +15%, sostanzialmente grazie al consolidamento delle nuove acquisite. Spaccando questo 15%, infatti, si nota come i volumi siano cresciuti del 3% a 21.6m di bottiglie, il prezzo mix e’ stato stabile, mentre un 12% di incremento e’ stato generato dall’inclusione delle nuove acquisite che nel precedente anno erano state consolidate soltanto a partire dal secondo trimestre.
Sales in 2007 grew from 311m to 359m, +15% mainly thanks to the consolidation of the new companies. The breakdown of growth is: +3% volumes to 21.6m bottles, a stable price mix and a 12% increase deriving from the consolidation of the acquisitions from January in 2007 (vs. April in 2006).

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Vediamo cosa e’ successo ai margini del gruppo. Le acquisizioni hanno buttato giu’ i margini dal 15% al 12% tra il 2005 e il 2006, essenzialmente perche’ le societa’ acquisite avevano dei margini piu’ bassi (sia per il tipo di prodotto che per la piu’ limitata integrazione a monte nella produzione di uva). In realta’ e’ piu’ importante dire che l’utile operativo e’ passato da 15m a 37m e che l’utile netto e’ balzato da 8m a 15m tra il 2005 e il 2006. Nel 2007 invece si sono estratte le sinergie e il margine del gruppo e’ ritornato vicino al 15%, garantendo un altro anno di crescita esplosiva dell’utile operativo, +40% a 52m. E gli utili gli sono andati dietro, un altro +45% a 21m di euro (EUR25m se aggiustato per gli oneri straordinari). Quindi il risultato delle acquisizioni e’ stato veramente molto positivo: la Boizelle Chanoine e’ passata da essere una societa’ minore con meno di 100m di fatturato e 8m di utile a una azienda che fattura 360m e produce utili di oltre 20m di euro. Questo la mette in una prospettiva radicalmente diversa nel settore. La maggiore cassa che genera le consentira’ di crescere ulteriormente comperando altri operatori.

The trend of margin is the most interesting to see. The acquisitions were impacting negatively the operating margin which went down from 15% to 12% from 2005 to 2006 (acquired companies were less integrated in the production). It is however more important to note that operating profit moved up from 15m to 37m and that net profit nearly doubled from 8m to 15m between 2005 and 2006. In 2007, synergies started to flow through and Boizelle was back to its historical 15% margin, with another strong growth in absolute term (+40% to EUR52m). Net profit was following the same trend, +45% to EUR21m (EUR25m when restated for restructuring charges). As a result, acquisition were a big positive for Boizelle, which moved from a 100m sales/8m net profit to a 360m/21m range. This puts the company into a new perspective with more cash generation and more opportunity to further be an active consolidator in the Champagne segment.

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Le acquisizioni hanno ovviamente determinato un balzo del capitale investito, che vedete essere passato da 165m a 648m nel 2006, per poi ridiscendere a 615m nel 2007 grazie a una svendita dei magazzini che a valle delle operazioni era arrivato a 461m di euro (433m a fine 2007). Chiaramente queste operazioni hanno comportato dei significativi impatti sul debito, che e’ passato da 104m nel 2005 a 494m nel 2007. Il debito e’ estremamente elevato, ma e’ garantito dal magazzino che ha un valore di mercato quasi equivalente. Questo e’ un vantaggio delle aziende vinicole, e di Champagne in particolare (dato che hanno maturato questa consapevolezza del valore del loro magazzino).
Acquisitions were also implying a jump of capital employed, moving from 165m to 648m in 2006 and to 615m in 2007. This small reduction occurred following are reduction of stocks from 461m to 433m. These operations were clearly implying a big jump of debt from 104m in 2005 to 494m in 2007. Debt is very high, but it is guaranteed by a stock of products which is very significant. This is an advantage of wine companies, which have big stocks but also an additional way to guarantee their borrowings.

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I ritorni sul capitale come vedete sono nell’ordine dell’8-9% sul capitale investito (con l’eccezione dell’anno dell’acquisizione), mentre il ritorno per l’azionista cresce dal 12-13% (post tasse) al 17.5% del 2007. Questo e’ il risultato della leva finanziaria: usare cioe’ i soldi degli altri (se te li danno!) e investirli con un ritorno superiore al tasso di interesse pagato, tenendosi quindi la differenza…
The return on capital is in the region of 8-9% (with the exception of the year in which the acquisitions were made), while the return on equity moved from 12-13% to 17.5% in 2007. This is the result of the financial leverage: in other words, if you succeed in getting a higher return on the investment compared to the interest rate you pay, all the gap is additional money you put in your pocket.

Champagne – esportazioni 2007

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Le esportazioni di Champagne sono andate a gonfie vele anche nel 2007, con un incremento del 10% a valore (a EUR2.37 miliardi di euro). Cio’ corrisponde a un volume di 110m di litri (circa 147m di bottiglie rispetto a un totale di oltre 320m). Come potete vedere, tutti gli indicatori sono positivi: i volumi crescono del 5.5% (rispetto a un +11% registrato nel 2006), il prezzo-mix migliora del 4.5% (+3.5% nel 2006 rispetto al 2005). Nel resto del post ci occuperemo di analizzare dove va questo Champagne e a che prezzo, e scopriremo che il mercato italiano e’ particolarmente appetibile in quanto accoppia una dimensione significativa a un prezzo medio molto piu’ elevato della media.
Champagne exports for 2007 performed very well with a 10% increase in value (EUR2.37bn), implying 110m liters (147m bottles). As you can see from the graph, all indicators are positive: volumes are up by 5.5% (vs. +11% in 2006), price-mix improved by 4.5% (+3.5% in 2006 vs. 2005). In the rest of the post we will focus on geographical performance and we will discover that the Italian market is paritcularly appealing as it couplet a significant size with a very high average selling price.

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Passiamo all’analisi geografica dell’export.
Let’s move to the analysis by country:

• L’Inghilterra resta il primo mercato per lo Champagne: copre circa il 25% delle esportazioni a valore (EUR580m) e il 28% del volume (circa 42m di bottiglie), con un prezzo medio che viaggia sui 18 euro al litro rispetto ai 21.4 medi del 2007. E’ chiaramente il mercato a maggior crescita per lo Champagne, in quanto accoppia una dimensione significativa a un tasso di crescita sopra il 10% sia nel 2006 che nel 2007, in cui e’ cresciuto di quasi il 12%. Questa crescita appare anche molto ben bilanciata tra i volumi, che crescono del 4-5% annuo e il prezzo-mix, che fa la parte restante nonostante il graduale deprezzamento della sterlina contro l’Euro.
• UK is the major market for Champagne, with 25% of exports by value (EUR580m) and 28% of volume (roughly 42m bottles). The average price is however below the average of exports (18EUR vs. 21EUR). This is clearly the key growth market for Champagne, as it couples a very large size with a double-digit growth in both 2006 and 2007. This growth is also well balanced between volumes (+4/5% both in 2006 and 2007) and price-mix, which is the remaining portion, despite the gradual devaluation of the currency vs. Euro.

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• Il secondo e terzo mercato sono gli USA e il Belgio. Li metto insieme perche’ osservando i dati si nota che questi mercati si sono mossi in modo esattamente speculare, come se una parte delle esportazioni negli USA (passate da 409 a 236m di euro) fossero state automaticamente compensate dal Belgio (piu’ che raddoppiato da 125m a 325m di euro). Se prendiamo questi due mercati insieme, osserviamo una crescita del 5% nel 2007, rispetto a un +8.7% del 2006 e soprattutto inferiore al +10% del totale export.
• The second and third markets are USA and Belgium. I put them together as looking at the figures these markets moved as a mirror, as if some export to the US of 2007 (moved from 409m to 236m) were passing from Belgium (which more than doubled from 125m to 325m euro). If you take these two markets together, you would get a picture of 5% growth in 2007 after a 9% in 2006, below the overall trend of exports.

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• Dove sono dunque gli altri mercati dove lo Champagne e’ andato forte? Beh, partiamo con l’Italia che a dispetto dell’economia debole non e’ stata indietro neanche nel 2007, con un incremento del 10.3% a 216m di euro, esattamente in linea con il trend del totale export. Soprattutto, come vedete dal grafico l’Italia e’ il miglior mercato in termini di prezzo di vendita tra i grandi mercati di esportazione dello Champagne (28 euro contro 21 di media). Per trovare un mercato dove i prezzi sono migliori, bisogna scendere al Canada (30) che pero’ importa 1.1m di litri contro i 7.7m dell’Italia. Quello che in Italia nel 2007 non ha funzionato sono stati i volumi, che sono invece scesi del 2% nel 2007, dopo pero’ un grande balzo (+18%) dell’anno precedente.
• What are the other good markets? Starting from Italy, we note that in 2007 exports were good at +10.3% or EUR216m, in line with the total figure. As you can see from the graph Italy is also the country among large ones which is buying Champagne at the highest price (better mix, 28EUR vs. 21EUR average). To find a market where prices are better, you would need to go to Canada (30EUR) with 1.1m liters vs. 7.7m of Italy. What in Italy did not work in 2007 were volumes, which were down 2% after the big jump recorded in 2006 (+18%).

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• Torniamo ai mercati in crescita: Singapore (+24% a 157m di euro), Spagna (+30% a 80m di euro) e Svezia (+37% a 31m di euro). I mercati meno performanti invece sono stati la Svizzera a +3% e il Giappone a -7%.
• Back to growth markets: Singapour was +24% to 157m, Spain +30% to EUR80m and Svezia (+37% to 31m). Underperforming markets are Switzerland with +3% and Japan with -7%.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento settembre 2007

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Fonte: ISTAT (www.coeweb.istat.it, serie 220410)
La nicchia degli spumanti sta ancora andando molto bene e non mostra significativi segni di rallentamento, come invece hanno fatto segnare i vini fermi (sfuso in particolare). Le esportazioni hanno raggiunto EUR343m su base annua a fine settembre, +18% e anche il singolo mese e’ andato piuttosto bene con esportazioni per EUR36m (+11.4%). La performance delle nostre esportazioni di spumante resta sempre migliore rispetto alle importazioni dello stesso tipo di prodotto, che sono rimaste pressoche’ stabili rispetto a giugno nell’intorno di EUR190m annui. La bilancia commerciale continua dunque a migliorare, portandosi al valore record di EUR154m di euro. Per gli spumanti, comunque, sara’ critico il prossimo bimestre (ottobre-novembre) in cui vengono realizzati volumi molto superiore agli altri mesi dell’anno.

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Sparkling wine niche continued to perform extremely well, with no signs of the slowdown which was hitting Italian still wine exports (unbottled in particolar). Exports reached EUR343m for the 12 months at end-September, +18%, and also the month of September was very good at EUR36m (+11.4%). The performance of sparkling wine imports in Italy were instead quite flattish over the last 3 months at around EUR190m. The commercial bilance is therefore up to the all-time high of EUR154m. As far as sparkling wines is concerned, however, it will be critical to assess October and November performance, which is critical for the overall yearly figures.

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