Spumanti


Champagne – vendite e andamento superfici e rese produttive – aggiornamento 2007

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Fonte: Boizel Chanoine Champagne company report
Aggiorniamo al 2007 le statistiche relative allo Champagne. Le vendite sono cresciute del 5.3% a 338.7m di bottiglie, dopo essere salite del 4.6% nel corso del 2006. Le principali conclusioni della nostra analisi sono: (1) c’e’ stato un forte incremento delle vendite dal 2000 in avanti, pari al 34% cumulato dal 2001; (2) a questo incremento si e’ fatto fronte con un aumento del 9% delle superfici vitate, da 30500 a 32722ha, ma soprattutto con un incremento del 25% circa della resa per ettaro. (3) I costi di produzione stanno crescendo rapidamente: sono passati da circa EUR450/q a EUR530/q in un paio di anni.


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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2008

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Il buon andamento delle esportazioni di spumante italiano ancora nel corso del primo trimestre del 2008 ha origine dalla straordinaria performance in alcuni paesi, quali il Regno Unito, che e’ diventato il primo mercato per questo prodotto. Cosi’ assistiamo a un vero e proprio boom delle esportazioni di spumante, che hanno raggiunto EUR418m sui 12 mesi a Marzo 2008 (+34%), con un incremento dei volumi del 11% e un miglioramento del prezzo-mix del 21%. In altre parole, secondo ISTAT l’Italia esporta 1.22m/hl a EUR3.41 al litro.


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Vranken Pommery – risultati 2007

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Vranken Pommery ha chiuso il bilancio 2007 con un incremento del 7% del fatturato e dell’11% dell’utile netto. E’ stato un anno buono, ma soprattutto la societa’ vede ulteriori miglioramenti all’orizzonte per il mercato dello Champagne. Per questo motivo ha deciso di segmentare la sua rete di vendita, creando una divisione dedicata a Vranken e una soltanto per Pommery nei suoi mercati chiave (Francia, Benelux, Germania e Svizzera).

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Per il secondo anno consecutivo la crescita del gruppo e’ trainata dall’estero, che ha raggiunto 126m con una crescita dell’8%, mentre la Francia ha ulteriormente rallentato con un +5.7% nel 2007 dopo il 6.4% del 2006. Le vendite all’estero del gruppo hanno cosi’ raggiunto il 44% del fatturato, un livello intermedio tra Boizelle (piu’ focalizzata sulla Francia) e Laurent Perrier (che opera principalmente all’estero, oltre il 60% delle vendite). Nel fatturato di Vranken, che cresce del 6.9%, la componente predominante dello Champagne fa un +7.3%.

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Il management si e’ detto particolarmente soddisfatto dei margini nel 2007. In effetti il margine operativo lordo e’ salito del 9% nel 2007 a 60m, con un miglioramento del margine dal 20.6% al 21%, un livello molto simile a Laurent Perrier (e sempre molto lontano dalla profittabilita’ record di LVMH nel segmento vino). Con ammortamenti in leggera riduzione, l’utile operativo cresce dell’11% abbondante. L’incremento degli oneri finanziari non ha consentito all’utile netto di crescere di piu’: Vranken ha raggiunto EUR27m, +11% rispetto al 2006.

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L’evoluzione del capitale investito e’ molto interessante e spiega pienamente l’aumento degli interessi passivi. Vranken ha visto il suo capitale investito crescere a quasi EUR700m da EUR637m del 2006, essenzialmente a causa dell’aumento del capitale circolante. Le dilazioni ai clienti sono cresciute da 173 a quasi 200 giorni (un livello molto elevato) e il magazzino e’ balzato da EUR470m a EUR510m. Come abbiamo gia’ detto, il magazzino delle aziende della Champagne non e’ un “costo” ma viene considerato un investimento. Vranken sta lentamente accumulando scorte, essendo passata da 638 giorni di vendite a 648 giorni nel 2007. E non si dice nemmeno preoccupata dall’aumento del debito, che passa da 433m a 476m nel 2007, in quanto questo debito e’ ampiamente coperto dal valore del magazzino. Come dargli torto: secondo le previsioni di incremento della domanda di Champagne nel mondo e’ lecito aspettarsi prezzi in crescita… e quindi le banche sono ben felici di essere garantite dallo Champagne in cantina… e forse per queste aziende spingere molto sulla leva del fatturato e’ controproducente… meglio tenere il prodotto in cantina, il prossimo anno si vendera’ meglio…

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Terminiamo con il ritorno sul capitale, che non e’ particolarmente alto, ma come vedete in costante miglioramento. Il ritorno sul capitale e’ passato dal 6.8% al 7.3% in 2 anni e similmente il ritorno per l’azionista e’ salito dall’8.1% all 8.7% netto tasse. Visto il basso livello di rischio dell’attivita’ e il valore molto rilevante dei marchi di Vranken Pommery, tale ritorno appare particolarmente interessante.

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In 2007 Vranken Pommery posted an increase of 7% of turnover and 11% of the net profit. 2007 has been a good year, but Vranken expects a further improvement on the horizon for the market of Champagne. For this reason it has decided to segment its sales network, creating a two separate networks dedicated to Vranken and only Pommery in its key markets (France, Benelux, Germany and Switzerland).

For the second consecutive year growth of the group was driven by international markets, which reached EUR126m with a growth of 8%, while France further slowed down with a +5.7% in 2007 after 6.4% in 2006. Sales abroad of the group reached 44% of turnover, an intermediate level between Boizelle (more focused on France) and Laurent Perrier (which operates mainly abroad, over 60% of sales). In terms of revenue breakdown, the predominant component was Champagne with a +7.3%.

The management was particularly pleased with margins. EBITDA rose by 9% in 2007 to 60m, with an improvement in the margin from 20.6% to 21%, a level very similar to Laurent Perrier (but still very far from profitability of LVMH in its wine business). With a slight reduction in depreciation, operating profit grew by 11%. The increase of financial charges did not allow the net income to grow more: Vranken reached EUR27m, +11% compared to 2006.

The increase of capital employed fully explains the increase in interest expense. Vranken capital invested grew to almost EUR700m from EUR637m in 2006, mainly because of increased working capital. The receivable days grew from 173 to almost 200 days (a very high level) and the warehouse jumped from EUR470m to EUR510m. As we have already clarified, the stock of Champagne is not considered a pure “cost” nowadays but more something like an investment. Vranken is slowly accumulating stocks, they rose from 638 days of sales to 648 days in 2007. It is not worried by debt, which rose from 433m to 476m in 2007, as this debt is more than covered by the value of the stock. Their reasoning is the following one: according to the forecast the increase in demand for Champagne in the world will boost prices… as a result, banks are very happy to be guaranteed by Champagne in the cellar… and perhaps for these companies to sell too much bottles today is somewhat wrong, as they could get more next year…

A final point with the return on capital, which is not particularly high, but constantly improving. The return on capital rose from 6.8% to 7.3% in 2 years and the same trend was followed by the return for shareholders (8 .1% to 8.7% after tax). Given the low level of risk of the activity and the substantial value of the trademarks of Vranken Pommery, this return is particularly interesting.

Asti spumante – vendite 2007

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Fonte: Consorzio Asti
La denominazione Asti sta senza dubbio vivendo un periodo di ripresa. Le vendite sono balzate nel 2007 del 11% a 79m di bottiglie, grazie alla progressione del prodotto all’estero e in particolare in alcuni mercati quali la Russia. Menzionerei, come dato non secondario, che la denominazione Asti e’ caratterizzata da produttori mediamente grandi ed organizzati, anche grazie alla significativa dimensione dei volumi venduti e che il Consorzio ha condotto una pesante campagna pubblicitaria per rilanciare il prodotto proprio lo scorso anno. Come dicevamo le vendite totali hanno sfiorato i 600mila hl, contro 531mila del 2006. In un’orizzonte temporale piu’ lungo si nota meglio il balzo delle vendite, dopo anni in cui la crescita piu’ significativa era stata del 4% circa e in un paio di anni (2003-04) le vendite erano addirittura calate

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Campari divisione vino – risultati 2007

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Campari ha riportato dei buoni risultati anche nell’ultimo trimestre dell’anno per quanto riguarda la divisione vino. Come vedremo, la crescita organica si e’ mantenuta su livelli eccellenti, guidata dagli spumanti e vermouth Cinzano. Margini sono stabili e il ritorno sul capitale sta gradualmente (ma lentamente) migliorando. Sia margini che ritorni restano largamente inferiori al resto dell’attivita’ (incentrata sul segmento Spirits), cosa che non spinge Campari a una politica di espansione piu’ aggressiva nel mondo del vino.

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Campari reported good results also in the last quarter for its wine division. As we will see, organic growth stayed at an excellent level, led Cinzano sparkling wines and vermouths. Margins are stable and the return on capital is gradually (but slowly) improving. Both margins and returns remain however largely below the other divisions of the group. For this reason, Campari seems not keen to grow more aggressively in the wine business.

Partiamo con l’analisi del fatturato che ha raggiunto i 151m nel 2007, con una crescita annua del 12.2%, fatta sostanzialmente di un 12.5% di crescita organica e di un leggero impatto negativo dai cambi. A livello di quarto trimestre (il piu’ importante dell’anno), la crescita e’ stata del 7.9% (7.8% organica) con un fatturato totale di EUR59m, quindi quasi il 40% del totale annuo. Il primo grafico vi rende molto bene l’idea di come si muove il fatturato per trimestre di Campari.

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Sales reached 151m in 2007, with an annual growth of 12.2%, with an 12.5% organic growth and a slightly negative impact from forex. In Q4 (the most important of the year), growth was 7.9% (7.8% organic) with a total turnover of EUR59m, representing nearly 40% of the annual total. The first chart gives you a very good idea of how revenues are split over the quarters.

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Dal punto di vista dei margini invece le cose sono andate un pochino meno bene dello scorso anno. Nel secondo semestre (non ci sono dati trimestrali), Campari ha realizzato un margine lordo (dopo il costo del venduto) del 42.7% sul vino rispetto al 44% del secondo semestre 2006, mentre il trading margin (utile operativo prima dei costi generali) ha subito un calo dal 12.5% all’11.3%. In questa maniera il margine lordo del secondo semestre e’ salito del 5% soltanto, mentre trading profit e’ stato sostanzialmente stabile. A livello annuo, i margini di Campari non mostrano significative variazioni: il trading margin resta nell’intorno dell’11% (contro il 31-32% realizzato sia dagli spirits che dai soft drinks, cioe’ Crodino e Lemonsoda), la crescita annua nel 2007 e’ stata del 9.2%, sostanzialmente legata al fatturato piu’ elevato.

Margins were instead a bit less positive than last year. In the second half (there is no quarterly data), Campari achieved a gross margin (after cost of sales) of 42.7% on wine compared to 44% in the second half of 2006, while the trading margin (operating income before overhead costs) fell from 12.5% to 11.3%. As a result, the gross margin of the H2 rose by only 5%, while trading profit was broadly stable. In the full year, the margins of Campari did not show significant changes: the trading margin remains in the region of 11% (compared to 31-32% is realized by spirits that soft drinks, ie Crodino and Lemonsoda), the annual growth and in 2007 was 9.2% basically led by higher sales.

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Il principale motore di crescita del gruppo e’ chiaramente Cinzano, che ormai rappresenta il 60% del totale fatturato della divisione vini, come vedete suddiviso approssimativamente tra spumanti e vermouths in una proporzione 60/40. Come vedete dal grafico sulle crescite annue, negli ultimi due anni proprio Cinzano e’ stato protagonista della crescita piu’ significativa. In particolare la parte vermouths e’ andata molto bene nei mercati dell’Est Europa, con una crescita del fatturato di quasi il 20% nel 2007 a circa EUR37m. La parte spumanti invece e’ al secondo anno di crescita sopra il 10%, e ha ormai raggiunto la soglia dei 55m di fatturato. In poche parole, Cinzano e’ ormai il terzo marchio per importanza del gruppo dietro Campari e la vodka SKYY. Sella e Mosca ha finalmente vissuto un buon anno dopo due anni di riorganizzazione (+6.8%), ma resta la parte che cresce piu’ lentamente (per differenza il resto dei prodotti della divisione vino ha fatto circa +10.7% nel corso del 2007).
The main growth driver is Cinzano, which now accounts for 60% of the total turnover of the division, roughly divided between sparkling wines and vermouths in a 60/40 proportion. As you can see from the chart on annual growth over the last two years Cinzano had the most significant growth rates. In particular vermouths sold very well in Eastern Europe (Russia), posting an increase of turnover of almost 20% in 2007 to approximately EUR37m. Sparkling wines is instead in its second double-digit growth year and reached 55m turnover in 2007. In short, Cinzano is now the third most important brand of the group behind Campari and SKYY vodka. Sella and Mosca finally experienced a good year after two years of reorganization (+6.8% in 2007), but remains the laggard in the wine division of the group (the rest of the wine products grew approximately 10.7% in 2007).

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Con un capitale investito di EUR224m (circa il 20% del gruppo) e dei margini largamente inferiori al resto dell’attivita’ il ritorno sul capitale, seppur in graduale leggero miglioramento resta molto al di sotto del resto del gruppo. Parliamo del 7.4% contro il 23% della divisione spirits e un livello “incalcolabilmente” alto per il Crodino. Questa combinazione di basso margine ed ritorno sul capitale e’ probabilmente la ragione della mancanza di una politica di crescita piu’ aggressiva del gruppo nel segmento vino attraverso acquisizioni.
With capital invested of EUR224m (approximately 20% of the group) and lower margins, the return on capital is largely below the group average, albeit slightly improving. In 2007 it reached 7.4% against 23% of the spirits division and a very high level for soft drinks. This combination of low margin and return on capital are probably the reason for the lack of a more aggressive acquisition strategy of the group in the wine segment.