Spumanti


Asti spumante – vendite 2007

nessun commento

[English translation at the end of the document]
Fonte: Consorzio Asti
La denominazione Asti sta senza dubbio vivendo un periodo di ripresa. Le vendite sono balzate nel 2007 del 11% a 79m di bottiglie, grazie alla progressione del prodotto all’estero e in particolare in alcuni mercati quali la Russia. Menzionerei, come dato non secondario, che la denominazione Asti e’ caratterizzata da produttori mediamente grandi ed organizzati, anche grazie alla significativa dimensione dei volumi venduti e che il Consorzio ha condotto una pesante campagna pubblicitaria per rilanciare il prodotto proprio lo scorso anno. Come dicevamo le vendite totali hanno sfiorato i 600mila hl, contro 531mila del 2006. In un’orizzonte temporale piu’ lungo si nota meglio il balzo delle vendite, dopo anni in cui la crescita piu’ significativa era stata del 4% circa e in un paio di anni (2003-04) le vendite erano addirittura calate

asti07-1.jpg

Continua a leggere »

Campari divisione vino – risultati 2007

nessun commento

Campari ha riportato dei buoni risultati anche nell’ultimo trimestre dell’anno per quanto riguarda la divisione vino. Come vedremo, la crescita organica si e’ mantenuta su livelli eccellenti, guidata dagli spumanti e vermouth Cinzano. Margini sono stabili e il ritorno sul capitale sta gradualmente (ma lentamente) migliorando. Sia margini che ritorni restano largamente inferiori al resto dell’attivita’ (incentrata sul segmento Spirits), cosa che non spinge Campari a una politica di espansione piu’ aggressiva nel mondo del vino.

camp07-1.jpg

Campari reported good results also in the last quarter for its wine division. As we will see, organic growth stayed at an excellent level, led Cinzano sparkling wines and vermouths. Margins are stable and the return on capital is gradually (but slowly) improving. Both margins and returns remain however largely below the other divisions of the group. For this reason, Campari seems not keen to grow more aggressively in the wine business.

Partiamo con l’analisi del fatturato che ha raggiunto i 151m nel 2007, con una crescita annua del 12.2%, fatta sostanzialmente di un 12.5% di crescita organica e di un leggero impatto negativo dai cambi. A livello di quarto trimestre (il piu’ importante dell’anno), la crescita e’ stata del 7.9% (7.8% organica) con un fatturato totale di EUR59m, quindi quasi il 40% del totale annuo. Il primo grafico vi rende molto bene l’idea di come si muove il fatturato per trimestre di Campari.

camp07-2.jpg

Sales reached 151m in 2007, with an annual growth of 12.2%, with an 12.5% organic growth and a slightly negative impact from forex. In Q4 (the most important of the year), growth was 7.9% (7.8% organic) with a total turnover of EUR59m, representing nearly 40% of the annual total. The first chart gives you a very good idea of how revenues are split over the quarters.

camp07-3.jpg

Dal punto di vista dei margini invece le cose sono andate un pochino meno bene dello scorso anno. Nel secondo semestre (non ci sono dati trimestrali), Campari ha realizzato un margine lordo (dopo il costo del venduto) del 42.7% sul vino rispetto al 44% del secondo semestre 2006, mentre il trading margin (utile operativo prima dei costi generali) ha subito un calo dal 12.5% all’11.3%. In questa maniera il margine lordo del secondo semestre e’ salito del 5% soltanto, mentre trading profit e’ stato sostanzialmente stabile. A livello annuo, i margini di Campari non mostrano significative variazioni: il trading margin resta nell’intorno dell’11% (contro il 31-32% realizzato sia dagli spirits che dai soft drinks, cioe’ Crodino e Lemonsoda), la crescita annua nel 2007 e’ stata del 9.2%, sostanzialmente legata al fatturato piu’ elevato.

Margins were instead a bit less positive than last year. In the second half (there is no quarterly data), Campari achieved a gross margin (after cost of sales) of 42.7% on wine compared to 44% in the second half of 2006, while the trading margin (operating income before overhead costs) fell from 12.5% to 11.3%. As a result, the gross margin of the H2 rose by only 5%, while trading profit was broadly stable. In the full year, the margins of Campari did not show significant changes: the trading margin remains in the region of 11% (compared to 31-32% is realized by spirits that soft drinks, ie Crodino and Lemonsoda), the annual growth and in 2007 was 9.2% basically led by higher sales.

camp07-4.jpg

Il principale motore di crescita del gruppo e’ chiaramente Cinzano, che ormai rappresenta il 60% del totale fatturato della divisione vini, come vedete suddiviso approssimativamente tra spumanti e vermouths in una proporzione 60/40. Come vedete dal grafico sulle crescite annue, negli ultimi due anni proprio Cinzano e’ stato protagonista della crescita piu’ significativa. In particolare la parte vermouths e’ andata molto bene nei mercati dell’Est Europa, con una crescita del fatturato di quasi il 20% nel 2007 a circa EUR37m. La parte spumanti invece e’ al secondo anno di crescita sopra il 10%, e ha ormai raggiunto la soglia dei 55m di fatturato. In poche parole, Cinzano e’ ormai il terzo marchio per importanza del gruppo dietro Campari e la vodka SKYY. Sella e Mosca ha finalmente vissuto un buon anno dopo due anni di riorganizzazione (+6.8%), ma resta la parte che cresce piu’ lentamente (per differenza il resto dei prodotti della divisione vino ha fatto circa +10.7% nel corso del 2007).
The main growth driver is Cinzano, which now accounts for 60% of the total turnover of the division, roughly divided between sparkling wines and vermouths in a 60/40 proportion. As you can see from the chart on annual growth over the last two years Cinzano had the most significant growth rates. In particular vermouths sold very well in Eastern Europe (Russia), posting an increase of turnover of almost 20% in 2007 to approximately EUR37m. Sparkling wines is instead in its second double-digit growth year and reached 55m turnover in 2007. In short, Cinzano is now the third most important brand of the group behind Campari and SKYY vodka. Sella and Mosca finally experienced a good year after two years of reorganization (+6.8% in 2007), but remains the laggard in the wine division of the group (the rest of the wine products grew approximately 10.7% in 2007).

camp07-5.jpg

Con un capitale investito di EUR224m (circa il 20% del gruppo) e dei margini largamente inferiori al resto dell’attivita’ il ritorno sul capitale, seppur in graduale leggero miglioramento resta molto al di sotto del resto del gruppo. Parliamo del 7.4% contro il 23% della divisione spirits e un livello “incalcolabilmente” alto per il Crodino. Questa combinazione di basso margine ed ritorno sul capitale e’ probabilmente la ragione della mancanza di una politica di crescita piu’ aggressiva del gruppo nel segmento vino attraverso acquisizioni.
With capital invested of EUR224m (approximately 20% of the group) and lower margins, the return on capital is largely below the group average, albeit slightly improving. In 2007 it reached 7.4% against 23% of the spirits division and a very high level for soft drinks. This combination of low margin and return on capital are probably the reason for the lack of a more aggressive acquisition strategy of the group in the wine segment.

Esportazioni di spumante italiano – sommario 2007

1 commento

[English translation at the end of the post]
Le esportazioni di spumante nel 2007 sono state il principale fattore trainante del commercio estero italiano di vino. Sono cresciute da 300m a 387m, +29%, con un progresso sia in termini di volume (+14%) che di prezzo mix (+15%). Nel post troverete anche il dettaglio dei primi 10 mercati dello spumante italiano (dove si distinguono Spagna e Russia per l’evoluzione nel 2007) e un’analisi del peso di alcuni mercati per lo spumante contro il relativo peso per i vini imbottigliati. Il primo grafico vi indica l’evoluzione del fatturato: le barre blu sono tutte verso l’alto e questo vuol dire che le esportazioni sono cresciute in ciascun mese dell’anno rispetto all’anno precedente; la riga nera si ferma appunto a 387m: come vedete visivamente, la crescita e’ accerelata proprio nei mesi finali dell’anno, che sono quelli dove si concentrano le esportazioni (il 40% negli ultimi 3 mesi).

spumdic07-1.jpg

Continua a leggere »

LVMH divisione vino – risultati 2007

nessun commento

LVHM ha pubblicato a Febbraio i risultati 2007, di cui analizziamo specificatamente la parte relativa al vino e agli spirits. Anticipando la conclusione, i numeri indicano che LVMH sta performando come un orologio svizzero, con un ritorno sul capitale costante intorno al 12%, dei margini in leggero miglioramento (grazie alla parte spirits) e un fatturato in buona crescita (quasi +8%) essenzialmente guidato dai maggiori volumi. Cio’ ha spinto l’azienda a investire pesantemente nel 2007 nella divisione (EUR181m rispetto a poco piu’ di EUR100m nel 2006).

LVHM published its 2007 results, which we analyse only for the wine/spirits business. Figures show that the company is performing well, with a constant return on capital at 12%, slightly improving margins in the spirits business and a good top line growth (+8%), mainly driven by volumes. This allowed LVMH to invest heavily in 2007 (EUR181m vs. EUR100m in 2006).

lvmh07-1.jpg

Il fatturato cresce del 7.7% a EUR3226m, di cui EUR1802m nella divisione vino e Champagne (+7%) e EUR1424m nella divisione Cognac e spirits (+9%). E’ stato un anno essenzialmente guidato dai volumi, che sono cresciuti dell’8% a livello annuo, con una accelerazione nella seconda meta’ dell’anno (+9%), mentre il prezzo-mix e’ sceso leggermente (-0.5% nell’anno e -1% nel secondo semestre), essenzialmente a causa del peggioramento dei cambi (che hanno inciso negativamente per oltre il 5%). Come vedete, il peggioramento del prezzo mix ha essenzialmente inciso sulla parte vino/Champagne, dove il prezzo medio e’ sceso da 20.6 a 20.1 euro a bottiglia (!), mentre la parte Cognac/spirits e’ leggermente cresciuta, da 13.8 a 14.1 euro a bottiglia.

lvmh07-4.jpg

Sales were up 7.7% to EUR3226m in 2007, of which EUR1802m for wines and Champagne (+7%) and EUR1424m for Cognac/spirits (+9%). It has been a year essentially led by volumes, which were up 8% on a yearly basis, with an acceleration in H2 (+9%), while price mix slightly worsened (-0.5% for the year, -1% for H2), mainly due to the worsening of the exchange rates (over 5% negative impact). As you can see, the worsening of the price mix was just in the wine/Champagne division, from 20.6 to 20.1EUR per bottle, while for Cognac and spirits the company performed better, moving from 13.8 to 14.1 per bottle.

lvmh07-2.jpg

L’analisi del fatturato per area geografica ci ripropone il tema dei cambi, che ha chiaramente influenzato le vendite in USA, rimaste sostanzialmente stabili e raggiunte dall’Europa (Francia esclusa) che ha invece realizzato una crescita del 12% nel corso del 2007 (ma con un visibile rallentamento nella seconda parte dell’anno). In Francia il fatturato e’ cresciuto dell’8%, mentre in Asia a fronte di un ottimo primo semestre, nel secondo le vendite sono cresciute soltanto del 4%. Sempre molto bene la strategia di diversificazione geografica, con le vendite negli altri paesi in crescita del 20%.

Sales by region is highlighing the impact of exchange rates, which were clearly affecting US business, flat, while Europe was posting a very good 12% growth (but slowind down in H2). France was ok at +8%, while Asia had a slowdown in H2 at +4% after a double digit performance in H1. Still very good the diversification strategy, which led sales in other countries up 20%.

lvmh07-31.jpg

I volumi di Champagne sono cresciuti del 4% circa nell’anno, praticamente soltanto nel primo semestre (+9%), raggiungendo 62m di bottiglie nel 2007. Le vendite di Cognac sono andate meglio, con una crescita del 10% a 61m di bottiglie nel 2007, con una accelerazione nella seconda parte dell’anno (+12% contro il +8% del primo semestre). Per quanto riguarda le altre categorie, gli altri spirits hanno raggiunto 29m di bottiglie (con un recupero nel secondo semestre, +15% dopo un primo semestre stabile) mentre la divisione vino ha avuto ancora una volta un ottimo anno con una crescita del 13% dei volumi a 39m di bottiglie (+13.6% nel secondo semestre).
Champagne volumes were up 4% in 2007, mainly achieved with the +9% of H1, at 62m bottles. Cognac sales were better at +10%, with a +12% in H2, reaching 61m bottles. Other spirits reached 29m bottles, with a good recovery in H2 at +15% after a flat H1, while wine business was again growing very well with volumes up 13% to 39m bottles (+13.6% in H2).

lvmh07-5.jpg

Passiamo ai margini, che sono stati in leggero miglioramento dal 32.1% al 32.8% in termini di margine operativo netto, segnando in valore assoluto una crescita del 10% a 1058m. Come vedete dal grafico, questa crescita e’ stata sostanzialmente merito della divisione Cognac che e’ passata dal 21.6% al 22.6%, mentre la parte vino e Champagne e’ rimasta stabile su un livello (stratosferico) tra il 45% e il 46%.
Moving to margins, they improved slightly from 32.1% to 32.8% (EBIT) with a absolute value of 1058m (+10%). As you can see from the graph, this growth was essentially led by Cognac and spirits which moved from 21.6% to 22.6%, while wine and Champagne was flat at a huge level of 45-46%.

lvmh07-6.jpg

Passando al ritorno sul capitale ritorniamo sulla terra, con un livello stabile del 12%, a causa essenzialmente della crescita del capitale investito da EUR7.9bn a EUR8.7bn. Di questo capitale investito una parte molto significativa e’ rappresentata dai prodotti in fase di invecchiamento, che rappresentano un immobilizzo colossale, pari a circa EUR2.7bn, cioe’ un valore dell’83% circa del fatturato annuo.
Return on capital is more normal, at around 12%, mainly due to the heavy growth of capital employed fro EUR7.9bn to EUR8.7bn. Of this capital, a significant portion is represented by ageing products, for roughly EUR2.7bn, which is a portion of roughly 83% of the yearly sales.

Boizelle Chanoine – risultati 2007

nessun commento

Parliamo oggi di Boizelle Chanoine, che ha appena fornito i risultati annuali e che e’ stato protagonista nel corso degli ultimi due anni di una crescita prodigiosa grazie all’acquisizione della Maison Burtin e di Champagne Lanson completata a Marzo 2006. Oltre a rappresentare il n.2 del mondo dello Champagne dietro a LVMH (che e’ tra tre e quattro volte piu’ grande), e’ interessante osservare l’azienda perche’ si possono apprezzare i forti miglioramenti che l’acquisizione ha portato sia in termini di margini delle aziende acquisite che in termini di ritorno per gli azionisti (rapidamente cresciuto grazie alla leva finanziaria). Come vedete da questo primo grafico, Boizelle ha molto velocemente preso piede superando sia Vranken Pommery che Laurent Perrier. Tra i suoi marchi ora figurano Burtin e Lanson, oltre a Boizelle, Chanoine e Philipponat.

boizelle07-05.jpg

We review today the operations of Boizelle Chanoine, which just released 2007 results and which strongly increased its business over the last 2 years on the back of the acquisition of Maison Burtin and Champagne Lanson completed in March 2006. Today, this company is the n.2 in the Champagne production after LVMH (which is much larger). It is very interesting because it shows how a company can strongly improve profits and return for its shareholders by carrying out acquisitions. As you can see from the first graph, Boizelle passed both Vranken and Laurent Perrier in terms of sales in 2006. Among its brands, you can now find Burtin, Lanson, Boizelle, Chanoine and Philipponat.

boizelle07-1.jpg

Il fatturato nel 2007 e’ cresciuto da 311m a 359m, +15%, sostanzialmente grazie al consolidamento delle nuove acquisite. Spaccando questo 15%, infatti, si nota come i volumi siano cresciuti del 3% a 21.6m di bottiglie, il prezzo mix e’ stato stabile, mentre un 12% di incremento e’ stato generato dall’inclusione delle nuove acquisite che nel precedente anno erano state consolidate soltanto a partire dal secondo trimestre.
Sales in 2007 grew from 311m to 359m, +15% mainly thanks to the consolidation of the new companies. The breakdown of growth is: +3% volumes to 21.6m bottles, a stable price mix and a 12% increase deriving from the consolidation of the acquisitions from January in 2007 (vs. April in 2006).

boizelle07-2.jpg

Vediamo cosa e’ successo ai margini del gruppo. Le acquisizioni hanno buttato giu’ i margini dal 15% al 12% tra il 2005 e il 2006, essenzialmente perche’ le societa’ acquisite avevano dei margini piu’ bassi (sia per il tipo di prodotto che per la piu’ limitata integrazione a monte nella produzione di uva). In realta’ e’ piu’ importante dire che l’utile operativo e’ passato da 15m a 37m e che l’utile netto e’ balzato da 8m a 15m tra il 2005 e il 2006. Nel 2007 invece si sono estratte le sinergie e il margine del gruppo e’ ritornato vicino al 15%, garantendo un altro anno di crescita esplosiva dell’utile operativo, +40% a 52m. E gli utili gli sono andati dietro, un altro +45% a 21m di euro (EUR25m se aggiustato per gli oneri straordinari). Quindi il risultato delle acquisizioni e’ stato veramente molto positivo: la Boizelle Chanoine e’ passata da essere una societa’ minore con meno di 100m di fatturato e 8m di utile a una azienda che fattura 360m e produce utili di oltre 20m di euro. Questo la mette in una prospettiva radicalmente diversa nel settore. La maggiore cassa che genera le consentira’ di crescere ulteriormente comperando altri operatori.

The trend of margin is the most interesting to see. The acquisitions were impacting negatively the operating margin which went down from 15% to 12% from 2005 to 2006 (acquired companies were less integrated in the production). It is however more important to note that operating profit moved up from 15m to 37m and that net profit nearly doubled from 8m to 15m between 2005 and 2006. In 2007, synergies started to flow through and Boizelle was back to its historical 15% margin, with another strong growth in absolute term (+40% to EUR52m). Net profit was following the same trend, +45% to EUR21m (EUR25m when restated for restructuring charges). As a result, acquisition were a big positive for Boizelle, which moved from a 100m sales/8m net profit to a 360m/21m range. This puts the company into a new perspective with more cash generation and more opportunity to further be an active consolidator in the Champagne segment.

boizelle07-4.jpg

Le acquisizioni hanno ovviamente determinato un balzo del capitale investito, che vedete essere passato da 165m a 648m nel 2006, per poi ridiscendere a 615m nel 2007 grazie a una svendita dei magazzini che a valle delle operazioni era arrivato a 461m di euro (433m a fine 2007). Chiaramente queste operazioni hanno comportato dei significativi impatti sul debito, che e’ passato da 104m nel 2005 a 494m nel 2007. Il debito e’ estremamente elevato, ma e’ garantito dal magazzino che ha un valore di mercato quasi equivalente. Questo e’ un vantaggio delle aziende vinicole, e di Champagne in particolare (dato che hanno maturato questa consapevolezza del valore del loro magazzino).
Acquisitions were also implying a jump of capital employed, moving from 165m to 648m in 2006 and to 615m in 2007. This small reduction occurred following are reduction of stocks from 461m to 433m. These operations were clearly implying a big jump of debt from 104m in 2005 to 494m in 2007. Debt is very high, but it is guaranteed by a stock of products which is very significant. This is an advantage of wine companies, which have big stocks but also an additional way to guarantee their borrowings.

boizelle07-5.jpg

I ritorni sul capitale come vedete sono nell’ordine dell’8-9% sul capitale investito (con l’eccezione dell’anno dell’acquisizione), mentre il ritorno per l’azionista cresce dal 12-13% (post tasse) al 17.5% del 2007. Questo e’ il risultato della leva finanziaria: usare cioe’ i soldi degli altri (se te li danno!) e investirli con un ritorno superiore al tasso di interesse pagato, tenendosi quindi la differenza…
The return on capital is in the region of 8-9% (with the exception of the year in which the acquisitions were made), while the return on equity moved from 12-13% to 17.5% in 2007. This is the result of the financial leverage: in other words, if you succeed in getting a higher return on the investment compared to the interest rate you pay, all the gap is additional money you put in your pocket.