Spumanti


Lanson BCC – risultati e analisi di bilancio 2011

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Anche Lanson BCC non ha avuto un gran 2011, soprattutto nella seconda parte dell’anno. La crescita del fatturato è stata soltanto del 2%, probabilmente anche a causa della forte esposizione del gruppo ai mercati europei e a quello domestico, quando invece i concorrenti hanno una maggiore esposizione internazionale. I volumi sono scesi da 23 a meno di 21 milioni di bottiglie a vantaggio del mix. I margini, come per le altre aziende della Champagne, migliorano ma non tornano ai livelli pre crisi. Per quanto riguarda l’andamento futuro, il management ha un approccio molto cauto anche considerando che il mercato francese, dove il gruppo è sovra esposto, è nell’anno elettorale, quindi con una dinamica di consumo più moderata. Alla fine, non vengono date indicazioni!

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Campari – divisione vino – risultati 2011

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Campari ha riportato un 2011 in decelerazione nel segmento vino, appesantito dalla difficile situazione di mercato in Italia ed Europa e una decelerazione nel ritmo di crescita di quasi tutte le linee di prodotto salvo il Vermouth Cinzano. Tutto sommato l’anno si è mantenuto in terreno positivo, grazie ai risultati del primo semestre: alla fine dell’anno le vendite sono cresciute del 6%, di cui il 5.6% in termini organici, e l’utile operativo prima dei costi generali è cresciuto del 5.4% (sempre prima di cambi e acquisizioni). La strategia di crescere nel segmento della distribuzione continua: secondo il bilancio 2011, i brand di terzi distribuiti hanno rappresentato il 4% delle vendite della divisione.

 

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco – vendite e esportazioni 2010

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Questo è un post “chiamato” dai lettori. Le ricerche con la parola “prosecco” sono molte e mi sono accorto di avere dei numeri piuttosto vecchi. Grazie a un rapporto molto dettagliato del  Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene DOCG facciamo il punto sul Prosecco. Anzi, sulla parte più pregiata del Prosecco, quelle 55-60 milioni di bottiglie in forte crescita sui mercati esteri (e molto meno in Italia, anche se continua a fare meglio degli altri prodotti). Vi avviso subito che il report fa un pò di assunzioni relativamente a produzione e vendita (produzione=vendita) ma il quadro è piuttosto chiaro. Il Conegliano Valdobbiadene DOCG si sta gradualmente smarcando dai suoi mercati storici, pur in crescita, che sono Germania, Austria e Svizzera, per andare verso il Regno Unito e soprattutto gli USA.

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Esportazioni italiane di spumante – aggiornamento dicembre 2011

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Oggi ci focalizziamo sull’export di spumanti 2011, con la usuale suddivisione tra Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Le conclusioni non sono dissimili da quelle fatte per i vini fermi: l’anno è stato eccellente ma si è concluso con un pò di rallentamento, soprattutto per l’Asti. Tale rallentamento va anche considerato guardando a quanto era successo lo scorso anno, quando il mese di dicembre ebbe un eccezionale +36%, contornato da un +17% di novembre e un +8% di gennaio, unio mese di crescita a singola cifra in mezzo a tanti mesi eccellenti. Analizzando i dati è piuttosto evidente che il mercato russo è diventato ormai l’unico vero driver di crescita del prodotto, quando invece per il resto degli spumanti DOP il mercato anglosassone (quindi USA e Regno Unito) continua a riservare delle buone sorprese. Ma passiamo ai numeri, che ci dicono quanto segue: 548 milioni di export, +23.3%, con un prezzo medio di 2.48 euro al litro, in crescita del 3.3%, essenzialmente grazie alla più rapida crescita degli spumanti DOP (ex Asti) e del recupero di prezzo dell’Asti.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento dicembre 2011

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Il 2011 si è chiuso con un rallentamento per l’export il vino italiano. I dati di dicembre ci propongono un calo dei volumi (che non si vedeva da molto tempo) e un incremento del valore delle esportazioni che cresce ancora, ma soltanto del 4% rispetto a dicembre 2010. Detto questo, il clima economico nell’unione europea non è stato dei migliori e, se si guardano i dati francesi, per esempio, ci sono indicazioni peggiori. Oggi però il post è “riassuntivo” e ci da la possibilità di fornire i tre grandi numeri dell’export italiano 2011: 23.8 milioni di ettolitri a 183 euro, uguale 4,367 milioni di euro. Si tratta del record storico, sia per i volumi che per il valore. Vediamo in dettaglio come ci si è arrivati, ma prima una considerazione di fondo: l’export è ancora fortemente focalizzato sul “vecchio mondo”, con USA e Germania che contano per oltre 900 milioni di euro ciascuno. Se ciò rappresenta un vantaggio (posizione radicata, buona conoscenza del mercato e, nel 2012, presumibilmente un effetto positivo dal dollaro), in prospettiva potrebbe essere un problema, dato che la crescita (come stiamo cominciando a vedere) si genera nei mercati emergenti, dove invece di essere il leader l’Italia appare molto spesso come un comprimario.

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