Spumanti


I risultati 2014 delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca

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SPUMANTI 2014 MEDIO 19a

Chiudiamo la tornata del rapporto Mediobanca con uno sguardo all’andamento economico delle aziende spumantistiche, relative all’anno 2014, pubblicato da Mediobanca nel suo rapporto di metà aprile. Nel 2014 si comincia a vedere l’impatto del boom delle esportazioni, che ha consentito alle aziende spumantistiche di avere un andamento delle vendite nettamente superiore al resto dell’industria, riducendo anche il divario in termini di margini di profitto con il resto dell’industria. Secondo le anticipazioni del rapporto il divario si amplierà considerevolmente anche nel 2015, quando le aziende spumantistiche sono accreditate di un +10% di vendite contro un buono ma più contenuto +5% del fatturato del campione totale. Ma dato che di numeri parliamo, snoccioliamoli nel resto del post.

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Vranken Pommery – risultati 2015

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Per capire bene i conti di Vranken Pommery il riferimento a cosa è successo allo Champagne nel 2015 è importante. Abbiamo pubblicato questo rapporto qualche giorno fa: il mercato francese è andato molto male, soprattutto nella parte finale dell’anno, quando ricorderete ci furono i terribili attentati a Parigi. Quindi, a fronte di un mercato che a valore ha raggiundo 4.8 miliardi di euro, +5%, sono le esportazioni a determinare praticamente tutta la crescita (+12%). Tornando a Vranken Pommery quindi possiamo ben immaginarci un anno difficile. Oltre al problema Champagne-Francia, VP ha anche provveduto a “deconsolidare” parte dell’attività dei vin de sable, che ha determinato un impatto negativo del 6% sul fatturato. Mettendo dentro tutto, il 2015 è da dimenticare: le vendite calano dell’8%, l’utile operativo dell’11%, il debito sale nella stessa misura del magazzino. Tutto questo richiede un cambio di strategia, che è stato appena annunciato: focalizzazione sui margini di profitto e riduzione del livello delle scorte, che sono particolarmente rilevanti (oltre 2 anni di vendite) per ridurre il livello del debito che ha ormai raggiunto la soglia record di 16 volte il margine operativo lordo. Passiamo ai numeri.

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2015

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La forza delle esportazioni ha consentito allo Champagne di chiudere un buon 2015, con un progresso sia dal punto di vista dei volumi (312 milioni di bottiglie, +2%) che del valore (4.74 miliardi di euro, +5%). Ancora una volta la Francia non ha aiutato, chiudendo stabile, e lo stesso vale per quasi tutti gli altri mercati europei salvo, udite udite, l’Italia e la Spagna. Proprio nel nostro paese si è verificato un incremento del 10% delle spedizioni, dopo il progresso già registrato nel 2014. Con 6.4 milioni di bottiglie siamo sempre lontani dalle oltre 9 milioni di bottiglie importate prima della crisi 2009, ma qualche progresso si vede. A sostenere il famoso vino spumante francese sono i extra Euro. Il Regno Unito, gli USA, il Giappone e l’Australia. In questo contesto sono chiaramente gli esportatori “forti” a guadagnarci, quindi di nuovo le maisons, a spese dei vigneron e delle cooperative: la loro quota di mercato ha ormai raggiunto il 72% del totale. Come vedremo tra qualche giorno, non in tutti i casi l’andamento positivo delle vendite si traduce in migliori margini, perlomeno per alcuni operatori come Vranken Pommery e Lanson, molto esposti ai mercati meno performanti, rispetto a una  grande casa come LVMH. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento gennaio 2016

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Come da copione da ormai un paio di anni, le esportazioni di gennaio sono “deboli”. E’ vero per il mondo del vino, -0.4% in gennaio, è vero per il totale delle esportazioni italiane, -3% (dato pubblicato circa un mese fa). In entrambi i casi, nonostante già il mese di gennaio 2015 fosse stato in calo. Non si tratta di un caso: insieme ad Agosto è il mese meno importante per le esportazioni di vino. I dati che commentiamo oggi hanno dunque una significatività limitata, soprattutto se presi singolarmente e non all’interno dei trend strutturali  che stiamo osservando e che continuano rispetto ai mesi precedenti. Mi riferisco in particolare alla crescita dei vini spumanti, che continua e che vede una “sorpresa” nel primo mese veramente positivo per l’Asti da molto tempo a questa parte, alla graduale stabilizzazione delle esportazioni di vino sfuso e alla forza del prodotto italiano nei mercati anglosassoni. Tornando ai numeri, i 327 milioni di export di Gennaio portano il totale sui 12 mesi a 5354 milioni. Sebbene stabili rispetto a gennaio 2015, rimpiazzano un dato negativo del 5% e dunque il trend sui 12 mesi passa dal +5.4% con cui abbiamo chiuso il 2015 a +5.8%. Andiamo a qualche numero in dettaglio.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento 2015

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In questo post di inizio settimana guardiamo alle importazioni italiane di vino che hanno chiuso il 2015 con un incremento del 10% a 317 milioni di euro. Sia ben chiaro, il 5% di export è infinitamente di più come numero del 10% di import, quindi la bilancia commerciale continua a migliorare. Il 2015 è stato caratterizzato dalla ripresa delle importazioni di vino spumante, diciamo pure tutto dalla Francia, +13%, ma anche da una ripresa delle (esigue) importazioni di vino imbottigliato soprattutto da Germania e Spagna, mentre per i vini sfusi l’andamento è meno marcato e in rallentamento nella seconda metà del 2015. Forse per la categoria dei vini sfusi la novità rilevante è che si è aperto un canale di importazione dall’Australia che ha preso il posto della Francia come terzo fornitore del nostro paese dietro la Spagna e gli USA. In termini di volume, la crescita è stata meno marcata, +6%. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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