Sicilia


La produzione di vino in Italia nel 2018 – dati provvisori ISTAT

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Come scritto da più parti il 2018 è stato un anno record per la viticoltura italiana. I dati che pubblichiamo oggi sono la prima stima ufficiale di ISTAT completa nei dettagli. Secondo l’istituto la produzione totale di vino di 50.4 milioni di ettolitri non è da record (del recente passato naturalmente), mentre lo è la produzione dei vini di qualità (DOC/DOC), che sfondano per la prima volta la soglia dei 20 milioni di ettolitri, e lo è anche la produzione di vini bianchi, naturalmente spinta dal fenomeno dei vini spumanti. Dal punto di vista geografico e guardando sempre in ottica storica il 2018 è stato un anno eccezionale in Puglia dove si sono prodotti 9.5 milioni di ettolitri e in Veneto dove la produzione ha superato quota di 10 milioni di ettolitri. Abbiamo sempre sottolineato che tanto vino potrebbe essere troppo, e lo è stato per diversi anni in cui l’Italia (e l’Europa) ha spinto verso una riduzione dei vigneti. Mi sembra che questi dati si muovano nella direzione del tanto e buono, visto il record dei vini di qualità e dei vini bianchi, due categorie di prodotto dove il mercato si sta spostando. Passiamo all’analisi dei dati.

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I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2017

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I dati del SINAB sulle aree vitate “bio” del 2017 arrivano con una sorpresa: un incremento soltanto del 2% della superficie totale (inclusiva dei vigneti in conversione), da 103 a 105mila ettari e del 4% del 7% di quella effettiva, da 66 a 70mila ettari. Essendo l’ammontare di vigneto in conversione ormai di circa 30mila ettari da 3 anni a questa parte, il dato 2017 è un pochino deludente: soltanto 4658mila ettari in più, contro un numero che si poteva facilmente stimare tra i 12mila e i 15mila ettari osservando i dati del passato. Da dove arriva il rallentamento? Essenzialmente dalla Sicilia, che pur restando di gran lunga la regione con il maggior vigneto bio ha visto calare da 39mila a 36mila ettari la superficie vitata bio (inclusiva del vigneto in conversione, purtroppo non abbiamo dati regionali distaccati). I progressi maggiori vengono ormai dal centro-nord, dove questa pratica ha avuto uno sviluppo ritardato: le superfici bio di Umbria, Trentino Alto Adige, Lazio ed Emilia Romagna sono tutte in crescita di oltre il 20%. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Sicilia – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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Proseguiamo il nostro viaggio tra le regioni italiane con la Sicilia. Secondo ISTAT la produzione siciliana di vino è calata dell’11% nel 2017, meno che il 15% dichiarato per l’Italia (ma pesantemente influenzato da un dato dubbio relativo alla Puglia), e soprattutto di più di quanto fu prodotto nel 2014, altro anno particolarmente povero di volumi per il nostro vino. Meglio i rossi de bianchi meglio i DOC che le altre categorie. Con le superfici vitate soltanto in calo marginale (-0.5% secondo ISTAT a 106600 ettari), tutto il calo produttivo viene dunque spiegato dalla minore resa vendemmiale, scesa a 62 quintali di uva per ettaro, contro i 102 medi in Italia. Vi allego anche gli ottimi dati in questo caso di Federdoc sulla produzione dei vini di qualità 2016, dove spiccano i costanti progressi della DOC Etna, la cattiva annata per la DOC Marsala e la quasi stabilità della produzione della DOC Sicilia, che resta con 0.6 milioni di ettolitri la forza determinante del vino siciliano. Non mettetevi a fare i totali perché non tornano: meno di 0.8 milioni di ettolitri per DOC per Federdoc, 1.3 milioni per ISTAT. Buona fortuna Italia.

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l consumo di vino in Italia – dati 2017 per regione e classi di età

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Eccoci al post che dà granularità (parola che odio ma di uso sempre più comune) ai dati di penetrazione del consumo di vino 2017 (e degli anni precedenti) pubblicati da ISTAT. Abbiamo oggi una bella serie storica, sia dei consumi per età che di quelli regionali: qualche confronto diventa oggi sensato. Per esempio, da queste tabelle si evince che i 45-54enni nel 2017 che bevono vino erano il 59% della popolazione. Dalla tabella si evince che nel 2007 i 34-44enni (cioè le stesse persone) che bevevano erano il 58.7%. Quindi nessuno incremento della penetrazione di consumo oltre i 40 anni. O bevi già vino prima oppure niente. Invece i trentenni di oggi che bevono vino sono il 55% della popolazione. Otto anni fa questi consumatori facevano parte della fascia di età 20-24 e stavano al 42%. Potremmo quindi cominciare a disegnare la curva dove, oltre naturalmente alla fase di raggiungimento della maggiore età, la penetrazione di consumo cresce in modo deciso soltanto fino a 30, poi qualche progresso fino ai 40enni e poi basta. E poi si scende. I 70enni del 2017 che bevono sono il 59% della popolazione, ma quanto bevevano prima? Beh 8 anni fa erano in mezzo alla fascia 60-64 che aveva una penetrazione del 64%. Questo e altro ancora trovate nelle tabelle allegate al post. Il trend fondamentale è sempre quello della crescita del consumo sporadico di vino, per tutte le fasce di età. Ma un secondo dato mi pare interessante e doveroso di attenzione: il 46% dei 20-24enni di oggi dichiara di bere vino, mentre erano soltanto il 42% dieci anni fa, e questo dato ha preso a crescere proprio negli ultimi 3-4 anni. Un buon segno, decisamente, per il settore. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2017

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Con colpevole ritardo ho aggiornato l’analisi regionale delle esportazioni, che usualmente metto in linea due volte l’anno. Dunque, i dati come sempre si riferiscono a due spaccati: 1) le esportazioni di vini in bottiglia, suddivisi in categorie di qualità e con qualche spaccato regionale; 2) le esportazioni per regione, intendendo con questo non le denominazioni ma l’origine dell’esportatore, fatta sui dati ATECO che non sono perfettamente sovrapponibili a quelli che usiamo normalmente (ma sono vicinissimi).

Avendo in mente l’incremento del 4.5% dell’export di vini fermi in bottiglia, il 2017 è stato decisamente l’anno dei vini varietali e da tavola (+23% e +13%, ma partendo da valori molto esigui) e dei vini IGT (+5%), mentre per i DOP la crescita si è limitata all’1%. A livello regionale si è confermato il calo per i prodotti DOP veneti (-5%), mentre continua la crescita forte dei prodotti del Trentino (+9%, soprattutto bianchi) e, bisogna sottolinearlo, dei vini rossi piemontesi DOP (+7%).

Se invece ci muoviamo nell’ambito dei dati ATECO sull’origine dell’esportatore alcuni dati sono completamente in contrasto: il Prosecco fa cambiare segno al Veneto, che chiaramente resta la regione chiave, con 2.1 miliardi di euro (+6%) rispetto al totale di 6 miliardi. Le due altre grandi regioni esportatrici, il Piemonte e la Toscana che valgono 1 miliardo circa ciascuna, sono rispettivamente a +7% e +2%.

Passiamo a qualche dato di dettaglio.

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