Il Corriere Vinicolo pubblicato in occasione del Vinitaly e’ ricchissimo e include diversi approfondimenti.
Quello che vi propongo oggi e’ un’analisi approfondita del mercato inglese del vino, disponibile integralmente e con un complemento di Carlo Flamini sui dati 2010 di importazione di vino. Come mai e’ tanto interessante? Gli inglesi bevono abbastanza, hanno la mente aperta a ogni prodotto, non hanno (per ora) un prodotto locale competitivo. Tutti ingredienti che funzionano bene con il prodotto italiano, che pero’ ha da affrontare nuove sfide…
05.1 Europa
Esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2010
nessun commentoNel tourbillon di tutti questi annunci sul commercio globale di vino, facciamo un post di riassunto, dove proviamo a fornire un quadro di quello che e’ successo nel 2010, mettendo fianco a fianco i dati delle diverse nazioni e traducendo i valori in Euro. Quali sono le principali conclusioni? (1) che nel post crisi la reazione piu’ forte in termini di volumi si e’ avuta nei paesi storici della produzione vinicola, cioe’ quelli europei; (2) che tra i paesi del nuovo mondo soltanto l’Australia sembra continuare a perseguire una strategia sui volumi, guidata dai problemi di sovrapproduzione; (3) che altri produttori come il Cile o l’Argentina stanno focalizzando la loro attenzione sul migliorare il mix dell’export, che e’ nel breve termine una opportunita’ per il nostro vino sfuso ma nel medio termine una minaccia per il nostro vino di qualita’, che e’ la vera spina dorsale delle nostre esportazioni; (4) in linea generale il volume del commercio mondiale del vino e’ in ripresa (e ci mancherebbe altro, direbbe qualcuno), segnale positivo per l’industria.
Importazioni di vino in Germania – aggiornamento ottobre 2010
nessun commentoOEMV (Spagna) ha pubblicato l’aggiornamento delle importazioni di vino in Germania. Riportiamo due serie di dati, il Gennaio-Ottobre 2010, dove si evince un calo delle importazioni del 2%, e il Novembre-Ottobre 2010 (cioe’ 12 mesi mobili) dove invece il calo e’ ancora al 2.7%, siccome il numero include una piccola parte di 2009 che ancora era afflitto dalla crisi. Ribadisco di nuovo che i dati pubblicati dagli spagnoli sulla base delle serie tedesche sono diversi da quelli di ISTAT. Quando dico diversi significa che per esempio, sul dato Gennaio Ottobre 2010 pubblicato da Coeweb per i vini imbottigliati esportati dall’Italia, noi pubblichiamo un dato di 500 milioni di euro rispetto a 484 milioni (quindi +3%), mentre gli spagnoli danno un numero molto diverso, di 432 milioni di euro, con un calo del 5%. La differenza e’ sostanziale e richiederebbe un approfondimento. Restiamo pero’ su questi dati e commentiamo questi numeri a compartimento stagno.
La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2010
2 commentiSe qualche giorno fa abbiamo osservato il boom dei prezzi dei grandi vini, con questo post cerchiamo di mettere a fuoco le cause e chi sono i 100 grandi nomi nel mirino degli investitori. Dunque, il Liv-ex fa una specie di statistica dove considera 5 fattori: (1) il peso totale del marchio sugli scambi del loro “mercato”; (2) il punteggio medio assegnato dalle guide; (3) il prezzo per cassa (sterline); (4) l’andamento dei prezzi rispetto allo scorso anno; (5) il valore stimato del marchio come numero di casse prodotte per valore per cassa da loro registrato. Da questo calcolone esce una classifica che, guarda un po’, e’ la stessa che fece Napoleone nel 1855. Difatti nel loro studio appare Napoleone sulla copertina. In 155 anni non abbiamo scoperto niente…
Prima di commentare i numeri e la (bassa) posizione dei nostri marchi, e’ il caso di elencare le ragioni che Liv-ex porta per spiegare il boom dei prezzi (+13% sui 100 nomi in media ma +38% sui primi 10 marchi) e le spiegazioni sul trend delle varie categorie: (1) i prezzi dei grandi marchi sono guidati dalla domanda asiatica; (2) per la prima volta da 5 anni che fanno la classifica i 5 premier cru di Bordeaux sono ai primi 5 posti; (3) e’ tutta colpa dei cinesi se esplode la domanda dei marchi facilmente riconoscibili ad elevati volumi della sponda sinistra di Bordeaux; (4) siccome non ci sono abbastanza grand cru si stanno adesso concentrando sui secondi vini; (5) lo Champagne va male perche’ la sua domanda e’ essenzialmente “occidentale” e poco “orientale”; (6) lo Chateneuf-du-Pape va particolarmente bene.
Questo post l’ho tenuto espressamente con i numeri e no grafici perche’ e’ bello leggerlo e consultare la statistica. Colore shocking a causa di vecchio excel… perdonerete… Ho spaccato la tabella per esigenze di spazio e dimensione dell’attachment.
Mercato del vino in Inghilterra – andamento ad agosto 2010
nessun commentoFonte: the wine and spirits trade association
Cominciamo oggi a tracciare un po’ meglio i consumi di vino in UK, dato che la suddetta associazione si premura di raccogliere i dati della dogana inglese e li mette a disposizione del pubblico. I numeri che guardiamo oggi partono dal 2006 e arrivano fino (all’anno mobile terminante) ad agosto 2010. Si tratta di numeri che fanno riferimento unicamente ai volumi (ettolitri/1000), ma danno una buona idea di cosa stia succedendo sul mercato, e cioe’ quanto segue: (1) Il mercato ha preso a scendere ben prima che in altri posti e oggi resta un bel 10-11% sotto il picco del 2006; (2) Il segmento degli spumanti e’ piccolo ma in crescita molto forte. Ha gia’ recuperato quasi tutto il terreno perso (-6% dal picco), mentre per i vini con oltre 15% di alcol (una piccola nicchia) il calo continua; (3) il segmento dei vini fermi sta ora viaggiando al ritmo del +2%, dopo 3 anni consecutivi in negativo, il che significa che la “forma” del recupero e’ poco piu’ che a “L”, quindi con tempi molto lunghi.









