Produzione e superfici


L’equilibrio del mercato del vino in Italia – aggiornamento 2008

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Fonte: Unione Europea
Ci occupiamo oggi di analizzare da vicino l’andamento del bilancio del vino italiano in termini di volumi. Lo facciamo sui dati dell’Unione Europea, che vanno da luglio a giugno. Usiamo quest’anno solo quelli, per offrire un quadro il piu’ possibile coerente, per quanto i numeri annuali che stiamo guardando potrebbero suggerire considerazioni un po’ diverse. Cosa ci dicono questi numeri? (1) che l’equilibrio del mercato del vino italiano alla luce delle regole della distillazione si raggiunge a 43 milioni di ettolitri di produzione circa; (2) che con la vendemmia 2008 a 47-48 milioni di ettolitri e con le attuali esportazioni, si creera’ un surplus di 5.5 milioni di ettolitri prima degli interventi di distillazione; (3) guardando ai numeri storici, le scorte di vino si stanno leggermente riducendo in valore assoluto dal picco del 2004-05, anche se in rapporto al consumo restano praticamente invariate; (4) che la produzione resta largamente sopra i consumi interni e stabilmente sopra alla somma di consumi e export, anche in una annata considerata disastrosa come il 2007-08. Che dire allora? A guardare questi numeri mi pare che la situazione e’ sotto controllo, ma che il mondo del vino italiano continua ad avere bisogno del supporto della distillazione, e quest’anno questo sara’ ancora piu’ vero. I problemi restano sul campo, in attesa che l’estirpazione dei vigneti possa aiutare a ridurre il potenziale produttivo.


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Produzione di vino in Italia nel 2008 – dati preliminari ISTAT

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Fonte: ISTAT
Siamo quasi arrivati alla fine della saga relativa alla produzione di vino italiana. Pubblichiamo quindi la stima aggiornata di ISTAT, prima di commentare (vi prometto) il dato finale verso aprile-maggio. Cosa e’ cambiato in questa ultima stima? Direi molto. Sono comparsi quasi un milione di ettolitri di vino, e Confagricoltura puo’ ora dire che l’Italia ha stravinto contro la Francia. Io penso ci sia veramente poco da festeggiare: questo milioni di ettolitri e’ la media del pollo tra una revisione al ribasso di un milione di ettolitri nel Nord Italia e una revisione al rialzo di 2 milioni nel sud Italia, principalmente Puglia e Sicilia (controbilanciato da un calo dell’Abruzzo). Pero’ penso di usare questo post anche per mostrare quanto le stime di produzione possano essere volatili: la produzione piemontese e’ passata da +11% a -9% nel giro di 2-3 mesi (nonostante ISMEA avesse stimato un calo del 18%), quella del Friuli era attesa a -24% e sembra debba crollare del 40%. I numeri della Puglia sono stati arrotondati: da -6% a +30%. Mi sembra di poter dire (si potrebbe fare una petizione a ISTAT?) che sarebbe il caso di smettere di aggiornare previsioni completamente errate e lasciarci fino ad aprile nella suspence: un numero solo, che sia quello giusto…


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Elasticita' della domanda di vino: dati per nazione ed evoluzione nel tempo – studio AAWE

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Torniamo sull’argomento dell’elasticita’ della domanda del vino con uno studio di James Fogarty che e’ stato pubblicato su AAWE e che fa una specie di riassunto degli studi condotti sino ad oggi e li rielabora cercando di mettere a confronto il vino, la birra e gli spirits sia rispetto ai diversi paesi che nel tempo. In altre parole, lo studio cerca di comprendere come il comportamento dei consumatori nei confronti delle bevande alcoliche e’ cambiato nel tempo. Quali sono le conclusioni? (1) che la birra mostra una elasticita’ minore del vino e degli spirits sia a variazioni del reddito che al suo stesso prezzo; (2) riguardo al vino, che la domanda non sembra essere particolarmente influenzata dal prezzo in Francia, Giappone e Germania, mentre lo e’ molto di piu’ in Italia e Spagna; (3) che la domanda di vino e’ molto influenzata dall’andamento dell’economia nei paesi anglosassoni, relativamente di meno in Europa e quasi per niente in Spagna; (4) lo studio rispetto al tempo mostra che la domanda di vino e’ diventata sempre piu’ sensibile al reddito fino agli anni 60 per poi cominciare a scendere. Si stima che nei prossimi anni il vino possa diventare un prodotto sempre piu’ “anticiclico”; (5) al contrario, si stima che la domanda di vino diventi piu’ elastica al prezzo, seguendo la tendenza iniziata negli anni 50, questo perche’ (secondo lo studio) il vino tende ad avere sempre piu’ alternative di consumo.


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Il bilancio e le scorte di vino nell'Unione europea – aggiornamento 2007/08

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Fonte: Unione Europea
L’Unione Europea ha pubblicato un dossier completo con il bilancio delle campagne vinicole europee fino alla stagione 2007-08 (vendemmia 2007). Ho riclassificato tutti i numeri che potete scaricare in questo file allegato. Al fine di cogliere al meglio i dati, dovete considerare che gradualmente l’Unione europea si e’ allargata verso Est e questi numeri mostrano delle tendenze (soprattutto nei consumi) che sono chiaramente influenzate dall’aggiunta di nuovi paesi. Cosa ci mostrano questi dati? (1) che il bilancio del vino dell’unione e’ in buon equilibrio, grazie agli interventi regolamentari per distillare gli eccessi produttivi; (2) che l’ingresso dei nuovi paesi ha dato una nuova spinta ai consumi, senza portare significativi incrementi di produzione; (3) che il confronto tra produzione e consumo umano continua a mostrare uno sbilancio di circa 20m di ettolitri; (4) che la situazione delle rimanenze e’ sotto controllo, con circa 160m di ettolitri di vino a fine vendemmia 2007, ma pur sempre equivalenti a circa il 111% del consumo annuo (incluso usi industriali e senza import-export), rispetto al 130% raggiunto nella vendemmia 2004.


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Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – produzione e vendite 2007

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Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e’ una delle denominazioni con la piu’ forte crescita in Italia. Il valore di mercato al consumo e’ stimato pari a EUR370m nel 2007 su una produzione (e vendita) di circa 57m di bottiglie, di cui 47m sono della categoria spumante. Come delinea l’approfondita analisi di mercato del centro studi del distretto, il Prosecco e’ coltivato su 4830 ettari, di cui 107 nell’area Cartizze da 2800 viticoltori. Quali sono le principali conclusioni che traiamo da questo studio: la tumultuosa crescita dei volumi e’ stata ottenuta attraverso prodotti di prezzo piu’ basso in Italia, mentre nei mercati esteri c’e’ un forte riposizionamento del prodotto tra i diversi mercati. In Italia, il Prosecco e’ cresciuto sfruttando il canale della distribuzione indiretta, mentre lo sbocco originariamente dominante dell’Horeca procede con una crescita costante ma meno evidente.


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