Produzione e superfici


Produzione per vitigno e valore delle uve – Provincia di Trento 1999-2006

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Le vacanze servono anche per fare un po’ di ricerca di nuovi dati da elaborare e inserire sul blog. Una delle cose trovate e’ relativa all’andamento della produzione di uva e del valore per vitigno della provincia di Trento. Puo’ sembrare un argomento iper-specialistico, ma mostra come nell’arco di 5-6 anni la base ampelografica di una provincia possa cambiare quanto c’e’ un forte sbilancio tra il valore di un tipo di uva e un altro. In questo caso, potremmo chiamare questo post: il declino della Schiava (e in parte dei vitigni rossi) lascia spazio ai vitigni bianchi, come Pinot Grigio, Pinot Bianco e Chardonnay. Come mai? A partire dal 2003, produrre uva bianca ha reso il 30% in piu’ (per quintale di uva) che nel passato, se le statistiche dell’Annuario della provincia di Trento sono corrette. E il valore di un quintale di Pinot Grigio e’ oltre il doppio di un quintale di Schiava. Ecco quindi che in un mondo razionale la produzione di Schiava passa da 150k/q del 1999 a 60k/q nel 2006 e quella di Pinot Grigio cresce da 150k/q a 250k/q…


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Produzione mondiale di vino 2008 – stima OIV

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Fonte: OIV
OIV ha pubblicato il suo aggiornamento di ottobre, che come ogni anno fornisce una prima indicazione della produzione mondiale di vino nel 2008 (+0.3% sulla previsione mediana) e dell’evoluzione dei consumi globali (+0.6% nel 2008). Ebbene, per il secondo anno consecutivo, sembra che il mercato del vino sia in leggero deficit (di circa 6-7m/hl), una volta che nei consumi sono inclusi i 25-30m/hl che vengono impiegati per usi industriali e per la distillazione. L’aggiornamento va pero’ in profondita’ essenzialmente nel settore della produzione, dove possiamo notare il calo della produzione europea (-1%), compensato da un incremento del 4% nella produzione del nuovo mondo (USA-Australia, Africa e Cile). Il paese con la vendemmia peggiore dal punto di vista quantitativo nel 2008 sembra essere stato la Francia, con un calo del 6% rispetto al 2008 ma ben del 14% rispetto alla media del quinquennio 2004-2008. Dall’altro lato, appare evidente il recupero dell’Australia (+22% a 11.8m/hl), anche se largamente sotto il suo livello standard del 2004-2006 (oltre 14m/hl).


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Produzioni di vino di alta qualita' in calo in California nei prossimi anni?

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Ian Malone di Vineyard Investment & Finance ha recentemente scritto un paio di pagine molto interessanti relativamente alla produzione di vino di alta qualita’ in California. Secondo i suoi calcoli, la produzione di vino di alta qualita’ in California non riuscira’ a sopperire all’atteso incremento della domanda nel mercato. Come mai? Perche’ non si pianta piu’ nuova vigna (la vigna “in preparazione” e’ circa il 3% del piantato totale, nel segmento alta qualita’) e, considerando una vita media del vigneto di 50 anni, nei prossimi 3-4 anni diventeranno “obsoleti” (puo’ essere) una quantita’ di vigneti leggermente superiori a quelli che entrano in produzione. Se cosi’ sara’, l’offerta di vini ultrapremium californiani (oltre $25 di retail price) non crescera almeno fino al 2011-2012 aprendo il campo ai seguenti scenari: (1) un aumento delle importazioni di vino non americano di qualita’ in USA; (2) un aumento del prezzo delle uve californiane di alta qualita’ e, di conseguenza, del valore delle vigne californiane che forniscono questi prodotti. Dopodiche’ se i nuovi impianti riprendessero al vecchio ritmo, il vino californiano potrebbe tenere un 3-3.5% di aumento annuo della domanda… oltre questo (io ho forti dubbi che sia uno scenario realistico), il vino americano lascerebbe spazio ai concorrenti esteri…


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DOCG, DOC e IGT in Italia – aggiornamento 2007

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Fonti: INEA, ISTAT
Incrociando i dati di INEA con quelli di ISTAT, facciamo oggi il punto sulle denominazioni di origine in Italia. Dopo una sorta di ristrutturazione occorsa nel 2002 (in cui sono scomparse 20 denominazioni, prevalentemente DOC), il numero di DOCG, DOC e IGT e’ costantemente salito, raggiungendo il totale di 476 a fine 2007. In realtà, questa crescita e’ piuttosto allineata con il graduale spostamento della produzione verso i vini di qualità, per cui la produzione media per denominazione sta in realtà leggermente crescendo, ma resta pur sempre su livelli troppo bassi (40mila ettolitri per denominazione): a livello regionale, alcune regioni hanno produzioni medie per denominazione veramente basse: Calabria, Sicilia, Liguria e Basilicata sono tutte sotto i 10mila hl per denominazione. Tra le regioni che hanno promosso un numero maggiore di nuove denominazioni va menzionata sicuramente la regione Marche (+6 dal 2001). Non e’ difficile concludere che servirebbe una sostanziale semplificazione, che possa consentire una adeguata promozione delle denominazioni: bisognerebbe proporre una sorta di soglia di sbarramento su dei minimi di produzione medi (e su un minimo di una denominazione per regione), che se non rispettati danno luogo all’abolizione della denominazione. Ci riusciremo?

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Crossing INEA and ISTAT data, we can get an update on designations of origin in Italy. After a kind of restructuring occurred in 2002 (when 20 names were deleted, mostly DOC), the number of DOCG, DOC and IGT steadily rose, reaching a total of 476 at the end of 2007. In fact, this growth is quite aligned with the gradual shift of production to quality wines, so the average production per denomination is in fact growing slightly, but is still at a very low level (40k hectoliters per denomination): split by region, some have production averages really low: Calabria, Sicily, Liguria and Basilicata are all under 10 thousand hl per denomination. Among the regions that have promoted more new names we should mentioned surely the Marche region (6 new since 2001). It is not difficult to conclude that we would need a substantial simplification, which could allow an appropriate promotion of names: we should propose a kind of threshold of the barrier on the minimum average production (and a minimum of 1 name per region), which if not respected would imply the elimination of the name. Will we succeed?

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Il primo grafico vi mostra come si e’ passati da 463 denominazioni del 2001 alle 476 del 2007. Le DOCG sono quasi raddoppiate da 23 a 40, le DOC sono passate da 325 a 316 (ma dopo la ristrutturazione erano 303), le IGT sono passate da 115 a 120. Mi verrebbe da dire che la scomparsa delle DOC non è veritiera: si tratta per lo piu’ di riclassificazioni nella categoria superiore delle DOCG.
The first chart shows you how we moved from 463 names in 2001 to 476 in 2007. The DOCG almost doubled from 23 to 40, the DOC increased from 325 to 316 (but after the restructuring they were 303), the IGT increased from 115 to 120. I would say that the disappearance of DOC is not true: it is in most cases a reclassification in the higher category of DOCG.

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Il secondo grafico incrocia le produzioni totali DOC/DOCG con il numero di denominazioni. L’unità di misura e’ l’ettolitro. Quindi mediamente una denominazione italiana (escluse IGT) fa circa 40000hl. Non e’ difficile individuare (a parte il picco del 2006 a 43000hl) un trend crescente piuttosto costante: cio’ significa che la produzione di vino DOC/DOCG cresce leggermente piu’ di quanto facciano le denominazioni. Non siamo pero’ nella situazione ottimale: se riuscissimo a far diminuire le DOC ci troveremmo con un numero minore di denominazioni piu’ grandi, con una possibilita’ maggiore di fare promozione e un costo implicito per ettolitro prodotto (o bottiglia, se volte), molto inferiore.

This second graph crosses the total production DOC/DOCG with the number of denominations. The unit of measure are hectolitres. So on average a Italia designations (except IGT) produce about 40000hl. The trend (apart from the peak of 2006 at 43000hl) is growing: this means that the production of qualità wine grows slightly more than the names. We are not in the ideal world, though. If we could reduce the names we would find ourselves with fewer lager names, with a chance to do more promotion and an implicit cost per hectolitre of product (or bottle) much lower.

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E siamo al grafico per regione. Qui vedete due classifiche. Quella della produzione per DOC/DOCG, che vede primo l’Abruzzo con 154000hl di produzione per denominazione. Forse e’ un caso, forse i motivi sono altri, ma il vino DOC abruzzese (Montepulciano) è una presenza irrinunciabile in qualsiasi reparto vino della grande distribuzione. Molto alte anche le produzioni in Trentino a 127000hl, Veneto ed Emilia Romagna. Invece, come vedete siamo ben lontani da una situazione anche normale in Calabria, Sicilia e Liguria, dove le produzioni sono veramente minuscole.
Let’s move to the chart per region. Here you see two rankings. That output by DOC/DOCG, which sees the first Abruzzo with 154000hl production per name. Maybe it is a coincidence, perhaps the reasons are others, but the Abruzzo wine (Montepulciano) presence is essential at any wine department of supermarkets. A high production per name is also in Trentino, Veneto and Emilia Romagna. Instead, as you can see we are far from a normal situation in Calabria, Sicily and Liguria, where the productions are really tiny.

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Il secondo grafico invece vi mostra come sono variate le denominazioni tra il 2001 e il 2007. Chi ha tolto e chi ha aggiunto. Tra chi a tolto (secondo me con merito), troviamo la Toscana, il Piemonte e Umbria. Chi ha aggiunto (crollando nella classifica della dimensione media) e’ stato principalmente le Marche.
The second chart shows you how the names changed between 2001 and 2007. Which regions cancelled and which added. Among those which cancelled Tuscany, Piedmont and Umbria. The one adding more denominations (collapsing in the ranking of average size) was mainly Marche.

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Liguria – superfici e produzione di vino – aggiornamento 2007

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Fonte: ISTAT
In queste vacanze natalizie, e’ giusto coprire qualche mancanza del blog. Una di queste e’ la presentazione dei dati relativi alla regione Liguria. Quando penso a quello che abbiamo scritto su questa regione, mi vengono in mente le vigne molto vecchie e il gran numero di denominazioni rispetto alla produzione. In this holiday season, I try to cover the holes of the blog. One of these is the data for the Liguria region. I think that about Liguria we wrote in the past about its very old vineyards and the large number of names in relation to production.
• La produzione di vino e’ scesa da qualche anno sotto i 100mila ettolitri, ma sembra aver recuperato nel 2008 intorno a 120mila hl, secondo i dati preliminari ISTAT, cioe’ circa il 30-35% sopra sia il livello del 2006 che la media degli ultimi 6-7 anni. A livello provinciale, La Spezia sembra aver guadagnato circa il 65% e con 68mila hl rappresenterebbe oltre la meta’ della produzione regionale. A Imperia si tratterebbe invece di un’annata “normale” (+1% rispetto al 2006 e +7% rispetto alla media storica), cosi’ come per Savona (-1% e +4% rispettivamente).


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