Produzione e superfici


Produzione di vino DOC in provincia di Bolzano – aggiornamento 2008

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Dunque, il post di oggi e’ molto specifico ma anche molto interessante per capire la direzione in cui secondo me le DOC italiane dovrebbero cercare di andare. Si tratta di dati che l’associazione dei vignaioli dell’Alto Adige mi ha fornito (spontaneamente, grazie Christian!) sulla produzione di vini DOC (e IGT) nella provincia di Bolzano. Ricordandovi che in passato abbiamo parlato di questo pezzo del vigneto italiano, e prima di addentrarci nei numeri, mi pare importante fare una considerazione: la provincia focalizza il suo sforzo su un marchio: Alto Adige. Qui si concentrano 265mila dei 315mila ettolitri di vino DOC. E qui sta la forza del marchio: 4 volte la produzione di Brunello di Montalcino. Sotto questo cappello si sviluppano 3 sottozone (che coprono circa il 10% della produzione) e un mare di vitigni differenti (io ne conto circa 25), a voler fare un commento anche troppi. Pero’ questa DOC fa 26.5 milioni di litri di vino, moltiplicato un carico per il marketing di 50centesimi al litro fa 13 milioni di euro all’anno per sponsorizzare la DOC. Sono molti soldi e sono i soldi che la maggioranza delle altre DOC Italiane non si possono permettere. E ora guardiamo qualche numero.


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Produzione di vino Italia 2008 – dati definitivi

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Siamo giunti a una stima di produzione di vino che chiamerei “finale”, anche se ISTAT continua a sottolineare che i dati potrebbero essere ulteriormente modificati. La vendemmia 2008 e’ stata dunque di 46.1m/hl, il 4% inferiore alla media degli ultimi 5 anni ma l’8% in piu’ rispetto al 2007. Il calo rispetto alla media storica e’ soprattutto da ricercare nel centro-sud (12% e 4% rispettivamente sotto la media storica), dato che il Nord ha fatto segnare una produzione molto vicini alla media quinquennale (-1%). Il confronto con il 2007 e’ fortemente fuorviato dall’andamento molto cattivo della produzione nel 2007 soprattutto al sud (che mostra quindi un rimbalzo del 23%). Non serve ribadire cio’ che abbiamo detto gia’ molte volte: una produzione quale quella del 2008 e’ tale da determinare un’eccedenza rispetto a quanto il mercato e’ in grado di assorbire.


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Veneto – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2007

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Secondo Federdoc, il Veneto ha registrato una produzione DOC/DOCG stabile durante il 2007 a 2.5 milioni di ettolitri, confermandosi il leader italiano per volumi davanti al Piemonte (2.2m/hl) e alla Toscana (1.6m/hl). Le superfici denunciate a DOC/DOCG sono state 28850 ettari da parte di 23189 produttori, con una produzione di uva di 3.7 milioni di quintali e una resa per ettaro media di ben 128q/ha, la piu’ alta in Italia dopo la Basilicata (156!).

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• La produzione resta molto concentrata su 5 DOC/DOCG, che rappresentano 1.8 dei 2.5 milioni di ettolitri. La progressione dei volumi e’ costante (+1.3% nel 2007 e 6% nel 2006).

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• Tra le 5 DOC/DOCG critiche, Soave resta largamente la piu’ significativa con 574k/hl di produzione, seguita da Valdobbiadene (a 429k/hl in costante crescita) che ha superato la DOC Valtellina.

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• Tra le grandi DOC/DOCG, Bardolino e’ quella che e’ cresciuta di piu’ in produzione di vino, con un +15% nel 2007, anche se cio’ va in parte a compensare il calo dell’8% del 2006.

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• La DOC Amarone continua la sua ascesa, che sta diventando “un evento”. A livello di superfici, le denunce hanno superato i 1000 ettari per la versione Classico, a cui si aggiungono 311 ettari per la versione base e 30 della Valpantena. Totale 1365 ettari, contro 931 di appena 2 anni fa. Purtroppo Federdoc non fornisce il dettaglio degli ettolitri prodotti.

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Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2008

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Come mai la Nuova Zelanda ha esportazioni in crescita e produttori con ottimi profitti (vedere Delegat’s per credere)? Semplice, sono in pochi e molto grandi (50 ettari per azienda in media), hanno improntato la loro produzione vinicola all’alta qualita’ (vedi rese basse), si sono concentrati e continuano a farlo su quello che gli viene meglio (il sauvignon), hanno dei metodi di misura precisi (vedi questo file che annualmente viene emesso). Noi umilmente guardiamo ai grandi numeri, ma se volessimo potremmo tagliare la Nuova Zelanda per vitigno, per sottozona e conosceremmo il valore delle uve, chi ha comprato che cosa. Poi c’e’ l’altro studio che ci dice quanto guadagneremmo. Direi un’oasi, un’isola felice per chi deve prendere delle decisioni di investimento. Peccato che stia dall’altra parte del mondo, verrebbe da dire. Pero’ fa arrabbiare: con le risorse che puo’ muovere il mondo del vino italiano siamo arroccati su 400 denominazioni di origine, centinaia di vitigni autoctoni (tutti molto degni di esistere, ma quasi tutti senza massa critica per competere), superfici vitate medie ridicole che soltanto il mondo cooperativo riesce in qualche modo a convogliare (purtroppo generando leader di mercato sterili che competono su piani diversi rispetto alle altre aziende del settore). Resta un punto critico: la Nuova Zelanda comincia a essere un produttore “grandino”: 2 milioni di ettolitri, con i consumi domestici ormai stabilizzati e le esportazioni ancora in crescita. La crisi del mercato globale potrebbe quindi essere piu’ che una minaccia per questa esemplare storia di successo.


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Toscana – produzione di vini DOC e DOCG – aggiornamento 2007

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Fonte: Federdoc
La produzione di vini DOC/DOCG in Toscana nel 2007 e’ stata di 1.57 milioni di ettolitri, in calo del 2.5% rispetto al 2006. Cio’ si e’ registrato a fronte di un calo del 6% delle superfici denunciate da 33468 a 31543 ettari. Alcune delle vittime di questo calo sono stati il Chianti (-2% a 15179ha), il Chianti Classico (-9% a 5883 ettari), ma anche il Brunello di Montalcino (-21% a 1334 ettari). Ne deriva una quadro dove la produzione dei grandi vini rossi toscani è in netto calo, con le uniche eccezioni delle denominazioni Rosso di Montalcino (+47% nel 2007) e Bolgheri (+29%). Resta stabile la produzione di Vino Nobile di Montepulciano e di Chianti, mentre scende del 31% quella di Sant’Antimo, del 19% quella di Brunello e del 14% quella di Morellino di Scansano. Mi ripetero’ per l’ennesima volta, ma va apprezzata la presenza di una grande DOCG come il Chianti, che rappresenta quasi al meta’ delle superfici DOC/DOCG (i due terzi insieme al Chianti Classico), potendo quindi beneficiare di mezzi adeguati per la sua promozione e della presenza di grandi aziende che la possano supportare e sviluppare. Come promesso vi lascio a una serie di grafici e tabelle che sono ben piu’ interessanti delle mie parole!


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