Produzione e superfici


Sud Africa – produzione di vino e superfici vitate, aggiornamento 2017

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Il Sud Africa sta continuando in un percorso di graduale riduzione delle superfici vitate e di incremento delle rese per ettaro. Anche nel 2017 la base ampelografica è calata di 1300 ettari a 94500 ettari totali, mentre la produzione di vino è cresciuta del 2% a 9.2 milioni di ettolitri. Il focus della produzione si è ormai spostato verso i vini bianchi (55% della superficie vitata e 66% della produzione totale), con due vitigni fondamentali: lo Chenin Blanc e il Clombard, e uno in crescita, il Sauvignon. Le esportazioni di vino vanno nella medesima direzione, naturalmente, con un significativo incremento dei vini bianchi. Il mercato resta bilanciato per circa il 50% del vino all’esportazione e l’altro 50% destinato al mercato interno. Stenta invece a decollare la produzione e l’esportazioni di vini spumanti. Passiamo a una breve rassegna dei dati.

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Australia – produzione di vino 2018

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Dopo l’annata record del 2017, la produzione di vino australiana è calata del 9% circa nel 2018, a 12.5 milioni di ettolitri, in linea con le medie storiche. Il report 2018 pubblicato dal WFA (Winemakers’ Federation of Australia) fornisce ampi dettagli su zone, vitigni e soprattutto valore delle uve. Infatti, a fronte del calo produttivo si è generato un incremento dei prezzi delle uve (in media oggi in a poco più di 600 dollari australiani per tonnellata di uva) che ha consentito alla fase produttiva dell’industria australiana di subire un calo ben più contenuto (1-2%) in termini di valore del prodotto. La seconda evidenza importante dei dati che pubblichiamo oggi è l’andamento in controtendenza della produzione di Chardonnay, che nel 2017 era calato nell’ambito di una vendemmia record, mentre nel 2018 è ritornata su livelli molto simili a quelli del principale vitigno locale, lo Shiraz. Passiamo ai dati.

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Germania – produzione vino e superfici vitate 2017

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La produzione di vino tedesca nel 2017 ha seguito il destino gramo degli altri paesi europei. Il volume di 7.5 milioni di ettolitri marca una delle due vendemmie peggiori dal 2002 a questa parte (l’altra ancora peggio fu nel 2010, con meno di 7 milioni di ettolitri). Come spesso accade in queste occasioni sono i vini di minore qualità a subire le maggiori conseguenze. Infatti sia i vini da tavola che i Prädikatswein sono stati largamente sotto le medie storiche, mentre per i vini di qualità (Qualitätswein) il calo è marcato ma rispetto alla media siamo sotto soltanto del 7% circa. Come abbiamo commentato nel pezzo sul mercato, così come i consumi anche la produzione si sta spostando verso i vini bianchi, anche se lo spostamento non è facile da riconoscere anche a causa della minore resa dei vini bianchi rispetto a quelli rossi (circa il 20% nel caso della Germania). Resta il fatto che sui 102mila ettari circa del vitigno tedesco negli ultimi 5 anni si sono aggiunti 1800 ettari di vigna bianca e se ne sono perduti 1600 di rosso. Un accenno al 2018, che invece è tornato a 9.8 milioni di ettolitri, quindi un livello a sua volta il 10% circa sopra la media storica, e per volume la terza/quarta vendemmia più generosa dal 2002. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Argentina – produzione di vino 2018

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Come per il Cile, anche in Argentina la vendemmia 2018 ha segnato un ritorno a livelli produttivi del passato: i 14.5 milioni di ettolitri prodotti sono circa il 7% sopra la media storica decennale e salgono del 23% rispetto al passato. Lo stesso, anzi forse ancora di più accade per i mosti, che si riportano sui livelli di 5 anni fa. Lo sforzo di specializzazione degli argentini continua imperterrito: abbiamo analizzato nel post le tendenze degli ultimi anni e la produzione di Malbec e Torrontes è ulteriormente cresciuta, passando dal 17% del 2011 al 23% della produzione totale nel 2018, percentuale questa che include anche i vitigni (principalmente rosati) destinati ai mosti. Il tutto a discapito dei vitigni internazionali, ma anche della nostra Bonarda, che comunque resta la seconda produzione più importante nel paese. Passiamo a commentare brevemente i dati.

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Cile – produzione di vino 2018

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La produzione di vino cileno riprende quota nel 2018 dopo due anni decisamente sotto tono. I dati del ministero dell’agricoltura indicano una produzione di vino prossima a 13 milioni di ettolitri, cioè il massimo storico raggiunto dal paese sudamericano, con una quota sempre molto importante di vini di qualità. Un aspetto interessante e differente da quello che succede negli altri paesi è la crescente diversificazione dei vitigni e lo spostamento dai rossi ai bianchi. Fino al 2014 Cabernet Sauvignon tra i rossi e Sauvignon Blanc tra i bianchi cresciuti fino a raggiungere il 50% della produzione totale, mentre da quell’anno la tendenza si è invertita e nel 2018 i due rappresentavano soltanto il 43%, soprattutto per la riduzione del peso del Cabernet Sauvignon. A guadagnare terreno, oltre allo Chardonnay, non sono però i vitigni internazionali classici quanto alcuni meno ovvii come il Pais Mission e il Pedro Jimenez. Vedremo se nascera qualcosa di interessante nei prossimi anni. Per ora concentriamoci sui dati 2018.

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