03.3 Prod/Sup – USA


Produzione mondiale di vino 2010 – stima OIV Marzo 2011

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Il post “macroeconomico” della produzione mondiale di vino e’ sempre piuttosto interessante, come anche la lettura del rapporto redatto da OIV. Che cosa dice OIV? Che la produzione mondiale di vino e’ scesa nel 2010, forte di una annata non eccezionale ma anche delle azioni europee relative all’espianto della vite (superficie vitata mondiale -1.7% nel 2010 secondo OIV a 7.55 milioni di ettari) . In questo modo, secondo l’organizzazione, il mercato del vino resterebbe “in tensione” dato che la domanda nel 2010 non dovrebbe essere scesa in modo significativo (-0.1/-0.2% secondo OIV), attestandosi tra 230 e 240 milioni di ettolitri; mentre l’offerta dovrebbe essere scesa dallo stimato 271m/hl del 2009 a 256-263m/hl (ricordate sempre che OIV considera un certo quantitativo (30m/hl) come utilizzati per scopi industriali (distillazione) e non quindi strettamente consumati.


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Cause e conseguenze dell’incremento di alcol nel vino americano – studio AARES conference

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Il documento da cui questo post e’ tratto e’ caricato qui.

Vi segnalo e vi allego questo rapporto sulla tendenza all’aumento del contenuto di alcol nei vini americani negli ultimi 30 anni. E’ un rapporto interessante perche’ dimostra un significativo incremento del contenuto di alcol nel vino e lo rapporta sia alla tendenza del mercato (che negli anni ha richiesto vini piu’ morbidi e maturi) ma anche all’aumento delle temperature dell’area californiana negli ultimi anni. Non si raggiungono considerazioni eclatanti ma si prova una tendenza molto consolidata e che probabilmente, nei prossimi 10-15 anni, potrebbe diventare una specie di handicap per il prodotto vino, a fronte di una tendenza “salutistica” che ovviamente classifica l’alcol tra le cose negative e da evitare. Con una considerazione molto interessante: viste le differenze nell’incremento di alcol tra vini premium (di piu’) e vini base (di meno) o tra vini bianchi (di piu’) e rossi (di meno), sembra di poter dire che il contenuto di alcol sia totalmente gestito dal produttore, che quindi potrebbe anche reagire e compensare il cambiamento climatico con tecniche produttive adeguate.



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Le aree vitate nel mondo – aggiornamento 2007 – fonte OIV

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Dopo 3 anni aggiorniamo la situazione delle aree vitate nel mondo, che secondo OIV ammontavano a circa 7.8 milioni di ettari a fine 2007. Il numero e’ soggetto a una serie di stime e, soprattutto, riguarda sia la vite per la produzione di vino che quella per l’uva da tavola, per il succo d’uva e per l’uva passa. Guardando al trend degli ultimi anni, sembrerebbe un calo leggero ma costante. Nei rapporti degli anni precedenti il valore piu’ alto fu quello del 2002 con circa 7953mila ettari. Da quell’anno secondo OIV se ne sono persi circa 160mila per arrivare al numero del 2007 di circa 7792mila. Sono pero’ numeri in costante aggiornamento.



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Produzione mondiale di vino 2010 – stima OIV Ottobre 2010

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In attesa che Istat ci illumini sulla produzione italiana di vino del 2010, cominciamo a guardare I dati preliminari mondiali 2010 di produzione di vino, che sono stati comunicati da OIV qualche settimana fa. Secondo l’organizzazione, si stima una produzione di vino di circa 259 milioni di ettolitri, con un calo del 4% rispetto al livello del 2009 e del 7% inferiore alla media degli ultimi 5 anni. Per quanto riguarda l’Italia OIV ci accredita di circa 42.6 milioni di ettolitri, 5 in meno rispetto al 2009, che significa un -11% sul 2009 e un -13% sulla media quinquennale. Sono dati “sballati” per come li conosciamo noi, ma cosi’ sono pubblicati e cosi’ li teniamo per coerenza con il resto (ISTAT vede produzione 2009 a 45.4m/hl e non 47.7m/hl come in questo rapporto). Al di la’ della bonta’ o meno dei numeri (mi aspetterei che almeno sui dati italiani OIV fosse coerente con ISTAT, ma cosi’ non e’), le conclusioni sono chiare: (1) l’Europa continua a perdere in quota di mercato sulla produzione mondiale a favore del resto del mondo. Cosi’ e’ stato negli ultimi anni. L’Europa oggi e’ il 59% del vino mondiale, nuovo punto di minimo (60% quello precedente nel 2008); (2) tra gli altri paesi sta crescendo forte l’Argentina, che sta sempre meno vendendo mosti e sempre piu’ vinificando. Con questi dati ha superato di gran lunga l’Australia come quindo produttore mondiale dopo Francia, Italia, Spagna e USA.



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