Dati finanziari


Il fatturato sale, ma i costi di piu'… – indagine Mediobanca, seconda puntata

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Bene, dopo aver schizzato il modello della grande azienda vinicola italiana, vediamo come si sono mossi i numeri negli scorsi anni.

Devo premettere che questi dati non sono lusinghieri. Devo pero’ ipotizzare che le vendemmie 2002 e 2003, che sono state pessime in quantita’ abbiano in qualche modo influenzato questi numeri, e in particolari i risultati finanziari 2003 e 2004. Per cui, spacchero’ il 2000-2002 con il 2000-2004, in modo da cercare di isolare un eventuale influenza delle annate avverse.

After a brief introduction of the structure of the large Italian wine firm, we give a look to the key trends. To start with, it is quite evident that figures are not really good, probably due to the bad vintages of 2002 and 2003. For this reason, data will be read both over the 2000-04 period and just in 2002-04, trying to isolate the adverse data.

  • Il fatturato cresce del 5.7% nel quadriennio e dell’8.4% tra il 2000 e il 2002. In questa crescita, e’ abbastanza sorprendente notare come il fatturato italiano cresce piu’ di quello esterio, +6% rispetto a +5%. In realta’ nel 2000-2002 la situazione era invertita (estero +9%, Italia +8%).
  • I margini sono calati nel 2003 e non si sono ripresi nel 2004. il MOL (cioe’ fatturato dopo tutti i costi salvo gli ammortamenti) e’cresciuto solo del 3% annuo, e il margine e’ sceso da circa il 12-13% al 10.5%-11% degli ultimi due anni. Sara’ interessante osservare se si riprendera’ in virtu’ della ricca vendemmia 2004.
  • sales grew by 5.7% in the 4 years and by 8.4% in 2000-02. In this data I was quite surprised to observe that Italian sales were performing better than foreign ones: +6% vs. +5%. Acutally in 2000-02 the trend was exactly the opposite.
  • Margins went down in 2003 and did not recover in 2004. EBITDA margin was growing only by 3% annually and the margin diluted from 12-13% to 10.5-11% in the last 2 years. It will be interesting to see what trend it showed in 2005 following the rich 2004 vintage.

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Constellation Brands – seconda puntata

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Dopo aver esaminato le caratteristiche di questo gruppo, che rappresenta il piu’ grande produttore di vino del mondo e’ ora di guardare i numeri. Stavo guardando la dimensione relativa di Constellation (CB) rispetto a quella del mercato italiano del vino cosi’ come censito da Mediobanca nel suo rapporto. Ebbene, secondo i dati del 2004 (ultimi disponibili per il mercato italiano), Constellation ha fatturato USD4088m, mentre secondo il campione Mediobanca, al cambio medio di quell’anno di 1.25, il mercato italiano ha fatturato USD13300m. Volendo essere proprio del tutto onesti ed escludendo la birra e i superalcolici, CB arriva a USD2851m rappresentando da sola circa il 21% del mercato italiano del vino.

Ma approfondiamo un pochino i risultati di Constellation degli ultimi anni. Beh, CB e’ cresciuta in modo rilevante negli ultimi anni, con un ritmo mediamente del 15% annuo. Il settore vino ha addirittura fatto meglio, anche grazie alle acquisizioni, in particolare quella di Robert Mondavi nel 2004, che ha portato i fatturato totale a +16% circa negli ultimi due anni.

After having pictured out the key features of Constellation Brands, it is curious to compare it with the size of the Italian market: Constellation brand sales of 4.1bn USD in 2004 compare with a value of USD13.3bn of the Italian market. Restricting the comparison to the wine segment, CB is at USD2.9bn, roughly 21% of the entire Italian wine market.
CB grew significantly over the last few years, by an annual 15%. The wine segment was the key growth driver, also thanks to acquisitions.

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I dati di Mediobanca sulle principali societa' del settore – aggiornamento 2004 – prima puntata

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VIsto che il rapporto Mediobanca ha un pochino ispirato il blog, penso che sia giusto esaminare i numeri che sono stati elaborati. Allora, vediamo cosa fa Mediobanca: pesca 82 societa’ nel settore del vino, cioe’ tutti quelli sopra 40 milioni di fatturato e circa il 70% di quelli che stanno tra 25 e 40 milioni. Poi fa le somme dei bilanci. Ne risultano dei dati anonimi ma estremamente interessanti come punto di riferimento per i ritorni sul capitale, i margini e le tendenze del fatturato, che credo possano essere di una qualche rilevanza per un produttore che voglia confrontare i suoi risultati.

Nella loro premessa indicano che nel 2004, questo campione ha generato 3.3 miliardi di fatturato, cioe’ il 31% del mercato italiano. Le prime 5 societa’ italiane nel 2004 erano: CAVIRO 264 milioni, GIV 258 milioni, CAVIT 161 milioni (nota: 3 cooperative ai primi 3 posti), Antinori 116 milioni, Giordano 115. Avremo tempo e modo per mettere in discussione questa classifica…

Mediobanca data on Italian wine industry – part 1

Since Mediobanca report has been the starting point of this blog, I will devote a couple of posts to show their main findings. Mediobanca selected the largest 82 wine producers in Italy: all the cellars generating over 40m EUR sales, 70% of ones between 25m and 40m revenues. Then, they take their company reports and they sum the key firgures.

In their foreword, they stated that in 2004 this sample generated 3.3bn sales, representing 31% of the Italian market. The first 5 companies were: CAVIRO (264m sales), GIV( (258m), CAVIT (161m), Antinori (116m), Giordano (115m).

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Constellation Brands – prima puntata

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Chi e’ Constellation Brands?
E’ un gigante del mondo vinicolo globale, quotato negli Stati Uniti, con un fatturato di 4.6 miliardi di dollari, circa 3.7 miliardi di euro. Volendo proprio spingersi a fare un confronto con il campione nazionale… circa 14 CAVIRO messe insieme. Ora, questi signori fatturano circa 2.3 miliardi di euro nel "branded wine", cioe’ nel vino imbottigliato di marca.

Who is Constellation Brands?

It is the giant of the global wine market, listed in the US, with 4.6bn USD sales (3.7bn EUR). Having to compare it with the Italian champion… it is 14 times larger than CAVIRO. Now, out of these 3.7bn, 2.3bn EUR are coming from branded wine, so bottled with with a "good" brand.

La loro strategia si basa su un trend di fondo del mercato che loro hanno identificato e che cosi’ definiscono (nel loro bilancio annuale chiuso a Febbraio 2006): primo, esiste un processo di consolidamento (cioe’ fusioni di societa’ nel mondo delle bevande alcoliche per farne entita’ piu’ grandi) tra produttori, grossisti e dettagliani. Secondo, ci sono dei trend di consumo interessanti, e cioe’: a) un aumento del consumo di vino GLOBALE (cioe’ mondiale); b) una crescita dei vini del nuovo mondo (USA, Australia, NZ, Cile, Argentina e Sud Africa) a discapito di quelli del vecchio mondo (Francia, Italia, Germania e Spagna); c) il vino e i superalcolici crescono piu’ della birra, particolarmente in US e UK; d) i consumatori fanno "trading up", cioe’ evolvono verso l’alto comperando "premium wines" a discapito dei "value-priced wines", ugualmente fanno per la birra e per gli "spirits", superalcolici.

What is their strategy like? They base it on a global trend which they define in this way: (1) first, there is a consolidation process in the wine market, both among producers and among producers and distributors; (2) there is a consumption trend which globally positive and even more positive for "New World" wines; (3) wine and spirits grow more than beer; (4) consumers are upgrading their consumption from basic wines to premium wines, and the same happens for beer and spirits.

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Import-Export Italiano di Spumanti: le quantita' non sempre dicono la verita'…

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L’ISMEA (che sta per Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) pubblica costantemente i dati relativi al prezzo dei prodotti agricoli (e anche del vino) e ha al suo attivo un interessante osservatorio nazionale sugli spumanti. Da questo osservatorio esce un rapporto annuale, la cui versione 2006 e’ stata appena presentata. Oltre a questo vengono pubblicate delle indagine sporadiche piuttosto interessanti relative al commercio e alle statisiche produttive.

L’osservatorio, in collaborazione con ISTAT ha tra pubblicato, in data 28 luglio 2006 i dati relativi all’import export di spumanti in Italia. Cominciamo a dare un occhio a questi numeri, che saranno poi oggetto di ulteriori analisi, dato che vengono pubblicate delle statistiche abbastanza interessanti sui dati del commercio internazionale. Il grafico qui sotto mostra subito quali sono i mercati chiave dello spumante italiano: Germania, USA, Regno Unito, Svizzera e Giappone sopra gli altri.

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