Mercato e consumi


Il valore delle DOC/DOCG – stima I Numeri del Vino 2015

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Dopo due anni riprovo ad affrontare il tema del valore delle DOC. Questa volta ho deciso di esplicitare tutte le “ipotesi sottostanti” alla valorizzazione, perchè alcuni valori non sono espliciti. Trovate le note nel proseguio del post. Naturamente il Prosecco la fa sempre più da padrone, con un valore che si avvicina a 400 milioni di euro, in crescita del 60% grazie alla combinazione del boom dei prezzi e di una produzione in costante crescita. Non solo, Conegliano Valdobbiadene supera Asti e diventa la seconda denominazione a maggior valore, con 135 milioni di euro, grazie all’incremento del prezzo dei vini all’origine, che presenta un premio del 25% rispetto al Prosecco. Terzo è l’Asti con 130 milioni di euro. Conclusione: le tre DOC più importanti italiane da un punto di vista del valore sono spumanti. I calcoli che si possono fare sono infiniti, combinando i Chianti, il Valpolicella con l’Amarone. Le conclusioni sono guidate da un incremento dei prezzi dell’8% in media per le DOC qui analizzate, su produzioni sostanzialmente stabili, naturalmente con importanti eccezioni per entrambi i componenti. Andiamo a guardare insieme il resto della classifica.

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Cina – importazioni di vino 2015

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Dati controllati e ricontrollati, facendo il controllo incrociato con le esportazioni e con i dati pubblicati dal Corriere Vinicolo. Ci sono leggere differenze qua e là ma la sostanza del discorso non cambia: le importazioni di vino in Cina hanno ripreso a correre nel 2015, sia che le calcolate in Euro, come facciamo in queste tabelle, che le lasciate in dollari. Il totale 2015 fa 1.83 miliardi di euro, +62%, oppure 2.04 miliardi di dollari, +36%. L’Italia porta a casa 91 miloni di euro, il 16% in più del 2014 che però è in leggero calo (-3%) se letto in dollari americani. Decisamente un cattivo risultato, considerato che gli spagnoli sono cresciuti del 40% e tutti quelli che vengono prima, francesi, cileni e australiani, sono cresciuti anche di più. Una ulteriore stranezza di questi dati è il calo delle importazioni cinesi di spumante, sceso del 10% a 55 milioni di euro; entrambi i numeri ci dicono di quanto sia irrilevante questa categoria per il mercato cinese, il che aiuta anche a spiegare come il vino italiano (spinto soprattutto dalle esportazioni di spumante) faccia fatica… Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2016

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Come dicevamo qualche giorno fa, i dati del primo trimestre sono molto particolari, considerando un giorno un più (29 Febbraio) ma anche, nel caso degli spumanti, la stagionalità della Pasqua, caduta più dentro il primo che non al secondo trimestre. Detto questo, gli spumanti restano l’unico fattore di crescita delle esportazioni in questo primo trimestre, con un incremento del 21% a 230 milioni di euro. Anche nella categoria si idenfica una forte divaricazione tra gli spumanti DOP, che volano a +34%, e le altre cagorie, stabili o calanti. Ma anche tra le geografie, con Regno Unito e USA che sostengono le vendite. A tale proposito, l’andamento del referendum di questo mercoledi (23 giugno) sarà particolarmente importante per definire l’andamento dei prossimi mesi. Entriamo quindi nei dati di dettaglio.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo trimestre 2016

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I dati sulle esportazioni di questi primi mesi del 2016 sono molto volatili, anche a causa delle differenze di calendario (anno bisestile, Pasqua leggermente anticipata). Ciò non aiuta a leggere le tendenze sottostanti, che vanno meglio identificate su periodi più lunghi. Detto questo, il primo trimestre chiude con un leggero incremento dell’export, circa +3%, essenzialmente legato alla crescita degli spumanti, che potrebbe essere stata leggermente aiutata dalla Pasqua. Intendiamoci, i dati non sono negativi: le esportazioni globali italiane sono rimaste stabili a 99 milliardi di euro nel trimestre e la categoria dove sta il vino (con alimentari e tabacco) è cresciuta da 6.9 miliardi a 7.1 miliardi (+1.8%). Certamente avendo il cavallo degli spumanti che sta correndo, forse i dati non sono così positivi come si poteva sperare. I vini fermi imbottigliati non crescono più a quanto è dato di vedere, così come sembra essersi esaurito il calo dei vini sfusi. Ne parleremo più diffusamente nei prossimi giorni con l’analisi dei vini spumanti, ma il loro incremento è sempre più legato al Regno Unito, che in questi giorni è al centro dell’attenzione per questo referendum sull’uscita dall’Unione Europea. Se vincesse il “sì” (“usciamo”) la sterlina perderebbe immediatamente valore, rendendo più costosi i nostri prodotti. Certamente un problemino da tenere in considerazione. Per ora, soffermiamoci sui dati trimestrali.

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Russia – importazioni di vino 2015

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Anche nel 2015 l’Italia ha mantenuto la leadership assoluta tra gli esportatori di vino in Russia. Purtroppo però i valori non sono più quelli degli anni precedenti, essenzialmente a causa del peggioramento del rapporto di cambio con il Rublo. Infatti, la Russia ha importato “solo” 622 milioni di euro di vino nel 2015, il 28% in meno del 2014 e il 33% in meno del record del 2014 (924 milioni), ma i cali sono tali soltanto nella nostra valuta. Le importazioni in valuta locale sono cresciute del 15% nel 2015, allo stesso ritmo degli ultimi 5 anni. In termini di volume, stiamo parlando di circa 4 milioni di ettolitri, il 20% in meno del livello del 2012-2013 (5 milioni di ettolitri) e circa il 15% in meno dei 4.7 milioni del 2014. SI riprenderà? La Russia è una economia fortemente legata al prezzo delle materie prime. Dove andrà il petrolio non lo sa nessuno: quando scende tutti dicono che scenderà di più e quando stava a 120 dollari al barile tutti si sperticavano in stime da 200 dollari. Certamente, in questo momento ci sono due fattori contrastanti: da un lato, il cambio ha continuato a peggiorare, tale per cui la Russia nei primi 4 mesi dell’anno ha un rapporto di cambio di 71 rubli per un dollaro rispetto a 61 dello scorso anno. Dall’altra c’è il tema petrolio: a guardare il grafico sembrerebbe di scorgere una inversione di tendenza.

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