Mercati e consumo


Posizione e peso dei vini italiani nelle classifiche Livex – aggiornamento 2013

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Nella classifica Livex che abbiamo commentato la scorsa settimana avevamo sottolineato il miglioramento delle posizioni di molti dei nostri vini. Oggi ripresentiamo i dati in modo aggregato per regione di provenienza per vedere le differenze tra i prezzi, i punteggi e anche l’andamento delle quotazioni dei vini. Ne esce un quadro più che lusinghiero per il nostro paese, che sta effettivamente diventando terra di conquista per i collezionisti mondiali del vino, dopo lo “scoppio” della bolla speculativa dei vini bordolesi. A livello di prezzi, meglio degli italiani vanni i vini della Borgogna. E sono proprio i prezzi, fino ad oggi, il problema dei vini italiani, se di problema possiamo parlare. Visti in prospettiva storica dal 2009 a questa parte, i vini italiani sono insieme a quelli del Rodano quelli che si sono rivalutati di meno, forse scontando l’entrata in classifica di nuovi nomi, che tendenzialmente hanno prezzi inferiori a quelli dei marchi già in classifica.

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco – vendite e esportazioni 2013

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I dati che commentiamo oggi sono relativi al Conegliano Valdobbiadene DOCG, nella sua declinazione “spumante”, che rappresenta il cuore dell’offerta di Prosecco (si chiama in effetti Prosecco Superiore), dato che da questa denominazione è nato il prosecco e dato che questa denominazione ne rappresenta il picco qualitativo. Mi ripeterò, ma il rapporto che viene prodotto annualmente dal Distretto di Conegliano Valdobbiadene è quanto di meglio si possa trovare non soltanto in Italia dal punto di vista dell’analisi della produzione, del mercato e dell’offerta enoturistica. Noi oggi ci occupiamo dei dati produttivi e di vendita relativi al 2013, che evidenziano ancora una volta una crescita del prodotto, del 2% per quanto riguarda lo spumante, del 4% se consideriamo anche le altre sottodenominazioni. Parliamo di circa 72 milioni di bottiglie, con un valore alla produzione di circa 362 milioni di euro e un valore al consumo superiore a 450 milioni di euro. La sorpresa nel leggere questi dati è che la crescita nel 2013 è stata guidata dal mercato italiano, e in particolare dalla GDO, e che così sarà anche nel 2014, a leggere i dati prodotti nel rapporto da IRI. Invece, le esportazioni mostrano per la prima volta dopo il 2008 un calo, dovuto principalmente alla contrazione delle vendite in Germania e Austria. Ma vediamo insieme i dati.

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La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo – aggiornamento 2014

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La classifica del Livex 2014 sui maggiori marchi mondiali del vino di qualità compravenduti dai collezionisti mette per il secondo anno consecutivo al primo posto Pavie, vino di Bordeaux, buono (valutazione media 96/100, tra le più alte della classifica), relativamente poco caro (1884 sterline per cassa contro la media dei 100 vini di 2190) e con un andamento di prezzo piuttosto costante nel tempo (non ha subito le forti oscillazioni dei grandi cru).

La novità più importante è che al numero 3 della classifica c’è Sassicaia (era il 39 lo scorso anno), con un prezzo medio di 1021 sterline per cassa (+5%), un punteggio di 96 e 13 annate trattate sulla piattaforma Livex. E’ la prima volta che un vino non francese fa una apparizione così in alto nella classifica. E’ un segnale importante della rinnovata forza dei vini di alta qualità italiani, che sono balzati all’attenzione di questi trader inglesi anche perchè non riescono più a fare soldi con quelli francesi. Si stanno dunque interessando al vino italiano che mai ha avuto una presenza così importante nella classifica: 13esimo Ornellaia (da 37esimo), 14esimo Gaja (non pervenuto lo scorso anno), 25esimo Masseto (che l’anno scorso al n.33 era il primo italiano), e poi ancora Giacomo Conterno al 31esimo, Bruno Giacosa al 60esimo, Solaia al 62esimo, Tignanello al 76esimo, Macchiole all’86esimo e Guado al Tasso al 100esimo. 10 vini in tutto, contro 7 del 2013 e 9 del 2012.

Andiamo a commentare insieme qualche dato in più.

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Majestic Wine – risultati 2013/14

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In queste vacanze di natale ho lavorato su Majestic Wine, che è un’azienda inglese focalizzata sulle vendite al dettaglio di vino. L’analisi del bilancio e le loro “idee” commerciali sono secondo me interessanti per chi opera nel dettaglio per capire come funziona il loro modello e per “confrontare”  i propri margini con quelli di questa grande catena di enoteche. Nata nel 1980 con un negozio a Londra, nel giro di 5 anni aveva aperto 13 enoteche, nel 1994 ha aperto al mercato “business to business”, poi nel 2000 ha cominciato l’ecommerce (oggi stabile a circa l’11% del fatturato), nel 2001 si è comperata le operazioni di Calais, dove viene venduto vino a chi entra in Inghilterra via traghetto a prezzi favorevoli. Nel 2002 aveva raggiunto quota 100 negozi, nel 2009 erano 150, con 200 milioni di sterline di vendite. Nel 2009 ha acquistato Lay & Wheeler, specializzato nella vendita en primeur di Bordeaux. A settembre 2013 i negozi erano diventati 200 e il progetto è di portarli a 330 nel lungo termine. Andiamo nel dettaglio del modello di business e dei principali numeri.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2013

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Il mercato del vino tedesco nel 2013 si conferma sui livelli del 2012, anche se i canali distributivi si stanno spostando verso i discount. I consumi pro-capite, secondo il Deutsche Wine Institute, sono in leggero progresso per i vini fermi, a 21.1 litri pro capite, anche se il valore delle vendite al dettaglio mostra un leggero calo, peraltro comune a quello della birra. Strutturalmente, il consumo di vino progredisce per quanto riguarda i vini esteri, arrivati a 12 litri pro capite e rimane stabile per quelli locali. Passiamo a commentare i grafici che presentiamo nel post.

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