Importazioni


Importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2017

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Il tabellone delle importazioni mondiali di spumante è un bel tabellone: è pieno di numeri positivi e in crescita, salvo uno, quello del Regno Unito. Il mercato come abbiamo visto qualche giorno fa cresce in modo sano, +9% nel 2017 e +6% all’anno dal 2012 a questa parte (+4% su 10 anni). La spinta viene da tutto il mondo, ma in valore assoluto volendo identificare due mercati particolarmente importanti per la crescita, certamente gli Stati Uniti, diventati nel 2014 il primo mercato e oggi al 19% delle importazioni mondiali, e il Giappone, terzo mercato mondiale dopo USA e Regno Unito, che sta mostrando una forte accelerazione negli ultimi due anni. Una curiosità: in questa classifica anche l’Italia figura molto bene avendo importato 185 milioni di euro di spumanti nel 2017, +12%. Siamo ancora lontani dai 300 milioni di 10 anni fa, ma dal 2015 la direzione è cambiata. Nota per i lettori: i dati sono qui presentati in valore in euro e in dollari. Non includiamo la tabella dei volumi, a causa delle evidenti discrepanze nei dati di importazioni di alcuni paesi (USA in particolare). Passiamo ai numeri.

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Russia – importazioni di vino 2017

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Dopo un paio di anni in tono minore, causa anche della forte svalutazione del Rublo, il mercato russo del vino ha messo a segno un balzo del 35% in Euro (20% in Rubli) che lo ha riportato sul livello pre 2015, quindi nell’intorno di 900 milioni di euro. Come si evince dalle due percentuali, quasi metà della crescita in Euro è derivata dall’andamento favorevole (dopo la forte svalutazione) del cambio. L’Italia riveste un ruolo particolarmente rilevante e anche nel 2017 è riuscita a fare leggermente meglio della Francia e a mantenere invariata la quota di mercato, pari a circa il 30%, raggiunta grazie anche al dominio ricoperto nel segmento dei vini spumanti. Infatti, la Russia è uno dei pochi mercati nel mondo dove si bevono più spumanti italiani che francesi: 87 milioni di euro e 226mila ettolitri nel 2017, a rappresentare rispettivamente il 60% e il 68% del totale del mercato. Nel 2018 la musica potrebbe di nuovo cambiare in peggio. Il rapporto di cambio Euro/Rublo è tornato a salire (a segnalare l’indebolimento della parte inferiore della frazione): da 66 in media del 2017 siamo in questi primi 6 mesi del 2018 a 72 circa, il che significherebbe un -9%. Detto questo, essendo il mercato russo strutturalmente in crescita in valuta locale (+18% annuo dal 2012 in media), dovremmo riuscire ancora a commentare dai positivi anche il prossimo anno.

 

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Svezia – importazioni di vino 2017

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La svalutazione del 2% della corona svedese a cancellato quella che poteva essere una piccola crescita in euro dell’import (e consumo apparente) di vino in Svezia, comunque sotto il ritmo di torico del +5% circa. L’Italia ha (come in praticamente tutti i principali mercati) fatto un po’ peggio della Francia ma un po’ meglio del resto degli esportatori, a confermare una sorta di “duopolio” italo-francese nel mercato. A supportare questo incremento delle importazioni di vino italiano (+3% a 160 milioni) sono stati i vini spumanti, in crescita del 22% a 31 milioni di euro. La categoria va particolarmente bene e questo è un mercato dove anche gli spagnoli stanno crescendo velocemente, entrambi prendendo quote di mercato al prodotto francese. Il 2018 potrebbe essere più difficile: la corona ha perso il 5% in questa prima parte dell’anno. Ma intanto soffermiamoci sul 2017.

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Svizzera – importazioni di vino – aggiornamento 2017

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Le importazioni svizzere di vino sono cresciute, come ormai da qualche anno a questa parte, quasi esclusivamente in prezzo-mix, mentre i volumi importati sono stabili da ormai qualche anno a questa parte poco sotto gli 1.9 milioni di ettolitri. Nel 2017, con una svalutazione del franco svizzero contro l’euro del 2% in media (ma un altro 3-4% sembra essere probabile nel 2017), gli svizzeri hanno importato 1.14 miliardi di franchi di vino, +8%, che corrispondono a 1.03 miliardi di euro, +6%. Di nuovo, i francesi hanno avuto un anno migliore degli italiani con una crescita in euro del 14% contro il nostro +5%, interamente costruita sui vini fermi dove i francesi recuperano un po’ del terreno perduto negli ultimi anni. Le quote di mercato dell’Italia, che resta leader indiscussa, scendono leggermente dal 36.8% al 36.5%, mentre la Francia passa dal 30.9% al 33.4%, anche se andrebbe ricordato che vengono dal livelli del 38% circa degli anni passati.

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Germania – importazioni di vino 2017

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La Germania è uno dei grandi mercati del vino in cui l’Italia non ha perso terreno rispetto alla Francia, grazie alla ripresa dei nostri spumanti che tornano ai livelli di qualche anno fa. I dati di UN Comtrade mostrano una leggera crescita (+3%, EUR2.5 miliardi di euro) dopo due anni negativi, con 15.2 milioni di ettolitri importati. Tra i maggiori esportatori in Germania, l’uno trend strutturale sembrerebbe quello della Nuova Zelanda, che “emerge” come decimo mercato con una progressione del 18% annuo sugli ultimi 5 anni. Conoscendo la performance dei vini neozelandesi in altre piazze, non è difficile immaginare che possa guadagnare altre posizioni, anche se la Germania resta un mercato molto ancorato ai tre grandi produttori (Italia, Francia e Spagna) che da sempre rappresentano una quota tra il 78% e l’80% delle scelte “estere” dei tedeschi. Per finire, vi includo anche i dati relativi ai vini sfusi, che sono una componente non da poco nel mercato tedesco (0.5 miliardi dei 2.5 totali), un segmento dove l’Italia continua a mantenere la leadership con una quota di mercato del 30%. Passiamo ai dati.

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