Importazioni


Le importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2018

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Gli scambi internazionali di spumante sono cresciuti anche nel 2018, seguendo la traiettoria degli anni scorsi: secondo la nostra rielaborazione dei dati UN Comtrade (per tappare i buchi) gli scambi sono cresciuti del 6% in valore a 6.22 miliardi di euro (+11% in dollari a 7.35 miliardi tenendo in considerazione la svalutazione della moneta). Sebbene i due mercati chiave USA e Regno Unito abbiano continuato a crescere nel 2018, sono gli altri mercati a sostenere questo +6%: stiamo parlando del Giappone, paradossalmente dell’Italia e della Francia (che sono i primi esportatori!), della Russia e dei paesi nordici. In altre parole, tutto quello che non è USA e Regno Unito è cresciuto dell’8% nel 2018 e rappresenta oggi quasi il 70% del totale, dopo aver toccato il minimo al 66% un paio di anni fa. Passiamo all’analisi dei dati.

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Corea – importazioni di vino – aggiornamento 2018

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Il mercato del vino coreano continua a marciare in modo molto sostenuto. Anche nel 2018 la crescita a doppia cifra è proseguita sia in euro che (tanto più in valuta locale). É un mercato in cui noi italiani siamo terzi a grande distanza sia dei francesi che dei cileni che da sempre sono molto presenti su questo mercato e non perché spediscono vino sfuso, anzi. La performance dei nostri vini non è comunque negativa, soprattutto se guardiamo alla buona progressione dei nostri spumanti, cresciuti del 14% rispetto al 2017, pur da una base molto esigua e prendendo un po’ di quota di mercato dallo Champagne. In conclusione la Corea del Sud resta un mercato relativamente piccolo (200 milioni di euro), ma potenzialmente molto interessante per l’elevato reddito procapite, per la propensione dei locali per i beni di lusso e, certamente, per la forte crescita registrata negli ultimi anni. Passiamo ai numeri.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2019

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Le importazioni di vino in Italia continuano a seguire l’onda inversa della produzione domestica, compensando I cali di produzione nel tempo. Così, nel primo semestre 2019 assistiamo a un calo del 30% del volume di vino importato, come conseguenza dell’aumentata disponibilità di vino con la recente vendemmia. Ovviamente la fisarmonica del valore si muove in modo meno marcato di quella del volume: le quantità oscillano nel segmento dei vini di fascia bassa, mentre lo zoccolo duro delle nostre importazioni, lo Champagne, ha un andamento molto meno ciclico. Di conseguenza, il calo delle importazioni di vino è molto meno significativo, -9% per un valore di 139 milioni di euro, il che porta il saldo sugli ultimi 12 mesi a 332 milioni di euro. Se osservate uno dei grafici allegati relativi all’import negli ultimi anni vi accorgerete che siamo perfettamente all’interno della fascia 300-350 milioni di euro, mentre a livello di volumi importati siamo vicini ai minimi storici con circa 1.7 milioni di ettolitri. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Cina – importazioni di vino 2018

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Un po’ a disagio mi sentivo a non pubblicare i dati 2018 dell’import di vino cinese, ma UN Comtrade non ha ancora pubblicato i dati e quindi mi sono dovuto rimboccare le maniche e cercare una fonte diretta. Ebbene l’ho trovata, dopo anni di sporadiche ricerche: se volete collegarvi, la maschera non è troppo complicata e i dati sono aggiornati: http://43.248.49.97/indexEn. Tornando ai dati cinesi, molto si è discusso relativamente al mutato scenario per i vini importati. In effetti il 2018 ha mostrato una battuta d’arresto, con un valore delle importazioni stabile in valore assoluto in valuta locale e un calo dei volumi importati del 9% (che ha fatto scrivere a OIV che i consumi di vino sono calati nel 2018). Vanno però inseriti in un contesto di crescita turbolenta durata diversi anni: se allarghiamo lo sguardo, nel 2013 la Cina importava 1.2 miliardi di euro e 3.7 milioni di ettolitri di vino. Nel 2018, nonostante il calo siamo a 2.4 miliardi e 6.9 milioni di ettolitri. In altre parole, sono raddoppiati o quasi. Di nuovo, se guardiamo indietro, tra il 2012 e il 2014 le importazioni di vino si sono fermate, causa i famosi interventi “anti-gifting” per limitare i regali alle autorità, dopo che il business internazionale del vino si era sestuplicato in pochi anni. È uno scenario, questo, destinato a ripetersi, considerato anche che nei primi 7 mesi del 2019 le importazioni cinesi sono calate da 1.5 miliardi a 1.3 miliardi di euro. Ma passiamo ai dati del 2018.

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Brasile – importazioni di vino 2018

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I mercati dell’America Latina sono ormai da diversi anni “a due facce”, soprattutto quando parliamo di Argentina e Brasile. I dati che presentiamo oggi relativamente alle importazioni di vino del Brasile sono “stabili” se visti con la nostra valuta, ma sono invece in significativo progresso quando tradotti in Real Brasiliani, che nel 2018 in media si è svalutato del 19%. E quindi un -3% diventa +16%, quando si traducono i 318 milioni di euro negli 1.4 miliardi di Real. Un dato stabile in realtà c’è e sono i volumi importati, che dopo il balzo del 2017 si consolidano 1.17 milioni di ettolitri. In tutto questo il vino italiano non va male, anzi è uno dei pochi mercati in cui siamo noi a superare i francesi. Peccato che non conti quasi nulla. Ad ogni modo le esportazioni italiane calano dell’1% a 35 milioni ed è un buon dato perché lo scorso anno il progresso fu molto importante. Il mercato resta in mano ai cileni (quasi il 40% di quota di mercato) che però dopo la progressione degli anni scorsi subiscono una battuta d’arresto. Passiamo a commentare qualche numero.

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