Esportazioni


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2015

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Le dichiarazioni dei vertici dell’UIV circa la possibilità di raggiungere 5.5 miliardi di esportazioni a fine 2016 sembra supportato dai dati appena pubblicati da ISTAT, che indicano un dato sui primi 7 mesi dell’anno di 3 miliardi di euro (+6%). I restanti cinque mesi 2015 saranno caratterizzati da un decrescente impatto dei cambi (il dollaro cominciò la sua corsa proprio a fine estate dello scorso anno), il che non aiuterà, mentre vero è che la seconda parte dello scorso anno fu stabile (vedere grafico qui sopra). Insomma, se teniamo il ritmo di crescita dei primi 7 mesi arriviamo poco sotto i 5.4 miliardi di euro, e a quel punto per arrivare ai fatidici 5.5 miliardi servirebbe mantenere un ritmo di +4% nei 12 mesi del 2016. Vista la buona vendemmia 2015 l’obiettivo potrebbe essere proprio a portata di mano. Passiamo invece ad analizzare i dati relativi a luglio, in cui abbiamo registrato un incremento delle esportazioni del 4%, partendo da una base effettivamente non facile dello scorso anno.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2015

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Fonte: dati delle dogane, ISTAT, Corriere Vinicolo

Le dinamiche valutarie stanno fortemente influenzando le posizioni nel commercio globale di vino. La rivalutazione del dollaro americano è particolarmente evidente nel primo semestre, in cui si confronta il periodo più debole del recente passato (1.37 nei primi 6 mesi 2014) con il momento in cui la valuta americana ha raggiunto il suo picco (per una media sul semestre di 1.116): quindi, +23%. Non devono dunque stupire i balzi del 20% dell’export americano, quando tradotto in Euro, e del 16% delle esportazioni cilene. Non deve nemmeno stupire che la “posizione” dell’Italia si sia leggermente deteriorata per questo motivo, dopo anni in cui abbiamo costantemente guadagnato qualche fettina nella torta del commercio mondiale a valore (perdendola peraltro in termini di volumi). Il quadro generale vede un incremento dell’8% del valore dei vini esportati dai 9 principali paesi produttori, da 9.6 a 10.4 miliardi di euro, dopo un calo del 2-3% registrato nel primo semestre 2014. Questo dato, come dicevamo, sconta un effetto cambio molto difficile da scorporare, ma siccome il vino viene principalmente prodotto in Euro e sempre più bevuto in dollari, probabilmente togliere l’effetto cambio significa anche ignorare una parte importante della storia. Andiamo ai dati.

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Spagna – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2015

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Le esportazioni di vino spagnolo sono cresciute del 6% nel primo semestre 2015, un risultato non molto diverso da quello realizzato dall’Italia e dalla Francia. I dati che guardiamo oggi però contengono due importanti differenze, soprattutto rispetto all’andamento italiano: dentro questo +6% si nasconde un dato piuttosto negativo per gli spumanti,  che crescono soltanto del 2%, subendo la concorrenza dei prodotti locali e italiani in importanti mercati come la Germania, il Regno Unito e il Belgio. A compensare la “mancata crescita” degli spumanti c’è un dato positivo sui vini sfusi (oltre alle categorie minori), dove l’export cresce del 7%. La seconda grande differenza è che gli spagnoli avevano (e penso abbiano) tanto vino da vendere, e quindi il loro export, a differenza del nostro beneficia di un forte impatto dei volumi, che nel primo semestre sono cresciuti del 16%. Confrontato con l’aumento del fatturato del 6%, si dovrebbe però dire che hanno “troppo vino” da vendere, visto l’andamento dei prezzi all’export! E un po’ di questo eccesso lo abbiamo proprio comperato noi italiani… Andiamo a leggere i dati insieme.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento primo semestre 2015

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I vini rossi toscani di qualità stanno decisamente ravvivando le esportazioni di vino di qualità negli ultimi mesi, dopo che per molto tempo erano stati i cugini piementesi a menare le danze. E’ questo un segnale positivo, soprattutto perchè si tratta di un contributo “corposo”, essendo quasi il 15% di tutte le esportazioni di vino in bottiglia e quasi tre volte di più di quelle piemontesi. Si è invece fermata la crescita sia dei vini rossi piemontesi (dopo un vero e proprio “boom”), ma anche quella dei vini del Trentino Alto Adige: per entrambe le categorie l’export è sceso del 2% rispetto al primo semestre 2014. Andiamo a leggere i dati insieme.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo semestre 2015

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Gli spumanti continuano ad essere il principale fattore trainante delle esportazioni di vino, pur se questo periodo non sia stagionalmente rilevante per il prodotto. Anche nel primo semestre, con un incremento del 24% (lo stesso incremento registrato anche nel solo mese di giugno), sono il principale fattore trainante dei vini italiani all’estero. Stanno facendo la differenza soprattutto nei confronti della Spagna, principale vittima (Cava) dell’espansione dei nostri prodotti in mercati come il Regno Unito, e la stanno facendo nonostante il storico spumante, l’Asti, stia vivendo una fase di calo piuttosto preoccupante. Le esportazioni di Asti, infatti, hanno sinora resistito grazie a un forte ricambio geografico dai mercati storici come la Germania all’Est Europa. Oggi, con la crisi di queste economie, alcune come la Russia guidate dal prezzo del petrolio, l’export di Asti sta calando in modo visibile. Ma andiamo a leggere i dati in dettaglio.

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