Esportazioni


Argentina – esportazioni di vino, aggiornamento 2014

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Torniamo oggi sull’Argentina, in un doppio post che guarda sia alla produzione vinicola sia al commercio estero. Le esportazioni argentine di vino (e qui non includiamo il mosto, un componente comunque significativo) sono state sotto pressione negli ultimi 2 anni anni a causa del declino del prodotto argentino in USA, dopo anni di crescita ininterrotta. La crisi del paese (che forse è arrivata politicamente a una svolta dopo le elezioni di qualche settimana fa) ha determinato una forte svalutazione del peso, che mediamente nel 2015 è arrivato a un valore di 9 (peso per un dollaro), contro la media 2014 di 8 e il livello 2010-2012 di 4-4.5. Quindi, sotto certi punti di vista il prodotto argentino è diventato molto più competitivo all’estero, ma quando le esportazioni sono tradotte in dollari ciò non si vede: infatti dal grafico noterete subito un calo del 4-5% sia nel 2013 che nel 2014. Anche i volumi sono calati, in modo anche più evidente, ma si tratta soprattutto dell’uscita dai prodotti non varietali venduti sfusi, mentre i vini varietale (o se volete quelli imbottigliati visti sotto un altro punto di vista) non hanno subito rilevanti riduzioni. Quindi, l’export si è “pulito” di prodotti di basso livello e, soprattutto, quando visto in valuta locale (peraltro afflitta da una elevata inflazioni) gli incassi dell’industria in peso sono cresciuti di oltre il 40%. La parola ai numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2015

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EXPORT AGOSTO 2015 1Agosto e’ sempre un mese interlocutorio per le esportazioni di vino. La maggior parte degli operatori va in vacanza e ci si prepara alla stagione invernale, critica per tutti ma per gli spumanti ancora di piu’. I dati di Agosto sono incoraggianti: le esportazioni di vino hanno mantenuto un buon passo (+8%), anche se le percentuali sono piu’ volatili nei mesi scarichi e va ricordato che nel 2014 il dato era stato negativo per circa il 5% (forse anche in relazione agli andamenti climatici particolarmente avversi in Europa). Comunque, in un contesto positivo restano le difficolta’ dell’Asti spumante (-42% in Agosto), mentre la corsa del Prosecco, anima degli spumanti DOP, continua (+31%). I vini sfusi continuano a perdere terreno e sono per la prima volta sotto il 7% delle esportazioni totali italiane. Un buon traguardo. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2015

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Le dichiarazioni dei vertici dell’UIV circa la possibilità di raggiungere 5.5 miliardi di esportazioni a fine 2016 sembra supportato dai dati appena pubblicati da ISTAT, che indicano un dato sui primi 7 mesi dell’anno di 3 miliardi di euro (+6%). I restanti cinque mesi 2015 saranno caratterizzati da un decrescente impatto dei cambi (il dollaro cominciò la sua corsa proprio a fine estate dello scorso anno), il che non aiuterà, mentre vero è che la seconda parte dello scorso anno fu stabile (vedere grafico qui sopra). Insomma, se teniamo il ritmo di crescita dei primi 7 mesi arriviamo poco sotto i 5.4 miliardi di euro, e a quel punto per arrivare ai fatidici 5.5 miliardi servirebbe mantenere un ritmo di +4% nei 12 mesi del 2016. Vista la buona vendemmia 2015 l’obiettivo potrebbe essere proprio a portata di mano. Passiamo invece ad analizzare i dati relativi a luglio, in cui abbiamo registrato un incremento delle esportazioni del 4%, partendo da una base effettivamente non facile dello scorso anno.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2015

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Fonte: dati delle dogane, ISTAT, Corriere Vinicolo

Le dinamiche valutarie stanno fortemente influenzando le posizioni nel commercio globale di vino. La rivalutazione del dollaro americano è particolarmente evidente nel primo semestre, in cui si confronta il periodo più debole del recente passato (1.37 nei primi 6 mesi 2014) con il momento in cui la valuta americana ha raggiunto il suo picco (per una media sul semestre di 1.116): quindi, +23%. Non devono dunque stupire i balzi del 20% dell’export americano, quando tradotto in Euro, e del 16% delle esportazioni cilene. Non deve nemmeno stupire che la “posizione” dell’Italia si sia leggermente deteriorata per questo motivo, dopo anni in cui abbiamo costantemente guadagnato qualche fettina nella torta del commercio mondiale a valore (perdendola peraltro in termini di volumi). Il quadro generale vede un incremento dell’8% del valore dei vini esportati dai 9 principali paesi produttori, da 9.6 a 10.4 miliardi di euro, dopo un calo del 2-3% registrato nel primo semestre 2014. Questo dato, come dicevamo, sconta un effetto cambio molto difficile da scorporare, ma siccome il vino viene principalmente prodotto in Euro e sempre più bevuto in dollari, probabilmente togliere l’effetto cambio significa anche ignorare una parte importante della storia. Andiamo ai dati.

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Spagna – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2015

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Le esportazioni di vino spagnolo sono cresciute del 6% nel primo semestre 2015, un risultato non molto diverso da quello realizzato dall’Italia e dalla Francia. I dati che guardiamo oggi però contengono due importanti differenze, soprattutto rispetto all’andamento italiano: dentro questo +6% si nasconde un dato piuttosto negativo per gli spumanti,  che crescono soltanto del 2%, subendo la concorrenza dei prodotti locali e italiani in importanti mercati come la Germania, il Regno Unito e il Belgio. A compensare la “mancata crescita” degli spumanti c’è un dato positivo sui vini sfusi (oltre alle categorie minori), dove l’export cresce del 7%. La seconda grande differenza è che gli spagnoli avevano (e penso abbiano) tanto vino da vendere, e quindi il loro export, a differenza del nostro beneficia di un forte impatto dei volumi, che nel primo semestre sono cresciuti del 16%. Confrontato con l’aumento del fatturato del 6%, si dovrebbe però dire che hanno “troppo vino” da vendere, visto l’andamento dei prezzi all’export! E un po’ di questo eccesso lo abbiamo proprio comperato noi italiani… Andiamo a leggere i dati insieme.

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