Esportazioni


Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco – vendite e esportazioni 2010

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Questo è un post “chiamato” dai lettori. Le ricerche con la parola “prosecco” sono molte e mi sono accorto di avere dei numeri piuttosto vecchi. Grazie a un rapporto molto dettagliato del  Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene DOCG facciamo il punto sul Prosecco. Anzi, sulla parte più pregiata del Prosecco, quelle 55-60 milioni di bottiglie in forte crescita sui mercati esteri (e molto meno in Italia, anche se continua a fare meglio degli altri prodotti). Vi avviso subito che il report fa un pò di assunzioni relativamente a produzione e vendita (produzione=vendita) ma il quadro è piuttosto chiaro. Il Conegliano Valdobbiadene DOCG si sta gradualmente smarcando dai suoi mercati storici, pur in crescita, che sono Germania, Austria e Svizzera, per andare verso il Regno Unito e soprattutto gli USA.

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Non fatevi ingannare dai numeri: esportazioni 2011 di Cile e Argentina – PDF Corriere Vinicolo

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“Non fatevi ingannare dai numeri”. E’ questo il titolo che Carlo Flamini ha scelto per l’articolo dove si analizzano i trend dell’export di vino di Cile e Argentina. Come mai? L’Argentina sembra aver guadagnato posizioni importanti nel mercato del vino, ma attraverso un forte incremento dei vini sfusi. In realta’, sotto la superficie si scoprono diverse cose interessanti…

nonfateviingannaredainumeri.pdf

Link al sito del Corriere Vinicolo.

Esportazioni di vino dal Sud Africa – aggiornamento 2011

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Fonte: SAWIS

Il Sud Africa sta vivendo un momento decisamente infelice per le esportazioni di vino. I dati che analizziamo oggi mettono in luce segnali molto preoccupanti di calo in alcuni mercati storici di riferimento, come il Regno Unito (-22%), e in alcuni prodotti secondari come i grandi vitigni internazionali. L’export del Sud Africa si sta poi violentemente spostando dai vini imbottigliati a quelli sfusi, come già successo per altre nazioni “in crisi” (Australia), il che rende ancora più negativo lo scenario delle esportazioni a valore, che purtroppo non siamo oggi in grado di commentare in mancanza dei dati. Infine, come vedete dal grafico qui sopra, le esportazioni calano più velocemente della produzione. Vediamo i dettagli.

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Esportazioni italiane di spumante – aggiornamento dicembre 2011

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Oggi ci focalizziamo sull’export di spumanti 2011, con la usuale suddivisione tra Asti, altri spumanti DOP e tutto il resto. Le conclusioni non sono dissimili da quelle fatte per i vini fermi: l’anno è stato eccellente ma si è concluso con un pò di rallentamento, soprattutto per l’Asti. Tale rallentamento va anche considerato guardando a quanto era successo lo scorso anno, quando il mese di dicembre ebbe un eccezionale +36%, contornato da un +17% di novembre e un +8% di gennaio, unio mese di crescita a singola cifra in mezzo a tanti mesi eccellenti. Analizzando i dati è piuttosto evidente che il mercato russo è diventato ormai l’unico vero driver di crescita del prodotto, quando invece per il resto degli spumanti DOP il mercato anglosassone (quindi USA e Regno Unito) continua a riservare delle buone sorprese. Ma passiamo ai numeri, che ci dicono quanto segue: 548 milioni di export, +23.3%, con un prezzo medio di 2.48 euro al litro, in crescita del 3.3%, essenzialmente grazie alla più rapida crescita degli spumanti DOP (ex Asti) e del recupero di prezzo dell’Asti.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento dicembre 2011

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Il 2011 si è chiuso con un rallentamento per l’export il vino italiano. I dati di dicembre ci propongono un calo dei volumi (che non si vedeva da molto tempo) e un incremento del valore delle esportazioni che cresce ancora, ma soltanto del 4% rispetto a dicembre 2010. Detto questo, il clima economico nell’unione europea non è stato dei migliori e, se si guardano i dati francesi, per esempio, ci sono indicazioni peggiori. Oggi però il post è “riassuntivo” e ci da la possibilità di fornire i tre grandi numeri dell’export italiano 2011: 23.8 milioni di ettolitri a 183 euro, uguale 4,367 milioni di euro. Si tratta del record storico, sia per i volumi che per il valore. Vediamo in dettaglio come ci si è arrivati, ma prima una considerazione di fondo: l’export è ancora fortemente focalizzato sul “vecchio mondo”, con USA e Germania che contano per oltre 900 milioni di euro ciascuno. Se ciò rappresenta un vantaggio (posizione radicata, buona conoscenza del mercato e, nel 2012, presumibilmente un effetto positivo dal dollaro), in prospettiva potrebbe essere un problema, dato che la crescita (come stiamo cominciando a vedere) si genera nei mercati emergenti, dove invece di essere il leader l’Italia appare molto spesso come un comprimario.

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