Esportazioni


Esportazioni di spumante italiano – dati primo semestre 2012

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I dati semestrali sulle esportazioni di spumante sono particolarmente positivi. Non solo il segmento viaggia su crescite superiori al 10% (salvo durante marzo e aprile), ma alcuni dei “buchi” quali le vendite di Asti in Russia sembrano in fase di riassorbimento (anche considerando la grande stagionalita’ del prodotto!). Nel semestre l’export di spumanti ha raggiunto 241 milioni, in crescita del 12% (e giusto per “ricordo” le esportazioni totali hanno fatto +7%), con volumi in calo del 10% a poco meno di 800mila ettolitri. Siccome il volume annuo si attesta a 2.1 milioni di ettolitri, vale la pena di ricordare che gli spumanti vendono soprattutto nella seconda parte dell’anno e che quindi il quadro puo’ cambiare rapidamente. Ma andiamo nel dettaglio dei numeri per le categorie usuali.

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Mercato e quote di mercato mondiali negli spumanti – stime France Agrimere

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Un’interessante presentazione di France Agrimer ci consente di fare il punto sul mercato mondiale degli spumanti, in termini di quote sulla produzione delle varie nazioni e di peso sul “trade” cioè sulle esportazioni mondiali di spumante. Lo studio mette in luce il crescente ruolo dell’Italia in questo mercato negli ultimi anni, guidato però dai volumi e non dai prezzi, che dopo una positiva parentesi nel 2007-08 sono tornati pesantemente sotto pressione. Cominciamo col dire che il mercato mondiale 2010 è stimato a 2.5 miliardi di bottiglie equivalenti (18.5 milioni di ettolitri), che rappresentano il 7% della produzione mondiale di vino e, a differenza di quest’ultima, con una tendenza in crescita (+9% annuo negli ultimi 5 anni). Quindi, l’Italia si muove bene su un terreno fertile. Qualche conferma e qualche sorpresa la potete trovare nel resto del commento…

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Esportazioni di vino italiano – dati primo semestre 2012

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Oggi aggiornamento quasi in tempo reale sulle esportazioni di vino a giugno 2012 che sono state pubblicate giusto qualche ora fa. I dati non “sorprendono” rispetto alle evidenze dei mesi precedenti: i volumi continuano a calare in doppia cifra a causa del crollo delle esportazioni di vino sfuso a basso prezzo (dato che i fatturati tengono), mentre le vendite di vino imbottigliato e ancor di più quelle di spumanti segnano dei rassicuranti segni positivi sul mese di giugno (+7% e +22% rispettivamente). Il semestre, per dare due numeri chiude a 2153 milioni di euro di export, in crescita del 7.2% sul 2011 medesimo periodo, con volumi in calo dell’11% a 10.3 milioni di ettolitri. Il prezzo medio è cresciuto di conseguenza del 20% a circa 2.1 euro al chilo. Entriamo in dettaglio.

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Esportazioni di vino australiano – aggiornamento primo semestre 2012

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Le esportazioni di vino australiano continuano nel loro lento declino, che si accompagna a un peggioramento del mix, dai vini imbottigliati ai vini sfusi. A partire da gennaio 2012, secondo il rapporto diffuso da Wine Australia, i volumi di vino sfuso hanno superato quelli di vino imbottigliato. A fine giugno 2012, sui 12 mesi, l’Australia aveva esportato 7.13 milioni di ettolitri di vino, per un valore poco inferiore a 1.9 miliardi di dollari australiani. I volumi sono calati del 2%, il valore del 4%. Il calo del valore è totalmente legato al cambio di mix, con i vini sfusi in crescita del 9% a 3.7 milioni di ettolitri, mentre quelli imbottigliati sono stati in calo del 13% a 3.3 milioni di ettolitri. Secondo il rapporto, il continuo trasferimento da imbottigliato a sfuso riflette la decisione dei produttori di imbottigliare nei paesi di destinazione, invece che in Australia, spinti dalla forza del dollaro australiano (costa di meno imbottigliare all’estero) e alla crescente quota di prodotto venduta alle private labels.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2012

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Sebbene siamo in mezzo alle ferie (almeno le vostre…), i dati sulle esportazioni che commentiamo oggi sono piuttosto importanti. In primo luogo, perché il segmento vino continua a crescere nelle esportazioni a valore nonostante i volumi ormai siano chiaramente indirizzati verso un calo di oltre il 10% rispetto al record toccato lo scorso anno. In secondo luogo, e questo calcolo lo facciamo per la prima volta, perché il vino continua ad essere una delle punte di eccellenza dell’export italiano: in maggio, l’export a valore di vino è cresciuto dell’8%, contro una crescita delle esportazioni italiane del 5%, mentre nei primi 5 mesi dell’anno, il +7% del vino italiano si confronta con un incremento del 4% per il totale nazionale. Di più il vino continua ad andare meglio anche del suo sottosegmento dei beni non-durevoli, che sono cresciuti (sia in maggio che nei primi 5 mesi dell’anno) del 5.7-5.8% circa. Se dovessimo dare uno sguardo avanti, dato che ISTAT rilascia già i dati globali di giugno (ma non quelli sul vino), vedremmo che le esportazioni totali italiane sono ancora in crescita del 5-6%, mentre quelle di beni non durevoli sono andate ancora meglio, +10%: non si tratta di un indicatore chiave per il vino italiano (dato che rappresenta il 4% delle esportazioni totali di beni di consumo, durevoli e non durevoli), ma potrebbe essere un buon segno. E ora andiamo sui numeri.

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