Esportazioni


Italia – esportazioni di vino – aggiornamento novembre 2010

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Eccoci all’appuntamento con le esportazioni a novembre, che ancora una volta sono cresciute di oltre il 10% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. I numeri sono eccellenti sotto tutti i punti di vista: Novembre e’ cresciuto del 16%, le esportazioni dall’inizio dell’anno sono in crescita del 10% e se allarghiamo sui 12 mesi siamo a +9.5%. Incomincia a migliorare anche il quadro del prezzo medio dell’export, anche se le nostre esportazioni di vino sfuso (circa 7 milioni di ettolitri annui) sono oggi vendute a un prezzo di 0.45 euro al litro, un livello troppo basso per immaginare che i produttori italiani possano guadagnare bene. I grandi numeri sono presto detti: dall’inizio dell’anno le esportazioni sono state 3.47 miliardi di euro (contro importazioni per 254 milioni), a livello annuo si viaggia sui 3.75-3.8 miliardi di euro. A questo ritmo si viaggia con circa 50 milioni in piu’ al mese rispetto all’anno precedente, il che significa che entro meta’ del prossimo anno (anche assumendo un assestamento) si potrebbe raggiungere il traguardo dei 4 miliardi.



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Esportazioni di vino dal Sud Africa – aggiornamento 2010

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Le esportazioni di vino sudafricano marcano un calo per il secondo anno consecutivo, scendendo da 4.0m/hl a 3.8m.hl nel 2010. Il calo del 4% mette il Sud Africa circa 0.3m/hl sotto il record di esportazoini toccato nel 2008 con 4.1m/hl. Tuttavia, le esportazioni restano ben sopra il livello di circa 3m/hl del 2006-07. All’interno di questo -4% ci sono pero’ delle eccezioni interessanti da commentare, e cioe’: (1) il successo dei vini bianchi sudafricani, con Chenin Blanc e Sauvignon che crescono in doppia cifra (ma non lo Chardonnay); (2) in alcuni mercati come il Canada, ma anche la Germania, il SudAfrica sta andando bene, dato che il calo e’ essenzialmente legato al mercato inglese (-16%).



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Argentina – esportazioni di vino, aggiornamento 2010

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L’Argentina ha completato nel 2010 un completo riposizionamento del suo export di vino, che ha consentito di mantenere il valore totale delle esportazioni pre-crisi con un mix fortemente migliorato verso il vino imbottigliato. I volumi sono crollati di oltre 2 milioni di ettolitri ma sono tutti prodotti di basso valore aggiunto. Il segreto dell’Argentina, oltre a un cambio favorevole, e’ nell’aver puntato tutto sul Malbec, che ormai rappresenta 300 milioni di dollari di export (+29%), tutto di vino imbottigliato, quindi circa il 46% del valore totale dell’export di vino imbottigliato e il 35% del valore dell’export totale. Quali gli altri driver? Sicuramente due mercati: gli USA e il Brasile, che insieme hanno rappresentato la meta’ della crescita dell’export di vini imbottigliati. Con questa struttura di export e con il Malbec che e’ diventato in giocattolino di quella dimensione con quei tassi di crescita, l’Argentina si candida per davvero a entrare nel grande club dei paesi che dominano il mercato mondiale del vino.



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Esportazioni di vino australiano – aggiornamento 2010

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Gli australiani sono i primi a pubblicare i dati sulle esportazioni 2010. Difatti, questi dati se li fanno pagare, a meno di non fare come noi che restiamo su quello che viene reso pubblico (motivo per cui trovate due grafici “copiati” dal loro comunicato stampa). Tutto come da copione: le esportazioni calano del 10% a 2049 milioni di dollari australiani nel 2010, a fronte di un incremento del 2% dei volumi a 7.8 milioni di ettolitri (praticamente il massimo storico) e un calo del prezzo medio di esportazione a 2.6 dollari australiani (-12%). Scavando i dati si possono fare alcune considerazioni: (1) il vini imbottigliati vanno molto male e quelli sfusi molto bene, parzialmente a causa del cambio di strategia dei produttori che imbottigliano in loco, soprattutto nel Regno Unito; (2) a partire da meta’ 2010 c’e’ una certa inversione di tendenza al deterioramento del prezzo mix dei vini imbottigliati; (3) il mercato inglese non e’ piu’ il principale mercato di destinazione dell’imbottigliato australiano, superato dagli USA; (4) il mercato cinese comincia a significare “qualcosa” per gli australiani, dato che e’ il quarto mercato sia per il vino imbottigliato che per quello sfuso (quasi il 10% del totale); (5) da ultimo, va considerato il cambio: il dollaro australiano si e’ rivalutato dell’11% contro le tre principali valute di riferimento: dollaro americano, sterlina e euro (media 2010 contro 2009). Se “rigirassimo” i dati per tenere conto dei cambi il -10% totale contro il +11% del cambio significherebbe che il valore delle esportazioni nei mercati locali e’ probabilmente rimasto sostanzialmente invariato.



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Importazioni di vino in Germania – aggiornamento ottobre 2010

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OEMV (Spagna) ha pubblicato l’aggiornamento delle importazioni di vino in Germania. Riportiamo due serie di dati, il Gennaio-Ottobre 2010, dove si evince un calo delle importazioni del 2%, e il Novembre-Ottobre 2010 (cioe’ 12 mesi mobili) dove invece il calo e’ ancora al 2.7%, siccome il numero include una piccola parte di 2009 che ancora era afflitto dalla crisi. Ribadisco di nuovo che i dati pubblicati dagli spagnoli sulla base delle serie tedesche sono diversi da quelli di ISTAT. Quando dico diversi significa che per esempio, sul dato Gennaio Ottobre 2010 pubblicato da Coeweb per i vini imbottigliati esportati dall’Italia, noi pubblichiamo un dato di 500 milioni di euro rispetto a 484 milioni (quindi +3%), mentre gli spagnoli danno un numero molto diverso, di 432 milioni di euro, con un calo del 5%. La differenza e’ sostanziale e richiederebbe un approfondimento. Restiamo pero’ su questi dati e commentiamo questi numeri a compartimento stagno.



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