
Anche nel 2012, così come nel 2011 e nel 2010, è molto probabile che i francesi ci abbiano bagnato il naso nelle esportazioni di vino. Essendo io un dipendente di una banca francese da 20 anni, comprenderete che non si tratta di un’affermazione semplice, ma è giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare. Dunque, snoccioliamo due numeri: 7.8 miliardi di euro di esportazioni per 15 milioni di ettolitri, significa +9% e +6% rispettivamente. L’Italia viaggia un paio di punti percentuali sotto la Francia a +7% circa nel 2012, essenzialmente a causa dell’andamento particolarmente negativo dei volumi (di vino sfuso, che erano stati molto alti nel 2011). Torniamo ai dati francesi per notare i punti principali: (1) lo Champagne sottoperforma il resto dei prodotti francesi, che sono spinti in particolare dai vini di Bordeaux (e, in minor misura, da quelli di Borgogna); (2) la seconda parte dell’anno è “un’altra storia” rispetto alla prima parte, con chiari segnali di rallentamento; (3) per quanto impercettibile, sembrerebbe che questo rallentamento sia più significativo in Francia che non in Italia (ma aspettiamo i dati di fine anno a metà marzo per cantare vittoria). (4) molto importante, il prezzo-mix delle esportazioni continua a crescere: ciò sarà importante per mantenere il livello delle esportazioni in futuro. Andiamo a vedere i dati.





