Esportazioni


Le esportazioni di vino italiano – aggiornamento 2014

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Eccoci al post riassuntivo delle esportazioni italiane di vino 2014, dove come al solito proponiamo un quadro di insieme. L’anno si chiude a +1.6% a valore, 5078 milioni di euro, e +1.7% per i volumi, 20.3 milioni di ettolitri. Anche se siamo ancora in fase di raccolta dei dati, si può sin d’ora dire che l’Italia è stato il miglior paese tra i grandi dal punto di vista del commercio estero, seppur di poco. La Francia è calata dell’1%, la Spagna del 3%, il Cile del 2%, gli USA del 4%. Ecco, soltanto l’Australia, in valuta locale, fa +3.6%. Tornando a noi, il principale driver di crescita sono stati naturalmente i vini spumanti DOP, che hanno compensato il calo di valore delle esportazioni di vino sfuso, mentre la crescita delle esportazioni di vino imbottigliato è allineata al dato generale. Va tutto bene? Di certo no, però quello che si nota dai grafici è che salvo eccezioni i grandi mercati del vino italiano sono solidi e le prospettive del 2015 sono improntate all’ottimismo grazie all’improvviso quanto benefico indebolimento dell’euro. Quanti soldi sono? Beh, i conti sono presto fatti: 1.1 miliardi di export in USA con il cambio che si sta svalutando del 15-20% circa sono 160-220 milioni di euro, 650 milioni di export nel Regno Unito con il cambio svalutato del 7% sono altri 50 milioni circa. Mi fermo qui, magari lasciando un’analisi più completa a uno dei prossimi post, ma cercamente ci sono tutte le premesse per far diventare quei 5.1 miliardi almeno 5.3-5.4 a fine 2015. Vedremo.

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Cile – esportazioni di vino 2014

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Oggi ci focalizziamo sulle esportazioni di vino cileno nel mondo per il 2014. I dati possono sembrare negativi ma solo a prima vista. Il crollo dei volumi esportati del 9% a 8 milioni di ettolitri è stato concentrato nel segmento dei vini sfusi (-23% a 3.1 milioni di ettolitri), mentre il segmento “che vale”, quello del vino imbottigliato è cresciuto ancora, sia a volume (+4% a 4.5 milioni di ettolitri) che a valore (+5% a 1.5 miliardi di dollari). Così, il Cile riesce quasi a mantenere nel 2014 le esportazioni a valore, toccando quota 1.85 miliardi di dollari. Ma soprattutto, la forza del dollaro americano rende questi numeri ancora più positivi quando tradotti in peso: con un rapporto di cambio medio di 570 peso per un dollaro contro i 495 del 2013 (e i 485 del 2012), gli incassi in valuta locale per i produttori sono cresciuti del 13%  1060 miliardi di peso. E il cambio 2015 si è ulteriormente svalutato, siamo a 616 peso per un dollaro… se resta su questi livelli si tratta di un ulteriore aiuto dell’8%. Il grande pregio del Cile, come vedrete dai numeri, è di riuscire a trovare nuovi mercati dove crescere. Infatti, nel 2014 è stato più difficile crescere nei mercati storici, USA e Regno Unito. Ma il prodotto cileno sta andando benissimo in Giappone, Brasile e Cina, dove strano ma vero esportano più bottiglie di vino di noi italiani… andiamo a vedere i numeri insieme.

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Spagna – esportazioni di vino 2014

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La Spagna si è ripresa nel 2014 il primato delle esportazioni mondiali per volume, a fronte della ricchissima vendemmia 2013 (trovate qui i dati) con un valore provvisorio di 23.4 milioni di ettolitri. Si è però più trattato di “smaltire” l’eccesso di produzione, dato che il valore delle esportazioni è addirittura sceso del 3% rispetto allo scorso anno. Dove è andato tutto questo vino in eccesso? Principalmente in Francia e in Portogallo, ma anche in Germania e un po’ nel nostro paese. Quando guardiamo i valori, però, per trovare dei trend sani di crescita dobbiamo scendere nella graduatoria dei mercati per arrivare al Belgio e all’Olanda, entrambi poco più di 100 milioni sui 2.6 miliardi di export totale. Dico questo per passarvi il messaggio che dati come questi mostrano la “casualità” dei mercati di destinazione, come se il vino spagnolo (soprattutto quello sfuso) dovesse ogni anno trovarsi un nuovo mercato dove vendere. Nel segmento dei vini imbottigliati i dati sono più costanti e mostrano il progresso del vino spagnolo in Cina, dove ci superano (72 milioni di euro contro i nostri 57 milioni). Nel segmento degli spumanti dopo diversi anni di crescita, il 2014 si è chiuso con una correzione del 10%, caratterizzato dal crollo nel mercato tedesco, americano e giapponese, non compensato dalla crescita degli altri paesi. Leggiamo i dati in dettaglio nel resto del post.

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Francia – esportazioni di vino 2014

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Con un buon mese di anticipo rispetto al nostro paese, la Francia ha rilasciato i dati preliminari delle esportazioni di vino a dicembre, che oggi analizziamo. Il 2014 per la Francia non è andato bene, e certamente è andato peggio che l’Italia: il dato a fine anno è leggermente negativo (-1.2% a valore) mentre per il nostro paese si registrerà un dato leggermente positivo (1-2%). Mi sembra però che i commenti letti qua e là non inquadrino bene quello che sta succedendo: la definizione giusta mi sembra sia che le esportazioni francesi hanno superato il momento difficile, si siano stabilizzati negli ultimi mesi e, proprio in dicembre, abbiano dato qualche segnale di ripresa. Da dove viene il mio “ottimismo”? semplicemente dal fatto che le due categorie principali dell’export, i vini di Bordeaux e lo Champagne, stiano andando meglio. Per il Bordeaux, il “crollo” visto fino a giugno si è rimarginato nella seconda parte dell’anno. Per lo Champagne, il 2014 è stato invece un anno di crescita robusta (+8%). Tornando al confronto con l’Italia, mi sembra invece che la tendenza sia al rallentamento per il nostro export, contro un graduale miglioramento per la Francia, che soprattutto nei primi 6 mesi del 2015 avrà una base di confronto piuttosto facile. Passiamo ai dati in dettaglio.

 

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento novembre 2014

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Novembre non è stato un buon mese per le esportazioni italiane, anche se nei post precedenti avevamo messo in luce come il fine anno era particolarmente difficile per l’Asti, data la sua esposizione al mercato russo. I dati sono leggermente negativi per le esportazioni nel complesso, per la terza volta in 11 mesi, lasciando il saldo annuale a circa +1%. Dicembre sarà una base di confronto piuttosto difficile (+4% lo scorso anno). Possiamo dunque ipotizzare che i dati annuali preliminari sulle esportazioni saranno improntati alla stabilità dei valori poco sopra 5 miliardi di euro, e del volume intorno a 20 milioni di ettolitri. La pressione sui volumi sarà poi destinata a proseguire nel 2015 data la vendemmia scarsa del 2014, anche se ciò potrebbe essere compensato dall’euro debole. Ma andiamo a leggere insieme i numeri a fine novembre 2014.

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