Esportazioni


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento 2018

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Gli ultimi due mesi dell’anno ci hanno un po’ rovinato la festa. Questo dicono i dati ISTAT rilasciati proprio stamattina sulle esportazioni di vino italiano. Nel mese di dicembre si è verificato un inaspettato calo del 5%, soprattutto perché costruito contro un andamento non positivo nel dicembre 2017. Quindi siamo passati nel giro di due mesi da un +5% annuo al dato finale di +3.5%, per 6204 milioni di euro. I volumi sono stati anch’essi in rallentamento, e quindi abbiamo chiuso a 19.9 milioni di ettolitri, -8%. Nel mese di dicembre sono state negative tutte le categorie, spumanti inclusi. Nonostante le speranze fossero riposte in un guadagno di quote di mercato nei paesi emergenti e più lontani, alla fine il risultato lo abbiamo raggiunto grazie ai paesi sviluppati e consolidati: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Francia, Svezia sono tutti cresciuti più della media. E alla fine dell’anno, come potete apprezzare dai lunghi e nuovi tabelloni che ci sono alla fine del post, la Cina ha comprato meno vino del 2017. Passiamo a un breve commento dei dati.

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Nuova Zelanda – esportazioni di vino – aggiornamento 2018

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Il raffreddamento degli scambi mondiali ha colpito anche l’ultima tigre dell’export del vino, la Nuova Zelanda. I grafici come sempre sono più eloquenti delle parole: potete vedere che la crescita del 2018 è “rallentata” al 3% ed è ben lontana dal 7% registrato nei 5 anni. Se poi tramutate questi dati in Euro il numero che andremo a mettere tra un paio di mesi nel tabellone dell’export mondiale è 1.01 miliardi di euro, -4% rispetto ai 1.06 miliardi del 2017. Come già abbiamo visto per il Cile, a frenare la Nuova Zelanda è la stabilizzazione del vino sfuso (non abbiamo dati sui volumi purtroppo per quest’anno, ma certamente ciò deriva da meno volumi e più prezzi) e dal deciso rallentamento delle esportazioni in USA (dove le ambizioni però restano forti) e nel vicino mercato australiano. La Nuova Zelanda ha anche invertito la rotta in Cina (e a Hong Kong), a segnalare se ce ne fosse ancora bisogno che probabilmente i tempi della crescita facile in quel mercato sono terminati. Passiamo a commentare brevemente i dati.

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Francia – esportazioni di vino, aggiornamento 2018

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L’indebolimento del commercio estero mondiale sta influenzando anche il settore del vino. I dati pubblicati da DISAR sulle esportazioni francesi certificano proprio questo tema: negli ultimi 6 mesi del 2017 ben 4 rilevazioni sono state negative. Il tutto ha portato l’export francese a rallentare su base annua da +6% (a giugno) a +3% (9.3 miliardi di euro), a fronte di un forte calo dei volumi, +2% ai sei mesi e -8% a fine anno. Il fatto che si tratti di un rallentamento strutturale e generalizzato lo si vede molto chiaramente dai dati per origine dei prodotti esportati (DISAR non ha un buon dettaglio per mercato, come invece fornisce ISTAT): tutte le categorie, dallo Champagne ai vini di Borgogna rallentano visibilmente la corsa, in un contesto comunque di continuo miglioramento del prezzo medio di esportazione, per tutte le categorie. Vedremo come chiuderà l’Italia con i dati di metà mese. Per quello che si è visto nei primi 11 mesi dell’anno il rallentamento dell’Italia è meno marcato, ma le nostre esportazioni erano state molto meno dinamiche nel corso del 2017. Passiamo ai commenti in dettaglio.

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Cile – esportazioni di vino 2018

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Il Cile ha pagato il pegno della vendemmia scarsa del 2017 con un export in calo nel 2018. I produttori locali si sono però “salvati” con i cambi. Infatti, mentre noi leggiamo una riduzione del 5% delle esportazioni a 1.7 miliardi di euro (con un sostanzioso calo dei volumi di 1 milione di ettolitri, -10% a 8.5 milioni, visibile soprattutto nel segmento degli sfusi), in valuta locale l’incasso è in realtà calato soltanto del 2% a 1283 miliardi di peso cileni. A sostenere le esportazioni dei cileni come negli scorsi anni è stata la Cina, dove i volumi esportati sono cresciuti del 20% e l’export in valore ha sfiorato i 300 milioni di euro, +4%, mentre un andamento particolarmente negativo è ravvisabile negli USA, -15%, ma anche in Giappone e Brasile, altre due piazze importanti. Se fate due calcoli vi accorgerete che il mercato cinese rappresenta il principale fattore dei crescita negli ultimi 5 anni delle esportazioni cilene di vino, che altrimenti sarebbero rimaste stabili. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento novembre 2018

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Mentre escono le prime indiscrezioni sull’export di vino francese 2018 (visto in crescita del 2.5-3% a 9.3 miliardi – io sto aspettando i dati dettagliati di DISAR che usciranno verso fine mese), venerdì ISTAT (www.coeweb.istat.it) ha rilasciato i dati per l’Italia di novembre. Dato il livello stabile sull’anno precedente, siamo ormai indirizzati verso una chiusura 2018 tra il +4% e il +4.5%, con incremento del 12-13% dei vini spumanti e un livello sostanzialmente stabile per i vini in bottiglia. Quindi stiamo per chiudere un po’ meglio dei francesi, anche se vale la pena ricordare che nel 2017 era successo il contrario, con il nostro +7% che si confrontava con il +9% del leader. Insomma, un anno che si chiude in maniera dignitosa, viste le preoccupazioni circa la scarsità di vino della vendemmia 2017. Nel 2019 ad aiutare le nostre vendite (e quelle dei francesi) ci sarà nella prima parte dell’anno il cambio fortemente rivalutato del dollaro. Come vedete nel grafico sopra (che rileva la crescita dei primi 11 mesi dell’anno contro il periodo precedente, in euro), la crescita più sostenuta tra i maggiori mercati è proprio quella della Francia, mentre nel grafico a seguire noterete che Russia e Svezia sono i mercati più dinamici per gli spumanti. Passiamo a commentare qualche numero in dettaglio.

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