Esportazioni


USA – esportazioni di vino 2014

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Fonte: Wine Institute

Dopo una galoppata ininterrotta dal 2009, anche gli Stati Uniti hanno subito un forte rallentamento nel commercio estero nel 2014, anzi, diciamo pure che per la prima volta c’è un segno negativo, -4% a 1.5 miliardi di euro. Invece i volumi sono stati ancora in leggera crescita, +2% a 4.4 miliardi di ettolitri. E’ il risultato del cambio deciso di direzione del dollaro americano che rafforzandosi ha reso meno appetibile il prodotto USA, per quanto le ultime tre vendemmie (2012-2013-2014) siano comunque state particolarmente ricche sia in volume che in qualità. L’impronta del rapporto di cambio si vede bene guardando ai paesi in cui questo calo si è materializzato: Unione Europea, Giappone, Svizzera e Russia. Ci sono però anche altri problemi: le misure di austerità in Cina hanno ridotto le importazioni del paese, così come i problemi a Hong Kong; entrambi sono mercati decisamente più importanti di quanto lo siano per l’Italia. Guardando avanti, una cosa sembra chiara: se gli americani si lamentavano del cambio nel 2014, il loro problema era soltanto alle porte. Nel 2015 sarà decisamente più dura! Passiamo ai numeri nel resto del post.

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Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento 2014

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Dopo aver analizzato le esportazioni di vino ci focalizziamo oggi sugli spumanti, con i dati preliminari di fine anno, che vedono il totale export a 840 milioni di euro e 2.45 milioni di ettolitri, rispettivamente in crescita del 14% e del 20% rispetto al 2013. Anche se i dati sono soggetti a qualche aggiustamento in corsa, si può sin d’ora concludere che è stato un anno glorioso per gli spumanti, e per gli spumanti DOP (+28%, Prosecco principalmente) che ha più che compensato l’arretramento dell’8% delle esportazioni di Asti (con volumi peraltro stabili). Cosa succederà nel 2015? Io vedo un aspetto positivo e uno negativo: il lato negativo è che tutta la crescita viene dai volumi di spumanti DOP, che sta beneficiando dell’allargamento delle aree destinate a questo prodotto ma che probabilmente non potrà continuare all’infinito. I volumi di export sono cresciuti per i DOP del 38% nel 2014 a 1.8 milioni di ettolitri. Per intenderci, nel 2010 erano 0.5 milioni di ettolitri. Il lato positivo sono certamente i cambi. Il Regno Unito e gli USA contano 330 degli 840 milioni di export, e genereranno probabilmente un effetto positivo di almeno il 4-5% durante il 2015. Andiamo a leggere insieme i numeri del 2014.

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Le esportazioni di vino italiano – aggiornamento 2014

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Eccoci al post riassuntivo delle esportazioni italiane di vino 2014, dove come al solito proponiamo un quadro di insieme. L’anno si chiude a +1.6% a valore, 5078 milioni di euro, e +1.7% per i volumi, 20.3 milioni di ettolitri. Anche se siamo ancora in fase di raccolta dei dati, si può sin d’ora dire che l’Italia è stato il miglior paese tra i grandi dal punto di vista del commercio estero, seppur di poco. La Francia è calata dell’1%, la Spagna del 3%, il Cile del 2%, gli USA del 4%. Ecco, soltanto l’Australia, in valuta locale, fa +3.6%. Tornando a noi, il principale driver di crescita sono stati naturalmente i vini spumanti DOP, che hanno compensato il calo di valore delle esportazioni di vino sfuso, mentre la crescita delle esportazioni di vino imbottigliato è allineata al dato generale. Va tutto bene? Di certo no, però quello che si nota dai grafici è che salvo eccezioni i grandi mercati del vino italiano sono solidi e le prospettive del 2015 sono improntate all’ottimismo grazie all’improvviso quanto benefico indebolimento dell’euro. Quanti soldi sono? Beh, i conti sono presto fatti: 1.1 miliardi di export in USA con il cambio che si sta svalutando del 15-20% circa sono 160-220 milioni di euro, 650 milioni di export nel Regno Unito con il cambio svalutato del 7% sono altri 50 milioni circa. Mi fermo qui, magari lasciando un’analisi più completa a uno dei prossimi post, ma cercamente ci sono tutte le premesse per far diventare quei 5.1 miliardi almeno 5.3-5.4 a fine 2015. Vedremo.

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Cile – esportazioni di vino 2014

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Oggi ci focalizziamo sulle esportazioni di vino cileno nel mondo per il 2014. I dati possono sembrare negativi ma solo a prima vista. Il crollo dei volumi esportati del 9% a 8 milioni di ettolitri è stato concentrato nel segmento dei vini sfusi (-23% a 3.1 milioni di ettolitri), mentre il segmento “che vale”, quello del vino imbottigliato è cresciuto ancora, sia a volume (+4% a 4.5 milioni di ettolitri) che a valore (+5% a 1.5 miliardi di dollari). Così, il Cile riesce quasi a mantenere nel 2014 le esportazioni a valore, toccando quota 1.85 miliardi di dollari. Ma soprattutto, la forza del dollaro americano rende questi numeri ancora più positivi quando tradotti in peso: con un rapporto di cambio medio di 570 peso per un dollaro contro i 495 del 2013 (e i 485 del 2012), gli incassi in valuta locale per i produttori sono cresciuti del 13%  1060 miliardi di peso. E il cambio 2015 si è ulteriormente svalutato, siamo a 616 peso per un dollaro… se resta su questi livelli si tratta di un ulteriore aiuto dell’8%. Il grande pregio del Cile, come vedrete dai numeri, è di riuscire a trovare nuovi mercati dove crescere. Infatti, nel 2014 è stato più difficile crescere nei mercati storici, USA e Regno Unito. Ma il prodotto cileno sta andando benissimo in Giappone, Brasile e Cina, dove strano ma vero esportano più bottiglie di vino di noi italiani… andiamo a vedere i numeri insieme.

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Spagna – esportazioni di vino 2014

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La Spagna si è ripresa nel 2014 il primato delle esportazioni mondiali per volume, a fronte della ricchissima vendemmia 2013 (trovate qui i dati) con un valore provvisorio di 23.4 milioni di ettolitri. Si è però più trattato di “smaltire” l’eccesso di produzione, dato che il valore delle esportazioni è addirittura sceso del 3% rispetto allo scorso anno. Dove è andato tutto questo vino in eccesso? Principalmente in Francia e in Portogallo, ma anche in Germania e un po’ nel nostro paese. Quando guardiamo i valori, però, per trovare dei trend sani di crescita dobbiamo scendere nella graduatoria dei mercati per arrivare al Belgio e all’Olanda, entrambi poco più di 100 milioni sui 2.6 miliardi di export totale. Dico questo per passarvi il messaggio che dati come questi mostrano la “casualità” dei mercati di destinazione, come se il vino spagnolo (soprattutto quello sfuso) dovesse ogni anno trovarsi un nuovo mercato dove vendere. Nel segmento dei vini imbottigliati i dati sono più costanti e mostrano il progresso del vino spagnolo in Cina, dove ci superano (72 milioni di euro contro i nostri 57 milioni). Nel segmento degli spumanti dopo diversi anni di crescita, il 2014 si è chiuso con una correzione del 10%, caratterizzato dal crollo nel mercato tedesco, americano e giapponese, non compensato dalla crescita degli altri paesi. Leggiamo i dati in dettaglio nel resto del post.

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