Mercato e consumi


I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2015

nessun commento
canali 2015 0

Quest’anno aggiungo all’usuale aggiornamento sui canali di vendita una nuova analisi, che in verità Mediobanca ha sempre fatto ma che ho sempre ignorato: si tratta dell’indagine sulla tipologia di etichette per livello qualitativo del vino. Cosa è successo dunque nel 2015 rispetto agli anni scorsi: il canale di distribuzione diretto continua a guadagnare terreno, così come il canale di vendita dei grossisti e i canali alternativi. A farne le spese sono le vendite al canale della GDO che si attestano alla percentuale più contenuta degli ultimi anni (40%) e le enoteche/winebar, anch’esse al minimo storico. I dati sulle etichette invece evidenziano due aspetti importanti: 1) la graduale riduzione dei “grandi vini” nel portafoglio delle aziende vinicole a vantaggio dei vini DOCG, quindi di alta qualità ma meno di 25 euro di prezzo al dettaglio; 2) la riduzione del numero di etichette DOC e IGT a vantaggio delle etichette di vini DOCG e vini comuni rispettivamente, presumibilmente come risposta alla crisi degli ultimi anni, che ha portato a una polarizzazione verso l’alto e verso il basso dell’offerta di vino. Passiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

Continua a leggere »

Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2016

nessun commento

export 02 2016 0

Febbraio 2016, bisestile. Un giorno in più, lavorativo, rispetto allo scorso anno. Export di vino +10%, ma anche togliendo l’impatto del 29 febbraio sarebbe +7%. Le esportazioni italiane si riportano in carreggiata, dunque, secondo i dati rilasciati proprio stamattina da ISTAT. In realtà la notizia non è questa, ma bensì quella che trovate immortalata nel grafico qui sopra: per la prima volta nella storia le esportazioni di spumante sfondano quota 1 miliardo di euro, esattamente 1014 milioni nei 12 mesi terminanti a febbraio. L’impulso del Regno Unito continua a essere fortissimo, oltre +57% nei primi due mesi dell’anno, tanto che ormai metà della crescita della categoria è legata a questo mercato. E’ però incoraggiante vedere che gli Stati Uniti continuano a crescere e che anche la Gernania dopo una battuta d’arresto è partita bene. Critico sarà ora vedere cosa succede a Marzo. Ma andiamo a commentare anche gli altri dati…

Continua a leggere »

Il consumo di bevande alcoliche in Italia – aggiornamento ISTAT 2015

nessun commento
bevande alcoliche 2015 4

Non so se è “positivo” per la società italiana, ma i dati dell’ISTAT sul consumo di alcolici ci presentano un quadro decisamente diverso da quello degli anni passati. Si tratta di un sondaggio completato con delle interviste nel secondo trimestre 2015, che indica un incremento della penetrazione del consumo di vino, birra e anche degli altri alcolici dopo anni di cali costanti. Vi ricordo che tutti questi numeri applicano alla popolazione di età superiore a 11 anni, quindi se volete avere un’idea dei numeri in valore assoluto le percentuali applicano su un numero totale di 54.3 milioni di abitanti. Una delle “preoccupazioni” degli anni scorsi era che il vino, pur dominante, stava perdendo più consumatori della birra (anche a causa della crisi, essendo generamente più conveniente): bene, i dati 2015  segnalano che la penetrazione del consumo di vino (52.2% rispetto a 50.6% del 2014) è risalita di più di quella della birra (46.4% rispetto a 45.1%), detto che naturalmente nel passato il calo del consumo di vino è stato più marcato. Il secondo spunto interessante è che all’interno del trend secolare del ribilanciamento verso un consumo sporadico del vino, i dati 2015 mostrano una stabilizzazione del consumo abituale moderato (quello abituale di oltre ½ litro al giorno continua a calare). Buone notizie quindi, andiamo a leggere qualche numero.
Continua a leggere »

Danimarca – importazioni di vino 2015

nessun commento
danimarca 2015 0

Il mercato danese del vino, che ben si esprime con le importazioni data la mancanza di produzione locale, è rimasto stabile nel 2015. Le importazioni di 565 milioni di euro sono state dell’1% superiori al 2014 e sono cresciute al ritmo del 3% negli ultimi 5 anni, mentre si sta manifestando un calo dei volumi importati. Nel 2015 il volume acquistato dai danesi è sceso del 4% a 1.87 milioni di ettolitri, dopo un calo corrispondente del 2014. I cambi non hanno avuto un impatto importante: la corona danese è rimasta stabile negli ultimi 10 anni rispetto all’euro. I leader di mercato sono chiaramente Italia e Francia; non solo questo però, analizzando approfonditamente i dati si nota come negli ultimi anni il mercato danese sia tornato sui vini europei rispetto a quelli del nuovo mondo.

[Nota: Il 2015 è stato un anno in calo per l’Italia in Danimarca, secondo i dati di UN Comtrade. Questa conclusione, però, non corrisponde con la nostra evidenza (le esportazioni verso la Danimarca pubblicate da ISTAT sono stabili nel 2015 rispetto al 2014). In questo post, per mantenere un approccio organico, useremo i dati di import, con la consapevolezza che talvolta la tempistica delle registrazioni non corrisponde (il dato 2014 di UN Comtrade è più elevato di quello ISTAT, come potrebbero non corrispondere le dichiarazioni doganali che possono essere inclusive di dazi.]

Andiamo a leggere qualche dato insieme.

Continua a leggere »

Nuova Zelanda – esportazioni di vino 2015

nessun commento

nuovazelanda export 2015 1

La Nuova Zelanda continua a scalare le classifiche del commercio mondiale di vino, anche se nel 2015 i cambi hanno giocato un ruolo piuttosto importante nel sostenere la crescita delle esportazioni, che espresse in dollari americani sarebbero leggermente calate. Nel 2015 il prodotto neozelandese ha superato quota 1.5 miliardi di dollari NZ in export, pari a 1.07 miliardi di dollari americani e 962 milioni di euro. E’ la settima potenzia mondiale nel commercio di vino, allo stesso livello della Germania, con una propensione all’export che non ha eguali, superando l’80% della produzione annua. Come potete vedere dalla torta finale, l’export è fortemente concentrato in tre mercati, che rappresentano oltre tre quarti del totale: Stati Uniti, Regno Unito e nella vicina Australia. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

Continua a leggere »