Mercato e consumi


Esportazioni di spumante italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Come accennavamo domenica sera, la categoria dei vini spumanti continua a macinare record, mese dopo mese. Va pero’ evidenziato che il buon risultato e’ frutto di trend piuttosto squilibrati tra le categorie di prodotto e i mercati. A tale proposito, il Regno Unito e’ diventato il primo mercato per lo spumante italiano, scalzando gli USA, che a loro volta nel 2011 avevano scalzato la Germania. Il segmento resta guidato dal successo degli spumanti DOP, dietro cui c’e’ il fenomeno del Prosecco, mentre per l’Asti si chiude un semestre “amaro”, con un -10%, certamente influenzato dalla forte esposizione del prodotto al mercato russo (un grattacapo per tutti, anche al di la’ dei cambi) e al declino del prodotto nel mercato tedesco: stiamo parlando, giusto per intenderci, dei primi due mercati per l’Asti. Andiamo ad analizzare insieme i numeri.

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Esportazioni di vino italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Il “dopo Pasqua” per le esportazioni italiane ha visto un deciso rallentamento, che ha portato il dato semestrale a un +1.4% in termini di valore e un +1% in volume. Intendiamoci, sempre molto meglio del -6% messo a segno dalla Francia e che abbiamo commentato la scorsa settimana. L’unica categoria che continua a crescere a doppia cifra sono gli spumanti (anche se sotto il 20% annuo), mentre la novità vera è che i vini in bottiglia sembrano aver perso slancio. Di conseguenza, i mesi di maggio e giugno sono stati all’incirca stabili rispetto allo scorso anno (-2% maggio, +1% giugno). L’evoluzione dei prossimi mesi sarà probabilmente influenzata dalla tendenza calante del commercio mondiale di vino, ma potra beneficiare della recente svalutazione dell’euro (gli USA sono il nostro primo mercato, per circa 1 dei 5 miliardi di euro). Guardiamo i numeri in dettagli dei vini fermi, lasciando al prossimo post una analisi più dettagliata dei vini spumanti.

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Francia, esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2014

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Oggi ci concentriamo sulle esportazioni francesi del primo semestre del 2014, preparandoci a discutere i dati italiani che l’ISTAT pubblicherà venerdi 11 settembre (i più attenti avranno notato che non sono stati rilasciati i dati di maggio che ma che si passa direttamente a giugno). Ebbene, la stabilizzazione che abbiamo commentato avvenuta nella seconda parte del 2013 si è trasformata in un vero e proprio calo nel 2014, dovuto probabilmente alla cattiva annata produttiva registrata nel 2012, anche se non è stato soltanto un problema di volumi… Se il 2013 si era chiuso stabile (-0.2%), il primo semestre chiude con esportazioni in calo del 6% annuo, che porta il dato sui 12 mesi a -3%. Sfortunatamente per i francesi la categoria che sembra tirare di nuovo di questi tempi è quella dello Champagne (+8%), che però ha una forte stagionalità nella seconda parte dell’anno, il che significa che o il dato dei primi 6 mesi è farlocco o se non lo è il dato annuo potrebbe essere meno peggio. Da dove arriva questo calo del 6%? Dai vini di Bordeaux, il cui crollo (-28%, 322 milioni in meno) spiega completamente il calo del dato totale. Senza Bordeaux? +4%. Andiamo a guardare i numeri.

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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2011 OIV

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Talvolta, guardare che cosa i lettori del blog scrivono nella casellina “cerca” aiuta a capire quale può essere un argomento interessante da affrontare. Così oggi aggiorniamo i dati sui consumi pro capite di vino, come pubblicati da OIV. Abbiamo come al solito un quadro completo relativo al 2011, mentre possiamo spingerci senza sbagliare di molto (la popolazione non cresce così velocemente e conosciamo l’andamento dei consumi totali) fino al 2013 per una serie di mercati rilevanti. Beh, oltre all’aggiornamento nei dati, gli argomenti nuovi su un tema così legato ad aspetti demografici non sono facili da trovare. Sicuramente il quadro generale è che: 1) i consumi pro capite continuano a calare nei tre grandi paesi produttori di vino europei; 2) si sono stabilizzati su livelli di 20-25 litri pro capite nei paesi grandi consumatori di vino ma non grandi produttori; 3) non si schiodano dai livelli degli ultimi anni nei mercati del nuovo mondo come USA, Cina o Canada. Forse l’unica eccezione nel post è la Svezia dove se i dati recenti di OIV sono corretti si registra una crescita pro capite della produzione. Leggiamo qualche dato insieme.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo semestre 2014

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L’andamento dell’industria vinicola italiana mostra due facce diverse: da un lato continua il recupero dei margini di produzione, dovuto all’allargamento della forbice tra prezzi di vendita, che continuano a salire, seppur a ritmi sempre più contenuti e i prezzi del vino all’origine che continua a scendere nel segmento dei vini comuni; dall’altro lato, il clima di fiducia non si riprende probabilamente anche a scontare la difficile annata che il meteo sta prospettando per il 2014. I margini unitari sono comunque tornati a superare il livello di “100”, quello preso a riferimento (anno 2000).

Per coloro che leggono anche il rapporto ISMEA da cui questo post importa i dati, sappiate che su alcuni indicatori ISMEA ha cambiato il parametro di riferimento dal 2000 al 2010. Per ora ho mantenuto, proporzionando i numeri, il riferimento 2000 su tutto. Nei prossimi post potrei riparametrare anche le mie serie storiche. Andiamo a commentare qualche dato insieme.

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