Mercato e consumi


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2014

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Per quanto la graduale perdita di velocità delle esportazioni continui (stiamo ora viaggiando al ritmo di +3.5% rispetto al +6% annuo dei primi mesi dell’anno), il mese di luglio può essere considerato un ottimo mese. In primo luogo, le esportazioni sono cresciute del 4% rispetto al corrispondente mese del 2013. In secondo luogo, “quel” luglio 2013 era stato già un ottimo mese (+10% a sua volta). Infine, insieme a ottobre e novembre il mese di luglio è stagionalmente quello più importante per le esportazioni, quindi questo risultato “peserà” sui dati annuali. Passando alle note più “dubbie”, i dati sono sostenuti da una vistosa riaccelerazione delle esportazioni di spumante (anch’esse nonostante la base di confronto fosse sfidante), soprattutto guidata dagli spumanti DOP, quando invece l’andamento dell’Asti spumante resta particolarmente altalenante.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2014

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E’ decisamente ora di fare il punto della situazione sulle esportazioni, che per il primo semestre 2014 sono leggermente scese (-3%) quando guardiamo i dati dei 7 principali paesi esportatori che abbiamo raccolto e tradotto in Euro. Il numero preciso è 9.1 miliardi di euro contro 9.3, per Francia, Italia, Spagna, Cile, Australia, USA e Argentina. Il campione, giusto per essere preciso con i lettori del blog, è leggermente più ristretto di quello dei dati annuali, quando invece aggiungiamo anche Nuova Zelanda, Sud Africa e talvolta la Germania. Quali sono le novità che trovate in questo post? Due, e un po’ le sapevamo: primo, che l’Italia fa meglio del resto dei paesi. La quota di mercato su questo campione di 7 è salita al 26%, credo il massimo storico. Ovviamente l’obiettivo è raggiunto “resistendo” (+1%) piuttosto che crescendo, ma questo è. L’Italia è un paese che esporta in mercati tradizionali, non “nuovi”, forse ad eccezione della Russia. E proprio questi “nuovi” mercati stanno dando dei grattacapi ai nostri cugini francesi, tra politiche “anti corruzione” e rapporti di cambio impazziti. Secondo, che per la prima volta nella storia (credo) l’Italia esporta più valore che volume, cioè la sua quota parte di valore è superiore a quella del volume. Un misero 0.1% ma di nuovo, è una svolta epocale, che sta gradualmente riportando il nostro paese dove deve e dove può stare: tra quelli che esportano vino di qualità. Andiamo a vedere insieme i dati.
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Le importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2014

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Oggi vi parlo di importazioni, per i primi 6 mesi del 2014. Però prima di andare ai numeri del semestre vale la pena di condividere un’analisi interessante: dunque, quando questo blog ha cominciato a raccogliere i dati di export, si partiva da una base di importazione di vino di 277 milioni di euro per il 2005, con un volume importato di 1.7 milioni di ettolitri. A giugno 2014, cioè dopo 8 anni e mezzo, i 277 milioni sono diventati 291 (e non si sono mai allontanati dai 300 anche nei momenti di massimo splendore), mentre i volumi sono diventati 2.4 milioni. Le crescite dei due aggregati, valore e volume sono state rispettivamente dello 0.6% e del 3.7% annuo. Nello stesso periodo le esportazioni sono cresciute al ritmo annuo del 6.5% e del 3%, rispettivamente per valore e volume. Focalizzandoci invece sui dati del semestre abbiamo uno scenario ancora più negativo…

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Spagna – esportazioni di vino, primo semestre 2014

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Come avremo modo di vedere più in dettaglio tra qualche giorno nel confronto tra i diversi paesi, l’andamento delle esportazioni spagnole nel primo semetre 2014 è un po’ una via di mezzo tra l’Italia, che come sappiamo bene è rimasta stabile, e la Francia. Forti di un deciso incremento dei volumi (legato presumibilmente alla ricca vendemmia dello scorso anno), il valore dell’export è calato soltanto del 2.5% a 1.16 miliardi di euro, ossia la metà dell’Italia e un terzo del valore delle spedizioni francesi. Il leggero calo è dovuto ai vini sfusi, in calo dell’11%, e dall’andamento negativo di tre dei quattro principali mercati di esportazione della Spagna: la Germania, gli USA e la Francia. Andiamo a leggere insieme i dettagli.

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La spesa per consumo di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2013

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I dati rilasciati a fine agosto da ISTAT sulla spesa delle famiglie italiane dicono che la spesa per acquistare vino nel 2013 è tornata sotto il livello del 2009, con un calo del 5% circa rispetto al 2012. Il dato si confronta con una riduzione della spesa totale del 2.5%, di cui la parte alimentare (nel quale il vino è ricompreso) scende dell’1.6%. Sono dati un po’ contrastanti con quelli delle vendite al dettaglio di vino nella GDO, che ricordo essere cresciute del 3.6% nel 2013, lasciando immaginare che la quota di mercato delle grandi catene distributive sia cresciuta in un mercato in calo. Va detto che i dati non sono pienamente confrontabili (i dati di cui parliamo oggi sono frutto di indagini telefoniche, quelli della GDO sono la somma “vera” delle vendite di vino), ma comunque esiste storicamente una certa coerenza tra i due dati. La conclusione relativa a questi dati non è dunque buona, ma i numeri vanno inseriti in un contesto di consumi calanti, considerando la funzione sempre più “voluttuaria” e meno “nutrizionale” del vino: per esempio, gli acquisti mensili di birra sono scesi del 5.3% secondo ISTAT, pur a partire dal loro massimo storico toccato nel 2012. Infine, leggere per credere: tristemente l’Italia è un paese per vecchi. Passiamo ai numeri.
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