Mercato e consumi


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2017

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L’andamento delle esportazioni di vino si caratterizza quest’anno per un’estrema volatilità. Le belle parole spese per commentare i dati di marzo (+15%) sarebbero da ribaltare per i dati di aprile, che invece sono in calo del 4%. Lo spostamento temporale delle vacanze Pasquali ha naturalmente un impatto. Mi pare che la conclusione più ovvia sia quella di mettere insieme i due mesi marzo-aprile, o ancora meglio i primi 4 mesi dell’anno. Il risultato è molto simile: +5.3% nel primo caso, +4.7% nel secondo caso. Questa è la velocità di crociera del nostro vino, fatto per il 70% (+3%) dall’aumento dei volumi e per l’1.5% (quindi circa il 30%) dal miglioramento del prezzo mix. Ma l’analisi più interessante nasce dall’osservazione dell’andamento dei 10 principali mercati: di questi, soltanto due, Canada e Francia, sono sopra il +4.7% dei primi 4 mesi. Un rapido calcolo consente di calcolare che questi 10 mercati, che sono per noi l’80% del nostro export crescono del 3.1% nel periodo gennaio-aprile, mentre il restante 20% del mercato cresce dell’11%. Forse la sperata diversificazione geografica sta cominciando a materializzarsi. Per questo, nel post trovate (e nei prossimi post troverete) nuove analisi sull’andamento dei mercati “secondari” ma in rapida crescita. Oggi partiamo con Russia (in recupero) e Cina (in accelerazione). Per chi vuole, il post prosegue.

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Il valore della produzione di vino nel mondo – stima INDV 2016

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Mentre normalmente ci occupiamo di quanto vino viene prodotto, oggi facciamo un passo in là per cercare di calcolare quanto VALE il vino che viene prodotto. Per farlo applichiamo un semplice principio: che il prezzo medio a cui viene valorizzato il vino esportato da chi produce sia il medesimo del vino che viene invece prodotto e consumato nei rispettivi mercati domestici. Approccio un po’ semplicistico per alcuni, per me un modo molto efficace per far emergere il concetto che mi sta a cuore: non si fara più soldi con più vino ma con meno vino venduto a prezzi più alti. Nel 2016 la produzione di vino mondiale è vista in calo del 3% da OIV, mentre i dati che abbiamo elaborato sulle esportazioni mondiali di vino ci indicano un prezzo medio di esportazione in crescita del 2% circa. Il saldo è dunque marginalmente negativo, stiamo parlando di una stima di valore di 76 miliardi di euro (valore della produzione prima del margine di importatori, distributori e dettaglianti), contro il massimo storico del 2016 di 77 miliardi, che a sua volta era legato alla forte rivalutazione del dollaro sull’euro (e al conseguente aumento del valore della produzione americana). In questo contesto, l’Italia va meglio della media: produzione +2% circa, prezzo di esportazioni idem, +2%: risultato +4% per un valore che stimiamo essere vicino a 14 miliardi di euro. Che dire… saldamente davanti al numero 3, gli USA (9 miliardi) e… saldamente dietro la Francia (26 miliardi). Per chi vuole proseguire… link qui sotto…

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Il valore delle DOC/DOCG – stima I Numeri del Vino 2016

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Dopo esserci occupati di volumi prodotti nel 2015 e di prezzi medi nel 2016 è il giorno in cui mettiamo insieme i due dati e facciamo la moltiplicazione per calcolare il valore presunto alla produzione delle DOC Italiane. Come avete letto diverse volte è un calcolo difficile e approssimativo ma che fornisce un quadro di dove sta il valore. Vi ricordo che i dati di produzione sono quelli della vendemmia (e non della commercializzazione, che varia a seconda dei disciplinari e delle scelte dei produttori), per cui per esempio trovate un dato 2015 del Barolo che sarà il volume potenzialmente messo in commercio a partire dal 2019 o un valore del Prosecco che si basa su volumi prodotti e non commercializzati.

Fatta la dovuta premessa, che cosa ci dicono questi dati? Lo stesso che le esportazioni e i volumi. La concentrazione del valore delle DOC è negli spumanti. In quel segmento ci sono volumi elevati e prezzi buoni. Il Prosecco, con l’esplosione dei volumi prodotti nel 2016 e un prezzo (ancora per quest’anno) cresciuto del 16% diventa il punto di riferimento italiano con un valore di 750 milioni di euro, quasi il doppio dello scorso anno, ma anche il fratello maggiore, Conegliano Valdobbiadene cresce del 26% a 170 milioni di euro, con un rialzo simile dei prezzi (ma molto meno in termini di volumi). A questi  fa da contraltare il calo dell’Asti, che resta pur sempre la terza DOC italiana per valore. Il quadro insomma è positivo: la crescita media delle prime 10 DOC per valore è del 14%, che resta l’11% per le prime 20. Passiamo ai dati.

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Russia – importazioni di vino 2016

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I dati russi sono per il terzo anno consecutivo fortemente influenzati dal fattore cambio, con una svalutazione del rublo del 21% rispetto al 2015. Quest’anno però la domanda del mercato in valuta locale (+28%) ha superato la svalutazione e dunque si può ben dire che la Russia è tornata a crescere per la maggior parte degli esportatori. Ovviamente, come mostra il grafico, si tratta di un piccolo rimbalzo (+6%) dopo un tonfo colossale. Fanno più festa gli spagnoli, i georgiani e i sudafricani, ma le cose non sono andate male né per l’Italia e nemmeno per la Francia, in crescita del 4% e del 7% rispettivamente. La leadership italiana resta molto salda, con una quota del 28% del mercato, dieci punti in più della Francia e della Spagna appaiate al 18%. Il 2017 sarà un anno molto più interessante: l’andamento del Rublo è decisamente migliore e se la media dei primi cinque mesi del 2017 si conferma per l’anno, ci sarà un impatto positivo del 16% in Euro (rispetto alla tripletta -21%, -59% e -21% tra il 2014 e il 2016. Passiamo ad analizzare qualche dato. Continua a leggere »

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2016

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Le spedizioni di Champagne subiscono nel 2016 il contraccolpo del mercato inglese, da sempre il punto di riferimento per il prodotto di punta delle esportazioni francesi. Le spedizioni sono calate del 2% a 306 milioni di bottiglie, partendo da un 2015 molto positivo, mentre il valore delle vendite di Champagne (Francia inclusa) è calato un po’ meno, dell’1%, a 4.7 miliardi di euro. Come leggeremo, i dati sono particolarmente positivi nel mercato americano (+6% a un nuovo massimo storico) e si vede anche un primo segnale di recupero nel mercato tedesco, in costante calo negli ultimi anni. Anche il mercato italiano è nel secondo anno di recupero, dopo la crisi nera che ha quasi comportato il dimezzamento delle spedizioni: nel 2016 l’Italia ha importato 6.6 milioni di bottiglie (+4%) per un valore di 139 milioni di euro (+6%). Passiamo all’analisi dei dati.

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