La classifica dei grandi marchi di vino nel mondo Liv-Ex – aggiornamento 2022

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Borgogna e Champagne dominano nella classifica dei top brand del modo del vino di alta gamma elaborato da Liv-Ex, a discapito dei vini di Bordaux, mai così poco rappresentati. Non ci sono buone notizie nemmeno per i vini italiani che dopo il boom del 2020 si riducono per rappresentatività (12 nel 2022) e con prezzi in crescita (+17% in media) ma molto meno della media (+34%). Tornando alla classifica, i primi 5 posti sono occupati dalla Borgogna con Leroy, Arnoux Lachaux, Leflaive, Rousseau e Prieure Roch.  Poi una successione di Champagne e Borgogna fino al 13 posto in cui appare il primo vino di Bordeaux, Mouton Rothschild. Bisogna scorrere la classifica fino al 29esimo posto per varcare i confini francesi con l’americana Screaming Eagle, mentre il primo italiano è subito dopo al 30esimo posto. Si tratta di Sassicaia (che da quest’anno in classifica appare come “San Guido”), che precede Giacomo Conterno (n.32) e Gaja (n.38). Nel proseguio del post, un’analisi più dettagliata e tutte le tabelle e grafici del caso.

A proposito: tutte le classifiche degli ultimi anni in testo sono nella sezione Solonumeri a questo indirizzo.

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Sud Africa – esportazioni di vino 2021

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Le esportazioni del Sud Africa nel 2021 sono balzate dell’8% a 11 miliardi di Rand, per un controvalore in Euro di 633 milioni di euro (+16% nella nostra valuta). Si tratta del miglior anno di sempre se visto in valuta locale, che ha beneficiato di una svalutazione media di circa 1.5 punti percentuali, mentre è il dato è ancora inferiore a quello del 2018 (662 milioni) se espresso in Euro. Con questi numeri, e come avete visto qualche mese fa, resta l’undicesima “potenzia mondiale” se così possiamo dire tra i paesi produttori. Il principale mercato (e anche quello più performante), come vedete dal grafico animato qui sopra, è ed è sempre stato il Regno Unito che assorbe il 21% delle esportazioni in valore (19% dei volumi), seguito dalla Germania con il 10% (ma il 20% dei volumi) e dagli Stati Uniti d’America (9% dei volumi e del valore). Tutti dati che trovate nel resto del post, con relativi commenti. Buona consultazione.

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Il commercio mondiale di vini sfusi – aggiornamento 2021

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Nel corso del 2021, stimiamo sulla base dei dati di UN Comtrade che il commercio mondiale di vini sfusi (codici 220422 e 220429) abbia toccato un valore di 3.4 miliardi di euro, in crescita del 2% circa rispetto al 2021 e del 3% annuo rispetto al 2016. Se guardiamo ai volumi, stimiamo un commercio mondiale 2021 di circa 41 milioni di ettolitri, +7% a determinare dunque un deterioramento del prezzo medio di esportazione.

La novità dei dati 2021 è senza dubbio riferita alla Nuova Zelanda, che secondo i dati di UN Comtrade ha incrementato le esportazioni in questa categoria di circa il 60% (per 500 milioni di euro circa) praticamente quasi allo stesso livello della Spagna che da sempre è il principale operatore di questa branca del mercato del vino e superando l’Italia. C’è una sottolissima differenza, però, tra la Spagna e la Nuova Zelanda: gli spagnoli fatturano 544 milioni di euro con oltre 13 milioni di ettolitri spediti, i neozelandesi invece ne fatturano 500 con 2 milioni di ettolitri esportati. Di conseguenza un prodotto classificato nello stesso modo ma con un valore “unitario” 5 volte più pregiato. Passiamo all’analisi dei dati.

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Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2022

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Grazie ai dati mensili di UN Comtrade possiamo delineare il quadro delle esportazioni di vino mondiali (o meglio dei principali paesi esportatori) per il periodo gennaio-giugno 2022. I dati dei paesi che trovate nella tabella mostrano un incremento del 11% delle esportazioni a 15.4 miliardi di euro, cui corrisponde però un calo dei volumi del 4% a circa 45 milioni di ettolitri. Sono due dati in controtendenza, che mostrano un possente impatto del prezzo medio (15%) e che sono chiaramente influenzati dalle dinamiche del Covid. L’Italia mantiene le quote, si può dire, intorno al 23-24% a valore e a volume, con un andamento più positivo del volume che del valore. Passiamo a un’analisi più dettagliata.
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Francia – esportazioni di vino – dati primi 9 mesi 2022

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Buongiorno a tutti e benvenuti nel mese di dicembre. Oggi approfitto dell’aggiornamento dei dati Agreste sulle esportazioni di vino francese per fare il punto su questo argomento con numeri freschi a settembre (non avevano aggiornato i dati semestrali). Dunque, le esportazioni di vino francese nel mondo hanno avuto un primo trimestre eccezionalmente positivo, seguito da un secondo così così e un miglioramento di nuovo nel terzo trimestre. A sommare tutti i dati, nell’anno chiuso a settembre stiamo parlando di 8.97 miliardi di euro, +12% e 10.4 milioni di ettolitri, -3% sul corrispondente anno scorso. Per confronto l’Italia sta poco sotto i 6 miliardi sul medesimo periodo.

Se guardiamo all’anno di 12 mesi finito a settembre la Francia ha sfondato quota 12 miliardi di euro, mentre l’Italia viaggia intorno a 7.7 miliardi di euro. Da questi confronti emerge il grafico di apertura che mostra come sono andate Francia e Italia negli ultimi 3 anni, quindi da prima della crisi ad ora. Come vedete, la Francia ha fatto molto peggio durante il perido del Covid, ma ha recuperato di più: se confrontiamo il pre crisi con il post crisi, le esportazioni francesi sono circa il 2% meglio di quelle italiane. Un numero piccolo ma che ancora una volta mostra che l’Italia non sta chiudendo il gap rispetto alla Francia mentre sta ancora succedendo il contrario. L’Italia ha il Prosecco, la Francia ha lo Champagne e proprio lo Champagne sta in questo momento facendo la differenza, mentre l’incremento dei prezzi sta “salvando” le esportazioni di Borgogna. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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