Vintage Wine Estates (VWE) – risultati 2022

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Quando a febbraio 2022 vi presentavo questa azienda (post), vi avevo parlato dell’elevato indebitamento, degli obiettivi ambiziosi al 2026 (che sono ancora sul tavolo) e del fatto che i margini erano comunque bassi. Da Febbraio 2022 a oggi aggiungiamo qualche informazione che ci aiuta a spiegare il vero e proprio tracollo della sua valutazione in borsa, passata da circa 600 milioni di dollari meno di 200 attualmente. Quello che dovete sapere è soprattutto di natura legale, non tanto economica. Sì perchè l’azienda ha svalutato il magazzino di quasi 20 milioni di dollari, “impacchetando con il fiocco” questa cattiva notizia nell’ambito di un migliorato controllo delle scorte e della reportistica. Il problema è che questa svalutazione determina un ricalcolo anche dei bilanci passati e questi bilanci sono stati quelli usati per portare l’azienda in borsa. Di fronte al tracollo delle quotazioni di borsa di cui sopra, gli investitori non ci hanno pensato due volte e hanno fatto causa all’azienda per le perdite subite in borsa, che se dovessero essere risarcite potrebbero anche portare “alle aule di un tribunale”, come diceva De Andrè. Fatta questa super-premessa passiamo ai numeri.

 


 

Tornando ai risultati, il fatturato viaggia (+33% a quasi 300 milioni) ma i margini molto meno (EBITDA +22% a 47 milioni), come dire che dei 73 milioni di fatturato “aggiunto” soltanto 9 si sono trasformati in EBITDA, quindi l’11%, portando a una diluizione del margine dal 17% al 16%. Siccome VWE promette un margine del 25% su 450 milioni di dollari di vendite, ovviamente gli investitori di cui sopra si sono preoccupati ancora di più. Andando giù nel prospetto trovate poi una perdita operativa, da ricondurre alla svalutazione di cui sopra e un bilancio che chiude alla fine in pareggio grazie a un contributo straordinario di oltre 20 milioni di dollari dalla rivalutazione di contratti derivati sui tassi di interesse.

Ultimo pezzo: per il 2023, le vendite “organiche” quindi senza acquisizioni sono previste crescere soltanto del 4% (in mezzo alla forchetta), anche se il margine è visto progredire verso il 20%. Facendo “mente locale”al fatto che viviamo in un contesto di inflazione vicina al 10% l’obiettivo di fatturato è piuttosto cauto e, forse, visto che il margine nel 2022 è calato e non cresciuto, gli investitori non hanno dato molto credito agli obiettivi.

La storia sta diventanto molto interessante, vediamo che cosa succede alla prossima puntata!

 

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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