Esportazioni di vino – Italia – aggiornamento primo semestre 2022

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I dati sono positivi ma la loro analisi diventa sempre più complessa. Credo sia questa l’estrema sintesi dei miei pensieri quando guardo ai numeri del primo semestre, eccellenti come lo sono quelli dell’altro grande esportatore di vino, la Francia (+30% nei 5 mesi finiti a maggio). Nei sei mesi, come avrete già letto da tante parti (sono particolarmente in ritardo… il lavoro viene prima del blog…), abbiamo toccato quota 3785 milioni per un incremento del 13% sul 2021 e del 26% sul 2019. Sottolineerei tre punti, per poi lasciarvi all’analisi dei dati.

Primo, questi dati si confrontano con un periodo ancora “anormale” che è il 2021. È vero che qualche anomalia c’è anche quest’anno (Russia, un po’ Cina) ma nulla a confronto con la sbandata globale del Covid che ancora imperava lo scorso anno. +13%? Certo, ma +26% sui 3 anni, quind 9% annuo.

Secondo. L’euro è debole e quindi le nostre esportazioni di vino costano a parità di dollari meno di prima ai nostri clienti.

Terzo. Sta arrivando l’inflazione e non siamo parlando del 2% ma del 8-9%. I prossimi anni saranno caratterizzati da tassi speriamo più bassi ma il livello del 2% è in questo momento considerato raggiungibile se va bene nel 2025. Dobbiamo abituarci a leggere questi numeri con l’obiettivo giusto. Da ora in avanti probabimente sarà importante guardare ai volumi. Che no crescono.

Me lo domando perchè è io non penso sia spiegabile come mai il prezzo medio di esportazione cresca del 12% adesso quando è sempre cresciuto del 3-4%, magari 5%, fino all’altro ieri. Hanno tutti in un colpo scoperto il vino italiano. No, inflazione probabilmente in parte compensata dai maggiori costi e ancora più probabilmente destinata ad avere una “ritorsione negativa” sui consumi a un certo momento, perchè come sapete meglio di me i nostri salari non sono più legati all’inflazione ma stanno fermi. Quindi, quest’anno diventiamo il 9% più poveri, a patto che non abbiamo perso soldi in borsa, il che significa che sarebbe ancora peggio.

Bene, stavamo parlando delle esportazioni. Giugno è stato un mese in prospettiva triennale molto buono, ma non eccellente come maggio. Senza guardare troppo i dati mensili, stanno probabilmente decelerando Germania e Regno Unito, gli USA tengono botta grazie ai cambi e alcuni paesi stanno recuperando. Se guardo al 2019, la vera crescita è stata in Belgio, Paesi Bassi, Francia, USA e Canada.

Buona consultazione.

 

 



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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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