Classifica fatturato e valore aggiunto delle aziende vinicole italiane 2019 – fonte: Mediobanca

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Il 2019 sarà per qualche anno il punto di riferimento nel mondo delle aziende , di un livello di vendite e di utili a cui si tornerà gradualmente dopo la pandemia. Per questo motivo, i dati di Mediobanca Research di quest’anno resteranno per diverso tempo “importanti”. Sarà difficile fare delle classifiche veritiere nel 2020 e probabilmente anche nel 2021, quando le gerarchie note saranno pesantemente influenzate da temporanei spostamenti tra i canali di vendita e andamenti volatili dei diversi mercati. Probabilmente la classifica cambierà anche nella sua composizione:bisogna immaginare che alcune aziende si fonderanno per far fronte alla crisi.

Tornando ai nostri dati, un paio di annotazioni e una novità. Annotazioni: i dati di CAVIRO non ci sono perchè nel 2019 hanno fatto un esercizio di 8 mesi invece che di 12 e quindi i numeri non sono rilevanti. MBRES ha invece deciso di mostrare il consolidato CR/CIV e GIV insieme, che quindi mettiamo, come anche nelle tabelle ritrovate lo spaccato delle due (la somma dei due non corrisponde al consolidato per una serie di elisioni da consolidamento).

Novità: beh, la vedete. Ho cominciato a esplorare la possibilità di sostituire i grafici “granitici” di Excel con delle nuove app che li fanno online e li riproducono sul blog. Ci sono anche delle nuove modalità di visualizzazione qui allegate dove vedete la storia tra il 2004 e il 2019 di questi dati. Avere una serie storica profonda aiuta!

Venendo ai dati, il 2019 come potete vedere è stato un buon anno, soprattutto dal punto di vista dei margini. Il dato generale vede un aumento delle vendite del 2% circa ma una crescita del 10% del valore aggiunto, che riflette anche il recupero dopo la decelerazione vista nel 2018 per via del costo delle materie prime. La leadership è sempre saldamente in mano a CR/CIV/GIV dal punto di vista del fatturato, ma come sapete chi scrive pensa che la classifica giusta sia quella in base al valore aggiunto: e allora il ranking vede Antinori come principale azienda, seguita da CR/CIV/GIV e da Santa Margherita. Passiamo a commentare qualche dato.

  • Nel 2019 ci sono state 20 aziende con un fatturato superiore ai 100 milioni di euro nel settore del vino in Italia, quasi tutte con un andamento positivo delle vendite. Tra queste, vale la pena di sottolineare il forte incremento di fatturato di Botter e di Enoitalia, entrambe nell’ordine del 10%, mentre il calo di Zonin è più dovuto alla base di confronto che non a un andamento commerciale negativo. Per CR/CIV/GIV le vendite sono state 608 milioni, in calo dell’1% rispetto al 2018, mentre Antinori ha riportato un incremento del 5% circa.
  • Se invece guardiamo al valore aggiunto, i dati sono molto più positivi, con particolare riferimento ad alcune aziende come Botter e Zonin che hanno cambiato gestione e azionista nel corso degli ultimi anni. L’integrazione delle tenute agricole dentro Zonin ha portato l’azienda a essere oggi la quinta in Italia per valore aggiunto, dopo Antinori, CR/CIV/GIV, Santa Margherita e Frescobaldi. Anche Ruffino ha riportato un forte incremento del valore aggiunto e presumibilmente dovrebbe essere la “settima forza” dopo CAVIRO, di cui immaginiamo dati stabili o leggermente positivi nell’anno.

Vi lascio ai dati e ai grafici, comprese queste belle animazioni.

 

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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