I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2019

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email

 

Due sono le importanti avvertenze che vanno fatte nella lettura di questi dati, peraltro sempre interessanti: il primo, che si tratta di una indagine che non copre tutto il campione Mediobanca (215 aziende nel 2020) ma bensì soltanto di una parte che rappresenta il 61% del campione. Quindi siccome il campione è il 78% del settore, l’indagine riguarda il 50% circa del totale. La seconda avvertenza è che confrontare i dati nel tempo può essere in parte fuorviante, perchè il campione cambia nel tempo e, soprattutto nel 2020 è cambiato: Mediobanca Research ha abbassato la soglia da 25 a 20 milioni di euro di fatturato. Questo significa, in parole povere, che si sono prese una serie di aziende nella fascia 20-25 milioni (circa 45) che ovviamente “sballano” il confronto tra il 2018 e il 2019.

Fatte queste premesse, le due indagini sui canali di vendita e sulle etichette ci dicono che non aumenta la quota delle vendite dirette (un trend tanto atteso nel settore in Italia vedendo i dati americani, per esempio), non si sta riducendo la quota di mercato dei grossisti/intermediari e che le vendite via internet sono solo lo 0.7% del totale. Sulle etichette ci dice quanto già immaginiamo: continua a crescere la quota delle DOC/DOCG a spese dei vini IGT e, in minor misura, dei vini comuni.

Nel rinnovare le avvertenze nella lettura dei dati soprattutto “nel tempo”, passiamo a commentarne qualcuno insieme nel resto del post.


 

  • Secondo il rapporto le vendite dirette restano intorno al 12% del fatturato totale, con una quota di ecommerce dello 0.7%. Anche immaginando un’influenza del cambiamento del campione, non sembra un dato in crescita.
  • Come già abbiamo avuto modo di discutere negli anni scorsi, la GDO resta il principale canale ma diventa sempre meno importante, anche se leggerete un dato interessante: la GDO cala sul totale ma cresce piuttosto forte sul segmento dei “grandi vini”, oltre 25 euro. Segno che la strategia va verso vendere prodotti più premium che nel passato.
  • La quota del canale Ho.Re.Ca. presa come cliente diretto delle cantine conta il 17% del totale (in crescita negli anni) e il 33% per la categoria dei grandi vini. Possiamo poi immaginare che una buona parte delle vendite dei grossisti vada poi a finire di nuovo nel canale della ristorazione e in quello delle enoteche, mentre la GDO non dovrebbe (salvo eccezioni spiacevoli) pescare dagli intermediari.
  • Sulle etichette, il 5% del totale sono grandi vini non caratterizzati da denominazione, stabile nel tempo, il 13% sono DOCG (stabili dal 2015 dopo una forte crescita degli anni precedenti), il 37% sono vini DOC (qui invece si nota un andamento crescente), il 33% sono IGT (in calo costante, come anche ci dicono le analisi sulla produzione di vino), mentre il 10% circa sono vini comuni (un dato, questo, costante negli anni).
  • Bene, vi lascio alle tabelle e ai grafici.
Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>