Danimarca – importazioni di vino, dati 2019

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Fonte: UN Comtrade

Proseguiamo il viaggio tra I maggiori paesi importatori di vino con i dati della Danimarca, che non avendo produzione propria riflettono anche il consumo apparente. Trovate anche in formato scaricabile nella sezione Solonumeri del sito i dati rielaborati forniti da UN Comtrade. Il 2019 è stato un altro anno di leggera crescita per questo mercato, cresciuto del 4% a 654 milioni di euro e del 3% a volume a 1.92 milioni di ettolitri. Il cambio con la corona danese è rimasto stabile, quindi le variazioni percentuali in euro sono assimilabili a quelle in valuta locale. Si conferma naturalmente il duopolio Francia-Italia, con i vini francesi che sono andati molto meglio di quelli italiani in tutte le categorie. Anzi l’Italia che manteneva una leadership storica nei vini fermi in bottiglia è stata sopravanzata dalla Francia, che naturalmente mantiene delle quote di mercato preponderanti nel segmento degli spumanti. Proprio questa categoria è mancata alle nostre esportazioni, mostrando un leggero calo in controtendenza con quanto vediamo negli altri paesi. Passiamo all’analisi dei dati.


 

  • La Danimarca ha importato 654 milioni di euro di vino nel 2019, in crescita del 4.1%, leggermente più del ritmo degli ultimi 5 anni, +3.3%. I vini fermi in bottiglia sono cresciuti del 3.3% a 471 milioni di euro, quelli sfusi del 9% a 113 milioni, mentre (piuttosto a sorpresa) la dinamica del segmento degli spumanti è stata dell’8% a 69 milioni, caratterizzata però da un forte incremento delle importazioni da paesi non rilevanti dal punto di vista produttivo come la Svizzera, l’Olanda e il Regno Unito.
  • La Francia e l’Italia mantengono una quota di mercato combinata vicina al 50%.
  • La Francia come accennavamo ha distanziato l’Italia nel 2019, forte di una crescita dell’8% a 163 milioni di euro, spinta dall’ottimo andamento dei vini in bottiglia (+10% a 120 milioni di euro), mentre per gli spumanti esportati direttamente l’incremento è stato molto più limitato, +3% a 36 milioni.
  • L’Italia perde dunque la leadership nei vini fermi in bottiglia, solo +2% a 117 milioni, ed è addirittura negativa nei vini spumanti, calati del 4% a 10.2 milioni di euro. Le importazioni danesi di vino sfuso italiano sono invece cresciute del 7% a 16 milioni; in questo segmento siamo secondi dopo il Sud Africa, storicamente il fornitore più importante per questa categoria, calato del 12% a 19 milioni di euro. In totale, le importazioni di vino italiano sono cresciute solo del 2% a 144 milioni di euro, per una quota di mercato del 22%, molto simile a quella del 2018 ma molto sotto il 25-27% degli anni scorsi.
  • Dietro Italia e Francia, come potete vedere, sono negativi i dati del vino spagnolo (-1% a 54 milioni), mentre sono positivi i dati per i vini tedeschi, americani e cileni, tutti comunque in una posizione di secondaria importanza per valore.
  • I dati di volume vedono invece l’Italia in posizione di leadership con 415mila ettolitri, +4%, seguita dalla Spagna a 270mila ettolitri e dalla Francia a 251mila (in calo dell’1%).
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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