Cantina di Soave – bilancio 2018/19

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La Cantina di Soave chiude il bilancio 2018/19 con un leggero calo delle vendite (136 milioni di euro) dopo il forte balzo messo a segno nel precedente esercizio. La dimensione della cooperativa continua a crescere, ormai forte di soci che possiedono 5740 ettari (+4%), a cui ha liquidato uve per un valore di 74 milioni di euro per la vendemmia record del 2018. Qui si può guardare i due lati della medaglia: il valore di liquidazione delle uve è fortemente calato, ma la remunerazione per ettaro dei soci è in realtà cresciuta del 2% a quasi 13mila euro. È un segno della capacità della cooperativa di smussare la ciclicità della produzione. I dati finanziari sono ovviamente poco significativi per la cooperativa, che comunque ha mantenuto il valore aggiunto stabile nonostante il calo delle vendite. L’indebitamento finanziario peggiora, ma resta su valori molto bassi, rispetto a quanto si vede in altre realtà cooperative in Italia. Passiamo a una breve analisi dei dati.


 

  • Le vendite calano del 3.6% a 136 milioni, con una riduzione del 2% nel mercato italiano e del 7% per quanto riguarda l’export, rispettivamente a 94 e 42 milioni di euro.
  • Nella relazione vengono messe in luce diverse sfaccettature delle vendite: per tipologia di prodotto con il 58% venduto sfuso e il 42% in bottiglia. Le vendite in bottiglia sono cresciute dell’11%, contro il -6% delle vendite di vino sfuso, a dimostrazione dello sforzo di concentrarsi sui prodotti a maggiore valore aggiunto dopo un anno come il 2017/18 dove a crescere erano stati soprattutto i vini sfusi.
  • Per tipologia di marchio, con 54% realizzato con le private labels e il 46% attraverso i propri marchi. A loro volta, i marchi principali sono Cadis al 62%, Maximilian al 18% e Rocca Sveva al 10%.
  • Dal punto di vista finanziario, la tabella vi mostra i dati consolidati con un valore aggiunto che sale dal 15% al 16% delle vendite, un costo del personale sotto controllo e un bilancio che chiude con un leggero utile, come di norma per una cooperativa.
  • Gli investimenti sono calati dopo lo sforzo del 2017/18 (32 milioni) a 18 milioni, soprattutto dedicati alla logistica e al segmento dei vini spumanti.
  • Ciò, insieme a un peggioramento del capitale circolante di circa 10 milioni ha comportato un incremento dell’indebitamento da 7 milioni a 26 milioni di euro, nonostante un cash flow rimasto stabile su un livello di poco meno di 10 milioni.
  • Più importante come sempre sono i dati in tabella relativamente alla remunerazione dei soci, che cresce al massimo storico di 74 milioni di euro (+6% sull’anno precedente), per un prezzo di circa 57 euro per quintale di uva (-30%) ma con ben 1.3 milioni di quintali acquisiti (+52%). Misurata contro la superficie vitata, ne deriva una remunerazione di 12900 euro a ettaro, +2%, ma soprattutto +26% cumulativo sugli ultimi 5 anni. Quindi, si può concludere un buon anno e una buona strategia di medio termine, supportata da ingenti investimenti (si sottolinea nella relazione, 93 milioni in 10 anni).

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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