La classifica della competitività per nazione vino – dati France Agrimer 2018

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L’analisi della struttura concorrenziale del settore del vino che France Agrimer redige è stata per il 2018 influenzata in modo netto dall’andamento molto cattivo della vendemmia 2017. Ci sono però altri spunti interessante di questa “visione indicizzata” del settore del vino. In particolare, dopo anni in cui i francesi hanno considerato l’Italia “superiore” nel suo insieme, nel 2018 la Francia occupa il gradino più alto del podio. Come è ovvio che sia, diremmo noi. Andando al confronto tra la classifica 2017 e 2018 si trovano gli spunti più interessanti: oltre a un calo del potenziale produttivo dovuto alla vendemmia cattiva che ha colpito tutti i paesi in qualche modo, lo studio sancisce un deterioramento della forza dei marchi italiani e dell’equilibrio del nostro export, troppo concentrato sulla crescita degli spumanti e su alcuni mercati (USA-UK-Germania) dove le prospettive macroeconomiche sono meno positive che altrove, e ovviamente sul Prosecco come singola categoria. Quindi, la Francia svetta in questa classifica, superando l’Italia più per nostri demeriti che per loro meriti. Nel resto della classifica, il Cile, la Germania guadagnano posizioni a discapito di Australia e USA, mentre secondo Agrimer la posizione della Nuova Zelanda sarebbe in peggioramento. Qualcosa che non si è ancora visto nei dati dell’export. Passiamo ai numeri.

[nota: France Agrimer commissiona a Deloitte questo studio. Lo studio guarda a 6 fattori: due strutturali (potenziale produttivo, clima/ambiente), due competitivi (la capacità di conquistare mercati e il portafoglio di marchi) e due economico/organizzativi (l’ambiente macroeconomico, la struttura della filiera e gli investimenti)] 

 

  • La Francia è dunque in cima alla classifica 2018. Perde qualche posizione nelle caratteristiche strutturali (ma meno dell’Italia), guadagna nei fattori competitivi e mantiene le posizioni in quelli economici/organizzativi. I fattori competitivi sono chiaramente quelli dove la Francia fa la differenza: su un punteggio totale di 649 questi fattori fanno 322. Nel caso italiano, sul nostro punteggio di 597 i nostri fattori competitivi valgono 281.
  • L’Italia perde una posizione e registra il punteggio più basso da qualche anno a questa parte. A pesare la pessima vendemmia 2017 che naturalmente ha un impatto forte per un paese come il nostro con rese per ettaro elevate e un export orientato ancora ai volumi. Oltre a questo pesano la crescente concentrazione del nostro export in mercati (anglosassoni) e prodotti (Prosecco).
  • In questa classifica siamo ormai equiparati agli spagnoli, che ci battono sulle condizioni strutturali e climatici e non perdono posizioni competitive.
  • Chi guadagna rispetto agli scorsi anni è certamente il Cile, che ha nel potenziale produttivo e nel clima il suo fattore più forte ma che sta crescendo molto in forza concorrenziale grazie ai marchi, alla posizione costruita in Cina grazie all’accordo di libero scambio.
  • Perde posizioni il vino australiano ma anche quello americano, a vantaggio della Germania, dove all’eccellente organizzazione lo studio cita anche la favorevole posizione geografica dei tedeschi in un contesto di cambiamento climatico.
  • Vi lascio alla classifica e se avete domande fatevi sentire nei commenti!
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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