Corea – importazioni di vino – aggiornamento 2018

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Il mercato del vino coreano continua a marciare in modo molto sostenuto. Anche nel 2018 la crescita a doppia cifra è proseguita sia in euro che (tanto più in valuta locale). É un mercato in cui noi italiani siamo terzi a grande distanza sia dei francesi che dei cileni che da sempre sono molto presenti su questo mercato e non perché spediscono vino sfuso, anzi. La performance dei nostri vini non è comunque negativa, soprattutto se guardiamo alla buona progressione dei nostri spumanti, cresciuti del 14% rispetto al 2017, pur da una base molto esigua e prendendo un po’ di quota di mercato dallo Champagne. In conclusione la Corea del Sud resta un mercato relativamente piccolo (200 milioni di euro), ma potenzialmente molto interessante per l’elevato reddito procapite, per la propensione dei locali per i beni di lusso e, certamente, per la forte crescita registrata negli ultimi anni. Passiamo ai numeri.


 

  • Le importazioni (e dunque il consumo) di vino in Corea del Sud crescono dell’11% a 207 milioni di euro nel 2018. Erano 95 nel 2011 e 129 nel 2013, a dimostrare che si tratta di un mercato in crescita strutturale, anche se in passato aiutato dalla rivalutazione del cambio (che invece ha giocato leggermente contro nel 2018).
  • In termini di volume, stiamo parlando di 400mila ettolitri (i dati 2017 non sono disponibili), il che immediatamente ci porta a fare la divisione: oltre 5 euro al litro, il che significa un mercato decisamente sopra la media mondiale (3 euro al litro).
  • La Francia rappresenta un terzo del totale con 67 milioni di euro per 56 mila ettolitri, quindi 12 euro al litro. Di questi 42 milioni sono vini in bottiglia e 24 sono vini spumanti. Dopo i francesi ci sono i cileni con 39 milioni di euro di export, che hanno in realtà la leadership dal punto di vista dei volumi con 110mila ettolitri.
  • L’Italia viene come dicevamo terza, ed è terza storicamente. Nel 2018 abbiamo perso leggermente quota di mercato, passando da 27 a 29 milioni (+10.5%), con un contributo importante degli spumanti, cresciuti del 14% a 6.6 milioni di euro. In termini di volume l’Italia ha esportato 57mila ettolitri, terza in questo contesto dietro ai 67mila ettolitri spagnoli.
  • Dopo l’Italia vengono proprio USA e Spagna, entrambi in crescita del 17-18% sullo scorso anno e del 10-12% annuo nel quinquennio. Un ritmo decisamente superiore al nostro +6%, che in realtà è il più basso dei grandi paesi esportatori. Quindi, un 2018 non male ma molto spazio da recuperare ancora.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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