Gli usi industriali del vino – rapporto OIV 2019 (dati 2016)

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Il 12% della produzione di vino mondiale del 2016 non è stato bevuto come vino ma è stato impiegato per altri scopi, quelli che si chiamano gli “usi industriali del vino”. Per intenderci: distillazione del vino per le acqueviti e I brandy, uso del vino per bevande a base di vino o aromatizzate e gli utilizzi del vino nei prodotti alimentari. Proprio su questa fetta di 30-35 milioni di ettolitri di vino si concentra il rapporto speciale di OIV di quest’anno. Ci fornisce lo spaccato di dove va a finire questo vino e da dove viene. Circa il 17% viene dall’Italia ma a sua volta l’Italia impiega soltanto l’8% della sua produzione di vino a questi scopi, principalmente per la produzione di aceto, di cui è leader mondiale davanti alla Spagna e di prodotti derivati dal vino (vermouth principalmente). La Francia eccelle invece per gli oltre 8 milioni di ettolitri impiegati nel 2006 soltanto per la produzione di acqueviti (cognac e armagnac), che la pongo in cima alla classifica dei produttori di vino utilizzato per scopi alternativi. Passiamo ai dati.


  • L’impiego di vino per scopi industriali è stimato da OIV a 34 milioni di ettolitri nel 2016, un livello inferiore agli oltre 40 milioni utilizzati nel 2001 e 2006, ma leggermente superiore ai 29 rilevati dall’ente nel 2011. Si tratta di una quota del 12% della produzione mondiale di vino stimata per quell’anno, in calo rispetto al 15-16% del 2001 e 2006.
  • Il maggior impiego è relativo ai brandy e alle acqueviti, che rappresentano il 65% del totale nel 2016 (oltre l’80% nel passato). Negli anni sono cresciuti in modo significativo gli utilizzi per prodotti aromatizzati e a base di vino e per l’aceto, che nel 2016 rappresentavano il 14% ciascuno dei 34 milioni di ettolitri.
  • Da un punto di vista geografico, la Francia è chiaramente il produttore di vino con la maggior “destinazione” alternativa, vista l’eccellenza nella produzione di Cognac e Armagnac. Sono circa 8 milioni di ettolitri di vino bianco che vengono distillati allo scopo e rappresentano la maggior parte dei 9 milioni rilevati nel 2016.
  • Per quanto riguarda l’Italia, gli usi industriali del vino sono meno significativi che in media (l’8% rispetto al 12% a livello mondiale). I 4 milioni di ettolitri censiti da OIV sono perlopiù impiegati nella produzione di aceto (2 milioni circa) e di bevande a base di vino e vini aromatizzati (circa 1 milione di ettolitri – leggi vermouth).
  • Più importanti dell’Italia in termini assoluti e relativi sono però la Spagna (7 milioni di ettolitri) e gli USA (6 milioni di ettolitri), entrambe intorno al 19% del totale impiegato per usi industriale. Nel caso della Spagna sono molto rilevanti I brandy (oltre 2 milioni di ettolitri), l’aceto (1.5-2 milioni, numero due mondiale dopo l’Italia) ma anche I vini aromatizzati/derivati dal vino dove con 1.7 milioni di ettolitri sono leader mondiali.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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