Laurent Perrier – risultati e analisi di bilancio 2018

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email

Anche nel 2018 Laurent Perrier si conferma la più performante delle piccole aziende quotata della zona dello Champagne. La ricetta vincente in un mercato caratterizzato da volumi stabili è proprio quella che l’azienda ha adottato da diversi anni: migliorare il mix di vendite con nuovi prodotti di rango più elevato, investire nel controllo della distribuzione (oggi LP vende direttamente circa l’80% del suo fatturato) e mantenere una leva finanziaria sotto controllo (con un rapporto valore di magazzino su debito di 1.8 volte è chiaramente la meno indebitata tra le aziende che seguiamo). Il 2018 non è stato un anno eccezionale, in ogni caso: le vendite crescono del 3-4% con volumi stabili (11.8 milioni di bottiglie, circa il 3.9% del mercato dello Champagne a valore), i margini sono stabili poco sopra il 20% (margine operativo lordo), l’utile operativo cresce del 5-6% e l’utile netto del 12% grazie al calo degli oneri finanziari. Gli investimenti si mantengono intorno al 4% del fatturato e il debito cresce leggermente, sostanzialmente per il pagamento dei dividendi, ma sconta un incremento del magazzino di quasi 20 milioni di euro. Strategia confermata: puntare sul miglioramento del prezzo mix. Passiamo a una breve analisi dei dati.


  • Le vendite crescono del 3.7% con volumi e cambi stabili e quindi il contributo positivo del prezzo mix a spiegare la crescita. Le vendite in Francia sono circa 30% dei 234 milioni di euro di fatturato relativi allo Champagne (sui 250 totali), 70 milioni e un incremento del 3%. Le vendite nel mercato europeo continuano a faticare e calano del 2% a 101 milioni, mentre fuori dall’Europa Laurent Perrier ha realizzato un fatturato di 61 milioni, +16% dopo il +10% dello scorso anno.
  • Il margine industriale (vendite meno costo del venduto) torna a toccare quota 50%, e ciò consente un leggero progresso del margine operativo lordo e netto, nonostante l’incremento delle spese commerciali legato alla strategia di distribuzione Quindi a fronte del +3.7% delle vendite sia l’EBITDA che l’utile operativo crescono del 5-6% a 49 e 41 milioni rispettivamente. La riduzione degli oneri finanziari consente una crescita maggiore dell’utile netto che torna a 23 milioni di euro, +12% e al medesimo livello del 2016.
  • Restringendo il confronto al secondo semestre, I dati sono senz’altro meno positivi, con una crescita del 2.6% (5.3% nel primo semestre) delle vendite e un margine operativo lordo in calo del 6%, ma un utile netto sostanzialmente allineato con il periodo corrispondente.
  • Dal punto di vista finanziario LP resta un’azienda molto solida. Il debito cresce di 5 milioni a 280 milioni di euro, ma ciò avviene in corrispondenza di un incremento di 23 milioni del capitale circolante (+20 milioni per il magazzino) e con 10 milioni di investimenti (allineati alla media degli ultimi anni). I dividendi sono stabili a 6 milioni di euro. In rapporto al magazzino di 537 milioni di euro, il debito è 1.8 volte superiore, quindi un livello di tutta sicurezza. Appuntamento a febbraio 2020 con I dati del primo semestre 2019-20.

 

Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>